GIOCHI PROIBITI

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Sulle spiagge gay, impavidi guardoni a caccia di lesbiche. E sul Web...

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A qualcuno piace guardare. E se non può toccare, gli piace ancora di più.

Sto parlando dei cari, vecchi e nuovi guardoni, imbarazzanti nemici di sempre che pare affollino ogni anno più numerosi le spiagge da noi frequentate. E’ risaputo che in Italia, gli spazi in riva al mare, gay e lesbiche se li sono ritagliati qua e là lungo i litorali e, comunque, sempre confusi tra orde di etero che qualche volta si spostano, qualche altra si mescolano, e in casi estremi si eccitano facendo vasche avanti e indietro sul bagnasciuga.

E’ normale, sì, certo, è normale che si creda di trasgredire anche solo

guardando, soprattutto quando a crederci sono quelli, o quelle, che al bar o in salotto con le amiche, si lamentano dei tempi che corrono. Così, in un battere di ciglia la trasgressione diventa gusto della perversione (e meno male che le perverse dovremmo essere noi!) e il gioco si fa più intrigante.

Una giornata di sole splendente, quattro passi sulla rena, un asciugamano colorato, un pezzo di tronco d’albero disidratato abbandonato sulla spiaggia libera e finalmente si può godere, guardare e godere infilando una mano dentro il costume mentre due donne si baciano, si scambiano effusioni, o più semplicemente si parlano a distanza ravvicinata.

Mai che una paralisi li colga di sorpresa bloccandogli la mano sul pene! Mai che abbassino lo sguardo quando qualcuna se ne accorge e li fulmina con

gli occhi! Mai che trovino il pudico coraggio di alzarsi e smammare quando li si coglie sul fatto! Giochi proibiti di poca appetibilità, nessun senso erotico, nessuna bellezza, solo bava alla bocca. Vecchie e nuove frontiere del sesso pensato, o meglio, immaginato, antiche fantasie legate a stereotipi della prima ora.

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