INTERVISTA ALLA POETESSA COMICA LUISA SAX

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Poetessa, attrice, musicista. L'eclettica artista andrà in scena a Padova, durante la rassegna di teatro Lesbico, con il suo ultimo spettacolo eroticomico. Elle l'ha intervistata.

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Il 25-26 novembre, a Padova, si terrà la rassegna "Teatro Lesbico", appuntamento importante sia per chi fa teatro lesbico che per chi ama esserne spettatrice. Per parlarne abbiamo incontrato virtualmente Luisa Sax il cui spettacolo "Poesie Ludiche Impudike/Pensierini Acidi/Video Trucidi" è in cartellone nella due giorni padovana al Teatro delle Maddalene. Sax artista di 44 anni, è di Milano, dove lavora come postina: "eufemisticamente per mantenermi libera artisticamente" ci tiene a spiegare. Poeta, ha pubblicato alcune sue poesie partecipando a libri collettivi o su riviste. Qualche titolo:

"Ragazze non fate versi" editrice Zona; un libro di haiku di donne : "Luna a mezzogiorno" edizioni del Girasole di Ravenna; un libro di aforismi sempre di donne: "Un sottil pensèro" sempre del Girasole; non ultima la pubblicazione

di un paio di racconti su " Noi donne" e poesie su "Linus" e altre riviste.

D: Luisa, il tuo spettacolo teatrale è in cartellone al Teatro delle Maddalene di Padova per la rassegna di teatro lesbico che si terrà il 25-26 novembre. Come preferisci essere definita: poetessa e comica, oppure poetessa comica?

R: di solito non guardo troppo per il sottile: mi definisco poetessa comica, ma mi ritengo in realtà un’artista eclettica, dal momento che suono canto e faccio video, però in tutto ciò l’aspetto predominanete

è la comicità o meglio il sarcasmo.

D: Il titolo della tua pièce è: Poesie Ludiche Impudike/Pensierini Acidi/Video Trucidi. Per quanto sembri abbastanza esplicito, ci vuoi spiegare di cosa si tratta?

R: Si tratta di un reading di poesie in rima, spesso su tematiche erotiche o/ e femministe , di aforismi o pensierini acidi a tema più generale, di poesie sonore che eseguo su base musicale, e di videopoesie , il tutto sempre in chiave sarcastica.

D: Tu provieni da esperienze musicali. Negli anni 80, come sassofonista hai fatto parte, insieme ad altre ragazze, di un gruppo punk-clitorideo. Come definisci quel periodo della tua vita?

R: Abbastanza pieno di energia, di belle speranze, di esperienze non troppo positive con il mondo dello spettacolo e discografico, allora, e credo tuttora, in mano maschile. Non riuscimmo a far uscire un disco quasi pronto senza capire bene il perché, ricordo solo che non volevano legarci con contratti di anni e perciò fummo in un certo senso tagliate fuori. A quei tempi io e alcune altre del gruppo vivevamo in una casa occupata di sole donne e anche quella fu una esperienza intensa. E’ stata pure importante per la mia formazione artistica l’esperienza con "Riso Rosa" anche se non era specificatamente lesbica, anche li’ credo che avremmo potuto fare di più e meglio ma mancavano i soldi e i contatti, i circuiti. Comunque siamo ancora tutte vive e chissà se in futuro…

D: Quanto ha influito e influisce oggi nella tua creatività e nelle tue performance teatrali?

R: Non molto perché, a parte che non uso più il sax, sebbene non l’abbia ancora venduto, allora esprimevo solo in minima parte le mie doti, non essendo io una brava musicista. Allora sfruttavo di più la mia presenza scenica con abiti e atteggiamenti eccentrici e "indossavo" coreograficamente bene uno strumento poco femminile e piuttosto tragressivo anche perché grosso e potente (è un sax tenore).

D: Qual’è, attualmente, la realtà del teatro lesbico?

R: Conosco poche donne che fanno teatro lesbico e quasi tutte le ho conosciute a Padova due anni fa

Sono ricercatrici coraggiose, anche se purtroppo dotate quasi sempre di mezzi minimi a causa della mancanza di soldi e di mercato, di testi , di capescuola, di impresarie /manager, circuiti e iniziative pagate.

D: Credi che in futuro poesia e teatro potranno acquisire sempre più importanza nel mondo lesbico?

R: Lo spero vivamente.

D: Come regista hai prodotto numerosi video che sono stati selezionati anche a due GayFilmFestival. Qualcosa di nuovo in programma?

R: Io non sono una regista sono una videomaker, principalemente di videopoesie, faccio quindi tutto da sola: girato, montaggio, sonorizzazione e spesso interpretazione. Non sono molto professionali ma abbastanza originali. Da tempo ho in mente un video comico sul bondage e un altro sulle amanti delle scorregge e dei rutti, ma non mi decido mai a iniziarli.

D: Fra tutti questi impegni c’è spazio anche per l’amore?

R: C’era fino a qualche settimana fa.

D: Che rapporti hai col mondo lesbico?

R: Ho quasi tutte amiche lesbiche e amici gay, ogni tanto frequento posti di tendenza, ogni tanto mi invitano a fare spettacoli. Leggo riviste e vado al cinema alle rassegne gay/lesbiche.

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