In famiglia con due mamme: parla una figlia

di

Una bambina di 13 anni racconta la vita della sua famiglia lesbica

998 0

Nel marzo del 1997 una bambina di 10 anni – seduta tra le sue due mamme – ha parlato della sua famiglia di fronte a 500 persone nel corso di un’udienza legislativa. L’ordine del giorno era l’approvazione di una legge che avrebbe impedito i matrimoni tra persone dello stesso sesso in Wisconsin. La piccola aveva lavorato duramente per tutta la settimana: avrebbe voluto dire tante cose, ma c’era così poco tempo per farlo…

"Salve a tutti: mi chiamo Sol Kelley Jones. Ho 10 anni e sono una bambina davvero fortunata perché ho due

genitori che si amano tantissimo e che mi adorano. Non tutti sono così fortunati. I miei amici mi invidiano perché c’è sempre una mamma che dopo la scuola sta a casa con me e prepara grandi merende. Molte persone non comprendono tutto della mia famiglia, come il fatto di avere due mamme. Mi chiedono: Chi è la tua vera mamma? E io rispondo: tutt’e due. Ecco perché per me è difficile capire per quale motivo la gente ha così tanta paura di noi da volere leggi come questa. Non capisco come questa legge possa aiutare le famiglie, ma fa tanto male alla mia. Ho visto delle persone che portavano cartelli con scritto che Dio odia i gay e le lesbiche, che la nostra famiglia è male. Questo mi fa tanta paura. L’anno scorso siamo andate a messa e c’erano delle persone con questi cartelli che urlavano contro di noi. Quella notte mi sono svegliata piangendo, perché avevo sognato che quelle persone avevano fatto esplodere la chiesa e la mia famiglia era morta. Non voglio più avere paura di queste persone, e non voglio che loro abbiano paura di noi. Io credo che possiamo andare d’accordo, anche se non viviamo allo stesso modo".

Sol ha vissuto sulla sua pelle l’odio riservato agli omosessuali e ai loro figli: alle scuole elementari ha subito molestie omofobiche nonché la pressione causata dai rigidi ruoli della

famiglia ‘convenzionale’, ruolo nel quale la sua non entrava proprio. Ma le sue mamme e tutti gli altri membri della famiglia erano sempre vicino a lei, pronti ad appoggiarla e sostenerla. Col tempo, Sol ha capito di essere fortunata ad essere cresciuta in una famiglia lesbica: ha avuto l’opportunità di incontrare molti ragazzi e ragazze omosessuali che hanno dovuto affrontare la sua stessa battaglia da soli.

Continua nell’altra pagina…Malgrado tutto, Sol continua ad indossare con orgoglio i suoi cappellini rainbow e nutre il desiderio di cambiare il mondo. "Io sono cresciuta in una famiglia lesbica: ho bisogno dell’aiuto di tutti per arrivare al giorno in cui le scuole saranno un posto sicuro per tutti i bambini, il giorno in cui le nostre famiglie avranno l’assicurazione sanitaria, protezione legale per i minori come me e tutti gli altri diritti che hanno le famiglie eterosessuali. Oggi i miei genitori non sono legalmente sposati: io ho tanta paura perché se una di loro morisse, potrei essere portata via dalla mia famiglia". Joann K. Kelley, una delle mamme di Sol, ha provato ad esprimere i suoi sentimenti di fronte alla comunità: "Io credo che se voi veniste a casa nostra, potreste vedere con i vostri occhi che la nostra famiglia non è diversa dalla vostra. La nostra unione è basata sull’amore, sul reciproco appoggio. Sunshine e io siamo unite per la vita. Siamo unite in una relazione che per noi è un matrimonio ormai da 18 anni. Il nostro legame è riconosciuto e rispettato dalle nostre famiglie, dai nostri amici e dalla nostra comunità religiosa. Dieci anni fa siamo state benedette dalla nascita della nostra bambina, e da quel giorno il nostro amore è diventato ancora più forte. Malgrado tutto questo, a noi vengono negati quei benefici e quella protezione che le altre famiglie danno ormai per scontato. A casa sono io a portare uno stipendio, ma non posso provvedere alla salute della mia famiglia perché ci è negato lo stato matrimoniale. Non possiamo permetterci la copertura sanitaria privata per tutti i membri della famiglia: una malattia seria significherebbe un

crollo finanziario. Qualche tempo fa la mia compagna era sul pavimento in preda a terribili dolori, ma non potevamo permetterci di portarla al pronto soccorso: abbiamo dovuto aspettare e giudicare da noi se le sue condizioni fossero gravi. Per oltre 14 anni ho lavorato duramente nella ditta e una persona nella mia posizione dovrebbe avere la sicurezza di poter badare alla salute della propria famiglia. Dovrei avere gli stessi diritti degli altri impiegati. È dimostrato che se si estendesse la copertura sanitaria a tutte le famiglie omosessuali, i costi delle assicurazioni salirebbero dallo 0 al 2%. Se mia moglie o mia figlia morissero domani potrebbero anche negarmi il permesso per recarmi al loro funerale. Se morissi io, invece, loro non avrebbero alcun diritto ad una pensione per cui io ho lavorato per anni. Queste sono le cose che mi tengono sveglia la notte". Sunshine Jones, l’altra mamma di Sol dice: "Una cosa è certa: negare ai gay il diritto di sposarsi non ci fermerà in alcun modo! Non sarà la mancata approvazione di una legge ad impedirci di amare i nostri compagni e le nostre compagne e di costruire una famiglia".

di Lily Ayo

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...