L’AMORE CHE UCCIDE

di

Andrea, giovane donna appassionata di fotografia, si è innamorata tre volte, e tre volte è stata abbandonata e delusa. Ecco perché un giorno decide di morire. Un racconto...

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Stancamente si accomodò sulla sua vecchia poltrona, vicino al caminetto, si sistemò un plaid sulle gambe e lentamente appoggiò la testa allo schienale. Fece scorrere i suoi occhi scuri, ancora pieni di vita ma svuotati da ogni speranza e passione al di là del vetro che guardava sul piccolo giardino, osservò per qualche istante i rami degli alberi che seguivano ritmicamente il sibilo del vento. L’autunno avanzava inesorabilmente, per un breve istante sul suo viso si disegnò un sorriso ironico.
‘Strano giorno per… morire!’ sussurrò a sè stessa mentre si faceva cullare dalle parole di una vecchia canzone di Celine Dion.
‘A million starlight, this is a beatiful night, this is not a night to die… let me sing and die… i have so much love to give… give for the one i love, love as no one have love, give asking nothing in return…’
Guardò le foto che facevano bella mostra sulle pareti del salotto, posò il suo sguardo stanco su quei movimenti appartenuti a fisici atletici dai visi conosciuti di persone sconosciute. Lentamente rivisse, ogni scatto, ogni emozione che quei momenti le avevano regalato, istintivamente portò la mano sul cuore, era gonfio di emozione, pronto ad esplodere, come lo era stato per tutto il corso della sua vita ma, questa volta, non c’era più passione neanche per la vita che se ne stava andando, pregò in cuor suo di riuscire ad addormentarsi e morire così nel sonno senza più avvertire quel terribile peso che aveva sopportato così a lungo. Era stanca, così stanca che aveva deciso di smettere di respirare e di pensare, non c’era niente che avrebbe potuto trattenerla, finalmente aveva trovato il coraggio per mettere fine a quelle sofferenze, a quelle torture emotive che avevano reso la sua esistenza un incubo. Era conscia che c’erano cose molto più serie, in fondo era stata discretamente fortunata ma c’era qualcosa che le era sempre mancato. Il destino era stato ironico si era preso gioco dei suoi sentimenti, più di una volta aveva pensato che era semplicemente una punizione per lei, per essere gay. Aveva trascorso tutta la sua vita da sola, conservando quei sentimenti così profondi dentro di sè, senza poterli dividere con nessuno, senza poterli regalare a qualcuno. Non era così vecchia da dover morire ma, aveva deciso di porre fine a quelle lunghe sofferenze, a quei giorni senza fine pieni di rimpianti, a quelle ore interminabili piene di ricordi, alle notti senza sonno popolate dai pensieri delle tenerezze altrui, alla ricerca di un po’ di calore. Un brivido la percorse, sospirò e lentamente chiuse gli occhi.

‘Tina? Ciao sono Linda…’
‘Ciao, come va?’
‘Bene, sono appena rientrata dalla vacanza, ne avevo proprio bisogno, senti ti ho chiamato perchè sono un po’ preoccupata per Andrea’
‘Perchè? L’hai vista?’
‘No, appunto… sono tre giorni, da quando sono rientrata che cerco di chiamarla ma non risponde nessuno, il telefono squilla ma non risponde nessuno, non vorrei fosse successo qualcosa e siccome ho pensato che tu hai le chiavi…’
‘Sii… ho capito, andiamo immediatamente’ esclamò Tina chiudendo rapidamente la conversazione ed acchiappando al volo le chiavi della macchina. Si scapicollò giù dalle scale, quasi certa che qualcosa di grave fosse accaduto alla sua migliore amica. Il cuore iniziò a batterle nell’orecchio come non aveva mai fatto ed il suo piede schiacciò sull’acceleratore per arrivare il più presto possibile. Impiegò pochi minuti a raggiungere la casa di Andrea, era tutto apparentemente tranquillo, niente diceva quello che in realtà si era verificato all’interno. Aprì la porta con violenza ed entrò urlando il nome della sua amica. Nessuno le rispose. Corse in cucina e nella camera da letto, poi timorosa si avvicinò con il cuore in gola al salotto. Notò sporgere dal bracciolo della poltrona preferita da Andrea il braccio dimagrito della sua amica. Si bloccò per una frazione di secondo, terrorizzata da quello che avrebbe dovuto vedere, poi l’affetto la spinse ad avvicinarsi, sussurrò ancora il suo nome certa che non avrebbe ottenuto alcuna risposta. Sfiorò delicatamente con la mano il braccio della sua vecchia amica che, tante volte, l’aveva sostenuta e consigliata al meglio in ogni situazione. Sembrava non esserci più vita in quel corpo divorato dall’amore e dalla passione.
‘Andrea…’ sussurrò cercando i suoi occhi
‘Tina… l’hai trovata?’ gridò Linda entrando in casa
‘Sii… è qui!- replicò mentre gli occhi le si riempivano di lacrime, si piegò sulle ginocchia- Andrea… – urlò in preda alla rabbia – rispondi cos’hai fatto???’
Sollevò a fatica le palpebre e cercò di regalare un ultimo sorriso alle sue amiche, avrebbe voluto appoggiare la sua mano su quella di Tina ma non ci riuscì, era allo stremo, non avrebbe vissuto ancora a lungo.
‘Tina… – sussurrò con un fil di voce – ho lasciato delle lettere sul tavolo… ti prego falle avere a…’ non riuscì a finire la frase.
Tina si alzò per leggere gli indirizzi sulle tre buste, erano quelli delle donne che aveva amato di più nella sua vita. In un moto di stizza Tina le gettò con violenza per terra.
‘Hai chiamato l’ambulanza?’ urlò irritata
La donna annuì.
‘Non serve più… -replicò sollevata Andrea- sono arrivata alla fine del mio libro… -aggiunse mentre i suoi occhi si riempivano di lacrime – ho amato così tanto- sussurrò- così tanto… ma mai nessuno ha amato me… non è ironico? Non rimpiango di morire, sono sollevata… Tina avrei dovuto farlo vent’anni fa ed avrei messo fine alle mie sofferenze… non so quale è stata la mia colpa… ma avrei voluto anche per un solo istante sfiorare le labbra di…’ non riuscì a concludere la frase, una lacrima, l’ultima, le rigò il viso. I suoi occhi spalancati, lucidi sembravano ancora cercare lo sguardo delle amiche ma in realtà erano immobili. La lacrima continuò la sua corsa.
La canzone di Celine Dion era alla fine.
‘… I die and i know my love will stay!’
Tina la osservò e scoppiò a piangere, la sua amica aveva smesso di vivere o forse l’aveva già fatto tanti anni prima, quando si era accorta che nessuno l’avrebbe voluta. Le si avvicinò, le guardò il viso dimagrito, sciupato, rigato dalle emozioni, consumato dal sole e dalla vita dedicata al lavoro. I suoi occhi scuri non le avrebbero più sorriso, non l’avrebbero più rimproverata per le stupidaggini che faceva. Prese con stizza il bicchiere che c’era sul tavolino e lo lanciò con forza contro la parete, non poteva sopportare l’idea che non avrebbe più rivisto nè sentito la sua amica. Se ne era andata, aveva messo fine alla sua vita, senza disturbare nessuno come aveva vissuto. Si piegò sulle ginocchia, appoggiando le mani sul braccio senza vita di Andrea, iniziò a piangere in silenzio.
‘Cosa farei per poterti regalare anche solo cinque minuti d’amore con la donna che amavi! – esclamò tra le lacrime – Invece non ho potuto fare e non potrò fare niente… – chinò la testa, era disperata – Merda! Ma perchè? Perchè? Con tutte le persone in questo mondo incapaci di amare , perchè proprio a te doveva capitare? Cos’hai fatto di male nella tua vita?’
Linda la osservò.
‘Fatti coraggio in fondo è questo ciò che cercava!”
Si alzò di scatto infuriata.
‘Non hai capito niente! Non cercava di morire, cercava solo un po’ di amore, un po’ di calore , un po’ d’affetto… non ha mai cercato l’abbraccio freddo della morte, ce l’hanno spinta e lei non ha saputo opporsi, perchè era semplicemente stanca di lottare, era stanca di dover sempre tenere a bada i suoi sentimenti, di dover inghiottire bocconi amari quando vedeva gli altri intorno a lei volersi bene, amarsi… e lei? Da sola, sempre da sola… nessuno si è mai preoccupato di cosa provasse, se fosse triste… questa è stata la vita che ha avuto! Ha lavorato come una negra, ha dovuto combattere… diceva sempre che questo era il prezzo che doveva pagare per aver avuto in dono questo talento e quella sensibilità che la distingueva sempre – posò lo sguardo sulle buste sparse sul pavimento, si chinò a raccoglierle – Queste tre donne le hanno distrutto la vita, se solo avessero saputo quanto amore aveva da dare, se solo avessero saputo che avrebbe dato la vita per loro…’
‘Lo ha fatto!’ esclamò tristemente Linda
‘Già… ma queste stronze – continuò arrabbiata- non si sono mai degnate di dedicarle un momento, non si sono mai preoccupate di cosa lei stava passando, è sempre stata disponibile per loro ma loro non lo sono mai state per lei… ha avuto la vita che sognava perchè ha fatto il lavoro che le piaceva di più ma ha pagato un prezzo così alto che non so se ne valeva la pena’. Fece correre lo sguardo su tutte le foto che la sua amica aveva fatto nel corso della sua lunga carriera, quelle immagini parlavano, raccontavano la loro storia ma sopratutto erano piene di emozioni. Nelle sue foto c’era sempre stato qualcosa in più rispetto a quelle dei suoi colleghi, forse quel qualcosa era semplicemente il suo amore inespresso, quella sensibilità che aveva nel capire al volo cosa le persone nascondevano. Forse avrebbe preferito avere meno talento ma avere la possibilità di amare, non si era mai lamentata, era sempre stata felice, nonostante quel peso insopportabile sul suo cuore, era stata capace di nascondere tutto quello che provava, di tenere i suoi sentimenti nel profondo della sua anima ed era stata capace di essere sempre serena, tranquilla e disponibile con tutti anche se aveva l’inferno nel suo cuore. Tina sospirò profondamente ed osservò Linda, un sorriso amaro le si disegnò sul viso. Se solo una persona avesse potuto regalare ad Andrea una carezza, un bacio pieno d’amore, forse la sua amica sarebbe stata ancora viva, chiuse gli occhi per inghiottire il nodo che le si era formato in gola.
‘Chi sono?’ chiese incuriosita.
‘Sono le donne di cui è stata innamorata nella sua vita!’
‘Solo tre?’
‘Sii… – replicò amaramente – una le ha tenuto impegnato il cuore per 12 anni, un’altra non le ha concesso una seconda chance e la terza… l’ha fatta innamorare e poi l’ha lasciata perdere! E’ inutile che ti racconti le storie, le sai…’
‘Si in parte non in dettagli come te!’
‘A che scopo? Tanto non c’è più niente che si possa fare…’
‘Certo che c’è, stai scherzando? Prima di tutto accompagnerei le sue lettere con una scritta da te, spiegando a queste signore cos’hanno combinato e come hanno trattato Andrea, quindi descriverei come è morta, non le lascerei vivere così tranquillamente, non le lascerei credere che non hanno colpa…’
La osservò.’ Andrea non avrebbe mai attribuito loro la colpa, si era sempre fatta carico delle colpe sue e di quelle degli altri, non si era mai tirata indietro’
‘E’ venuto il momento di far capire a queste tre… che non è stato così. è venuto il momento di far capire come l’hanno fatta soffrire. Se fossi in te, visto che sei stata la sua migliore amica,mi metterei a scrivere due righe’
Si lasciò cadere stancamente su una delle poltrone.
‘Ci sarebbero tanti rimpianti, tanta amarezza e Andrea è sempre stata solo ed esclusivamente piena d’amore, non so se farei bene…’
‘Non devi pensare di fare bene, Andrea le sue lettere le ha scritte tu devi solo accompagnarle… non lasciarle credere che non hanno fatto nulla di sbagliato con lei, hanno distrutto la vita di una persona, non pensi sia un crimine sufficientemente grave?’
Annuì senza parlare, poi posò lo sguardo sulla sua amica che sembrava dormire, accocolata nella sua poltrona preferita. Passò lo sguardo tra i capelli bianchi corti, sulle rughe vicino agli occhi, sulle mani forti e robuste ma bruciate dal sole. A 60 anni avrebbe potuto avere ancora tanti anni di fronte a lei, sospirò tristemente quando udì le sirene dell’ambulanza spegnersi. Gli infermieri entrarono di corsa.
‘Salve…’ esclamarono entrando con la barella
Tina li scrutò con fastidio.
‘Non c’è più niente da fare – disse con la voce rotta dall’emozione – è… è..’ non riusciva a dire quella parola.
Gli infermieri si avvicinarono ad Andrea, uno di loro le chiuse gli occhi mentre l’altro ammirava con interesse le foto alle pareti.
‘Cos’è successo?’ chiese uno dei due ragazzi
‘Non lo sappiamo – replicò Linda – siamo venute a cercarla e l’abbiamo trovata qui… era ancora viva ma non ce l’ha fatta!’
‘Già… – aggiunse Tina tra le lacrime – l’amore l’ha uccisa!’.

fine

di Elle

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