DONNE SOLDATO: FINALMENTE ANCHE LE DONNE PORTANO L’AQUILA

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In 4 conquistano il brevetto di pilota dell'aeronautica militare italiana. Sono le prime donne ad avere questo onore. Vicissitudini e fatiche di una carriera minata dal pregiudizio.

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Tutto è cominciato il 4 agosto quando le aspiranti cadette dell’Accademia militare di Modena si sono rivelate essere 12.462. Un numero di donne a dir poco inaspettato che volevano diventare ufficiali a tutti i costi ma che poi, dopo le preselezioni, le prove fisiche, gli accertamenti sanitari e psico-attitudinali, è calato vistosamente fino a raggiungere le 54 concorrenti idonee, il 23 agosto, quando furono resi ufficiali i risultati parziali delle prove. Qualche delusione era in preventivo, ma forse le migliaia di

volonterose e arrembanti concorrenti non avevano considerato che il lavoro di preparazione e selezione è uguale per uomini e donne e che quindi un po’ di allenamento mentale ma soprattutto fisico non poteva che far loro bene prima di affrontare un’esperienza del genere. Ma se è vero, ed è vero, che siamo donne e per questo caparbie e tenaci quanto basta per raggiungere l’obiettivo prefissato, ecco che a distanza di mesi le donne soldato arrivano a dare i primi risultati di successo con le prime quattro "top gun" italiane, le prime ragazze ad aver conseguito il brevetto di pilota dell’Aeronautica militare: Donatella, Laura, Elena, e Sabina.

Indossano una divisa blu e sotto lo sguardo fiero di certo nascondono una delle emozioni più grandi della loro vita. Per chi rincorre successi nella carriera militare è un onore ricevere direttamente dalle mani del ministro della Difesa Sergio Mattarella l’aquila dorata da appuntare sulla divisa. Loro, sono le elette, le prime quattro donne "top gun" a entrare nella storia dell’aereonautica militare italiana e non è poco per un paese che si accinge a mettere in archivio il servizio di leva obbligatorio a vantaggio di tutti quei volontari che trovano nell’esercito e nei suoi ideali, al servizio della patria, uno degli scopi della loro esistenza.

Sulla pista di atterraggio della base aeronautica di Latina, in un’atmosfera solenne adeguata al carattere eccezionale dell’occasione, il ministro ha detto che se per ora sono solamente quattro, l’augurio è che presto le donne siano molte di più, come gli uomini. Anche gli istruttori, i quali tengono a sottolineare che non vi è nessuna differenza con i compagni maschi, si dicono fiduciosi data la passione e la professionalità dimostrata dalle "apripista". I maschi considerano le nuove colleghe professionalmente stimolanti e il loro successo di buon auspicio per tutti. Ma le protagoniste cosa dicono? Gli occhi sorridono, sono felici di aver reso

orgogliosa la famiglia, di aver raggiunto il primo dei loro obiettivi nonostante la fatica e i momenti di difficoltà.

L’addestramento è duro e giustamente non ci sono sconti per il gentil sesso. Il trattamento è identico, eccetto il fatto di dormire su piani separati. Levatacce la mattina, intensi corsi di preparazione a terra e poi i primi voli. Il tempo libero viene sacrificato e così gli amici e i propri cari, questione di priorità. Anche l’approccio con la mentalità militare non è semplice ma questo vale sia per le donne che per gli uomini. "Sono tutti molto giovani e forse le ragazze fanno più fatica a sopportare tutta questa durezza e disciplina – ha detto Gianmaria Giunchi, uno degli istruttori intervistato dall’ inviata di Repubblica on line – a volte ho la sensazione che abbiano ancora bisogno della mamma". Ma avete pensato che proprio questo ruolo potrebbe un giorno chiedervi di partecipare a una guerra? Domanda alle ragazze l’inviata Ottavia Giustetti. "Ci sono momenti in cui un gesto come questo può essere inevitabile – risponde Elena Ceccolini – le bombe non sono mai giuste, ma in caso di guerra, se fosse necessario per difendere la patria, io lo farei".

Per quelle che ancora si sentono tormentate dal dubbio se arruolarsi o meno e rincorrere la carriera militare, esiste l’A.N.A.D.O.S. unico movimento italiano fondato da giovani donne il cui obiettivo iniziale è stato quello di promuovere l’arruolamento volontario femminile e l’accesso alle carriere nelle Forze Armate italiane.

Il 29 settembre 1999 è stata approvata la legge n. 380 che ha permesso l’ingresso delle donne nelle Forze Armate.

E’ un’ Associazione senza scopo di lucro e apartitica e le intere quote associative verranno utilizzate per gli obiettivi prefissati:

www.donnesoldato.org

E-mail: info@donnesoldato.org

www.analisidifesa.it

di jaguar

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