Scegli la tua escort, tanto è morta: l’iniziativa shock dell’associazione francese

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Una campagna di sensibilizzazione radicale.

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Il sito francese girlsofparadise.sex all’apparenza sembra uno dei tanti siti erotici che offrono servizi a pagamento: un gran catalogo di bellissime ragazze pronte a soddisfare, dietro compenso pattuito, desideri e voglie dell’utente di turno.

Tutto è come dovrebbe essere: i profili divisi in categorie  – escort vip, attrice di film hard, dominatrice, trans – riportano nomi, età, gusti e specialità: “Sono una viziosa, amo la seduzione ed i giochi erotici”, scrive Luz Maria, 32 anni. C’è anche la live-chat per parlare con le ragazze, che rispondono e chiedono: “Vuoi vedere altre foto di me?”.

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Se si richiedono le foto, arrivano davvero: solo che le ragazze sono un po’ diverse dalla foto principale del profilo. Visi tumefatti, lividi, feriti. Sono cadaveri. Ed ecco il messaggio che arriva a chiarire il cambio di registro: “Monica è stata trovata morta, nuda, in un canale. Quando sei cliente di una prostituta sei complice della violenza che lei subisce”. Se si cambia ragazza, finisce allo stesso modo, altre foto terribili e il messaggio questa volta dice: “uccisa da un cliente con una decina di coltellate”. Ines, 19 anni, invece “ama i momenti maliziosi e riceve sia uomini che coppie”: chattando con lei prima ti vengono inviate le foto del ricoperto di sangue, poi la chat ti avvisa che Ines “è stata buttata già da un ponte dal suo protettore. É sopravvissuta ma non camminerà mai più”.

Il sito è stato messo online a marzo 2016 ed è stato creato dall’associazione per l’abolizione della prostituzione Mouvement du Nid: chi ci finisce facilmente è un potenziale cliente e vorrebbe incontrare delle escort che operano sul web, ma non sa che in realtà tutte quelle presenti sul sito sono morte o gravemente ferite.
L’idea, estrema e di sicuro impatto emotivo, vuole essere un modo per “mostrare cosa c’è dietro la prostituzione, smentendo l’immagine patinata che a volte ha su internet”, come ha chiarito la portavoce Claire Quidet a Le Figaro. Lo scopo del progetto è anche quello di rilanciare il dibattito sulla legge sulla prostituzione, adottata in Francia ad aprile, sulla penalizzazione dei clienti. Una legge controversa e molto discussa, la cui misura-chiave prevede una multa di 1.500 euro per i clienti delle prostitute (che sale a 3.750 in caso di recidiva).

La portavoce ha assicurato che nessuna delle storie delle ragazze è inventata: tutte sono reali e realmente accadute. Chi sceglie di chattare live con le ragazze viene a conoscenza delle loro storie attraverso le foto e i brevi messaggi di testo, chi invece tenta di raggiungere telefonicamente le ragazze ascolta i fatti di cronaca nera dalla viva voce di uno dei militanti dell’associazione.

Come racconta Quidet, qualche aspirante cliente sembra non fermarsi proprio davanti a nulla. C’è chi, infatti, dopo aver sentito che la escort scelta è morta, continua a insistere, chiedendo se ci sono altre ragazze disponibili: “Certo, restavano basiti quando scoprivano che Monica o Luz Maria erano state uccise, ma dopo un primo attimo di choc ritornavano al loro obiettivo di partenza”. Pochi rimangono colpiti dalla storia ascoltata, tra loro, c’è stato “un giovane che per la prima volta chiamava una prostituta. Di certo non si aspettava queste informazioni: ci ha detto che non avrebbe di sicuro provato a chiamarne una seconda”.

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