DIRITTO AL MATRIMONIO, DIRITTO ALLA FAMIGLIA

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Sono di questi giorni gli ultimi deliri di Bossi, il quale ha dichiarato che la Lega non intende discriminare gli omosessuali, ma non capisce "quali diritti possano vantare...

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Quando si ama veramente una persona, basterebbe guardarla negli occhi o stringerle le mani per unirsi a lei per sempre. Non dovrebbe servire niente altro. Il matrimonio però, non è solo un pezzo di carta in un cassetto dell’ufficio comunale o un perfetto sconosciuto che ti dice: "Ora sei sposato": è l’unica difesa che abbiamo in un mondo dove solo se sei "regolare" hai accesso ai più elementari diritti. Lo hanno scoperto anche Regina

Quattrochi e Priscilla Lenes. Le due donne sono una coppia da tanti anni e hanno due figli. Come tutte le famiglie hanno deciso di fare una bella vacanza tutti insieme e quindi, con i loro due bambini, tutti cittadini americani e in possesso di biglietti regolarmente acquistati, sono arrivate al Newark International Airport di New York, pronti a partire per il Messico. Di sicuro non si aspettavano che gli agenti della compagnia aerea chiedessero il permesso di un padre inesistente prima di farli salire a bordo, ma quello che sembrava uno sciocco inconveniente si è rivelato un trauma per tutti. Gli impiegati hanno interrogato persistentemente e pubblicamente le due donne, reagendo con stupore e ‘poca’ disponibilità alle loro affermazioni, cioè che la loro famiglia lesbica non comprendeva un padre. Hanno affermato che stavano seguendo le procedure e che una restrizione messicana vietava l’ingresso nel paese a genitori che viaggiavano "soli" con un minore senza il permesso dell’altro genitore, in seguito alla vicenda di Elian Gonzales e dei problemi relativi alla sua custodia. Nessuno alla Continental aveva fatto menzione ad una simile restrizione quando le donne avevano comprato o confermato i loro biglietti. Per convincere il personale che i bambini non avevano un padre, la Quattrochi ha dovuto spiegare pubblicamente che i bambini erano stati concepiti con l’inseminazione artificiale, ma gli impiegati hanno risposto che se fossero saliti sull’aereo, sarebbero stati rimandati indietro dalle autorità messicane e la linea aerea sarebbe stata multata. Tutto questo si è verificato non solo di fronte agli altri passeggeri in attesa al check-in, ma anche davanti ai due bambini della coppia, di 10 e 5 anni. Alla fine, un agente ha permesso alle donne di riempire un modulo usato dalla linea aerea per verificare dati riguardo la nascita e la residenza in caso di mancanza di documenti, ma per questo la Continental ha anche aumentato loro il conto di 10 dollari per il modulo, un documento di cui non sapevano assolutamente nulla fino

all’arrivo al check-in. Con quello in mano hanno avuto il permesso di salire sull’aereo. Per le quattro ore di volo i bambini hanno dovuto essere rassicurati sul fatto che non sarebbero finiti in una prigione messicana, mentre le ragazze avevano paura che sarebbero stati rimandati tutti indietro. "La Continental ci ha trattato con mancanza di rispetto ed era chiaramente impreparata a fornire i propri servizi a famiglie diverse", ha detto la Quattrochi. "La cosa peggiore è che abbiamo dovuto costantemente rassicurare i bambini che non avevano fatto nulla di male e che non sarebbero stati arrestati all’arrivo. Nessun genitore dovrebbe mai trovarsi in una simile situazione." Ma, sorpresa sorpresa, una volta in Messico, il gruppo è passato senza alcun problema. Un agente ha chiesto alla Quattrochi se avesse il permesso del padre per viaggiare con suo figlio e lei ha risposto semplicemente che non c’era un padre. Senza fare altre domande o richiedere altri documenti, l’agente le ha fatte passare. Tutta la storia è ora in mano a Ruth Harlow, un legale della Lambda, Legal Defense and Education Fund (www.lambda.org), che sta trattando contro la politica della Continental Airlines. "La Continental deve riconoscere le molte famiglie lesbiche o gay che viaggiano, porre domande con rispetto ed avere pronte risposte su come gestire qualsiasi eventuale limitazione straniera. L’avvocato Harlow ha scritto una lettera in difesa delle due madri al presidente della Continental Airlines, Greg Brenneman in cui ha esposto i fatti e ha denunciato che questa

famiglia è stata soggetta ad un lungo interrogatorio, invasivo e rude da parte del personale della linea aerea. Brenneman deve ancora una risposta alla lettera. La Harlow ha puntato il dito sul fatto che l’approccio inflessibile e duro dei rappresentanti della Continental avrebbe causato difficoltà e problemi anche ad altre famiglie, incluse quelle in cui il padre fosse morto o una madre avesse perso le tracce di un padre poco presente. Allo stesso tempo, la Lambda sta indagando se anche i consiglieri federali delle linee aeree siano parte del problema. La Harlow è decisa ad andare avanti e dice che la Continental deve assolutamente cambiare comportamento e fare di tutto per assicurare un giusto trattamento a tutti i viaggiatori. "Le famiglie gay e lesbiche non dovrebbero essere soggette a interrogatori non necessari e in caso ci fosse bisogno di moduli, questi dovrebbero essere forniti in anticipo e con rispetto verso tutte le famiglie. Inoltre, il personale dovrebbe essere istruito su come trattare le famiglie composte da genitori dello stesso sesso". La Lambda non ha intenzione di recedere e ha chiesto anche alla Continental di porre le formali scuse alla coppia e di ricompensarla per questa spiacevole esperienza.

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