Buon compleanno signora Ciccone, che bello il suo femminismo senza paure

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Madonna compie 58 anni: è l’icona che ha piegato sul serio il pop al femminismo, che ha rifiutato il patriarcato e ha liberato nuove immagini per la rappresentazione...

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Madonna è l’eroina pop per eccellenza, è quella che ha resistito meglio e più a lungo di tutte le altre. È icona perché ha saputo e ancora a volte sa rendere emblematico e poi storico ogni suo gesto. Madonna è però anche un’icona femminista, per quanto di un femminismo sui generis: il suo femminismo non è mai stato quello canonico, imposto da gruppi o ideologie. Il suo gesto di liberazione del femminile è sempre stato un gesto essenzialmente individuale: quello di una vita senza balaustra, in grado di rendere possibili, con le sue scelte estetiche e di costume, nuovi spazi dell’immaginario collettivo. Un femminismo senza limiti predefiniti, un femminismo infinito.

UNA MENTALISTA CONTRO IL LUOGO COMUNE

Madonna Louise Veronica Ciccone è certamente una gran performer ma è anche un’incantatrice, una mentalista. Alla fine degli anni ’70 scappa via dalla sua infanzia dolorosa – da quella casa del Michigan, dal padre padrone, dai troppi fratelli e dall’ingestibile ricordo della madre morta di cancro – scappa e va a New York in cerca di quello che più di tutto aveva bisogno: diventare speciale, essere importante per qualcuno.

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Ha voluto l’amore di tutti, Madonna, mai sazia. E ha impiegato questo desiderio sconfinato e il potere unico nell’attrarre attenzioni che ne consegue, per scardinare tutta una serie di luoghi comuni, di immagini già viste, rassicuranti. L’episodio dell’anno scorso ai Brit Awards è stato un incidente ma giustamente molti gli hanno attribuito un valore potentemente didascalico: Lady Ciccone inciampa, può anche cadere ma si rialza.

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Ancora oggi, dopo 30 anni di carriera ineguagliabile, in cui ha cambiato tutti i look, le atmosfere, i concept possibili. Nonostante le accuse, le critiche di quelli che la vorrebbero addomesticata, più rassicurante, in pensione, Madonna prova a fare quello che ha sempre fatto: spostare l’asticella un po’ più in alto. Deve mettere in crisi nuovi pregiudizi, nuovi luoghi comuni. Se prima erno lo scandaloso legame tra sessualità e religione o l’attacco al rigido binarismo eterosessuale dei modelli predefiniti, ora è l’immagine della popstar di 58 anni che tanti vorrebbero più moderata, più consona all’età. Ma a lei piace così. Mostra il seno ai concerti, indossa mini abiti che fanno parlare i fan, le portinaie e i troll su Facebool, posta in continuazione sui social networks come una 14enne, senza misura, senza attenersi a qualcosa di già visto, a piste battute. Si diverte.

Madonna insomma resta una pioniera. Una che si è assunta il compito di essere la prima. E continua, prosegue quel gesto iniziale di tanto tempo fa, il gesto dei primi anni ’80, dell’esordiente eccessiva e un po’ sgraziata che accostava pizzi e crocifissi per parlare nelle canzoni di sessualità dal punto di vista di una ragazza.

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IL GESTO DELLA LIBERTÁ

Madonna è artista, performer, regista, scrittrice, imprenditrice ma anche madre di quattro figli, moglie, ex moglie, amante di giovani bellissimi e in tutto questo continua a mantenere aperto quello spazio di libertà, di sperimentazione, di messa in crisi del luogo comune. La rivoluzione di Madonna ha assunto tante forme, è passata anche attraverso l’iconoclastia – o meglio la trasfigurazione – di immagini e simboli della Chiesa Cattolica. I simboli religiosi nelle mani di Madonna si sono incarnati, hanno pianto, bruciato, eiaculato. Con la sua passione per le storie, cristiane prima ed ebraiche poi, Madonna ha offerto nuovi modi per interpretare la religione: chiavi di lettura più umane per i personaggi spirituali, creando richiami, passaggi tra mondi prima non comunicanti.

Con i suoi mille cambi di look, le sue incessanti trasformazioni, Madonna è una vera icona della postmodernità. Ha cambiato la sua immagine infinte volte e, dopo tutto questo cambiare, cosa resta? Per i detrattori non molto, secondo altri resta invece il gesto della libertà, ovvero il gesto umano per eccellenza. Madonna è stata ed è soprattutto questo: una donna libera. Pienamente al comando della sua vita, della sua carriera, della sua creatività. Ma è anche una che ha capito come gestire questa libertà infinita: non è certo un segreto che il grande segreto di Madonna è stato la disciplina e in questo si è differenziata da molti suoi colleghi che non hanno saputo mantenere il posto raggiunto nell’Olimpo delle star.

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Madonna ha capito – e forse sin da subito – che non si scherza con la strada che ha scelto e ha imposto al suo corpo, ai suoi impegni, alla sua vita tutta, un regime ferreo ed efficacissimo. Proprio come si dice nella Kabbalah, la tradizione mistica dell’ebraismo che Madonna studia da molti anni e su cui ormai forgia i testi delle sue canzoni: il successo, l’appagamento diretto senza sforzo provocano il cortocircuito. Occorre sostenere il successo con uno sforzo costante, una disciplina che non deve mai venire meno (questo il concetto kabbalistico di Tikkun, ovvero “correzione”).

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