LA LESBICA CHE SI VENDETTE

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Una studentessa londinese fidanzata con una ragazza ha passato la sua prima notte di sesso con un uomo di 44 anni in cambio di circa 12 mila euro....

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Ha venduto la propria verginità per pagarsi gli studi all’Università di Bristol e terminare il corso di Politiche Sociali, avente un costo di 15 mila sterline. Rosie Reid, una lesbica londinese, ha messo all’asta la sua prima relazione sessuale completa e l’ha venduta al migliore offerente, un ingegnere inglese di 44 anni, divorziato e padre di due figli, che, per la modica cifra di 8.400 sterline (circa 12 mila euro), ha avuto l’onore di essere il prescelto tra più di 2000 uomini che hanno risposto all’annuncio: «Studentessa universitaria di diciotto anni vende la sua verginità. Non l’ha ancora persa perché è lesbica. Risponderà solo se l’offerta è buona. Fotografia disponibile».
Rosie ha ammesso di essere più felice di cedere la propria verginità a uno sconosciuto piuttosto che dover rinunciare ai propri studi o trascorrere anni con l’angoscia di dover far fronte ai debiti contratti per pagare l’università. Dopo aver passato la notte con il contraente, la ragazza è corsa dalla sua fidanzata, Jesse Cameron, la quale la attendeva in un’altra stanza dello stesso albergo di Houston, e si è lasciata andare in un pianto liberatorio («And I cried and cried»).
«Ero impaurita e nervosa – ha dichiarato Rosie – Era come se non stesse succedendo a me ed osservassi qualcosa che accadeva ad un’altra persona».
La storia ha suscitato, come ovvio, una serie di polemiche. E se in altra situazione sarebbe passata più inosservata, il fatto che la ragazza fosse omosessuale ha, senza dubbio, prodotto reazioni ancor più esagerate, al limite dell’omofobia. In un forum spagnolo (www.eldebate.com), sotto il titolo Solo per il fatto che è lesbica è già malata, qualcuno che ha usato il nick di Mandarker ha scritto: «La ragazza ha bisogno di un aiuto psichiatrico. Perché prostituendosi non tornerà sulla buona strada. Credo che lo abbia fatto perché voleva perdere la verginità con un uomo e sapere cosa si provasse. Ma è chiaro che non può essere la stessa cosa, farlo per amore o costretta per soldi e con qualcuno che nemmeno si conosce… Tutte le lesbiche sono malate, e molte anche puttane che meritano tutta la nostra compassione e che dovrebbero recarsi in luoghi specializzati di cura (così come la maggior parte dei froci. Ad eccezione di coloro che lo sono totalmente, per carenze ormonali)».
Le risposte a Mandarker non sono state, peraltro, delicate. La prima le riassume tutte: «Tu hai scritto il Mein Kampf, non è vero?». C’è chi ha sostenuto che Rosie Reid, così come chiunque, può fare ciò che vuole del proprio corpo, e a nessuno sta giudicare. Un uomo (che si firma «un etero») ha risposto: «Sinceramente credo che tu ti sbagli di grosso. Eventualmente sarei più d’accordo nel considerare malata una eterosessuale: come può piacerle il corpo di un uomo dopo aver visto quello di una donna? Pensi davvero che Cindy Crawford e il Fary (un noto cantante spagnolo, n.d.r.) possano appartenere alla stessa razza? Veramente credi che un essere umano (uomo o donna) possa sentirsi più attratto dal Fary che da Cindy Crawford?”. E, a commento dell’episodio di Rosie Reid, ha aggiunto: «la sua mi è sembrata una grande idea: è riuscita a pagarsi gli studi con una sola relazione sessuale e ha anche soddisfatto una fantasia maschile».
Un’altro navigatore ha scritto che il rimedio per Mandarker c’è, ed è la ghigliottina (e – aggiunge – morto il cane, finisce la rabbia), mentre Latio scrive: «Come puoi continuare a pensarla così proprio oggi? Io sono eterosessuale, eppure credo che il malato sia tu» e Ohm aggiunge: «Non so come ancora non ti abbiano dato il Nobel. Penso che con gente come te meglio essere lesbiche o puttane (ma dovresti guardare il vocabolario per accorgerti che non hanno nulla in comune). Dovresti farti fare qualche revisione ogni tanto alla testa, perché molto probabilmente hai qualcosa che ti preme al cervello e che non ti permette di pensare. Sono le persone come te che alimentano l’omofobia e fomentano l’odio».
Rosie Reid ha fatto una scelta e ha potuto finanziare il sogno di terminare gli studi, sogno che diviene un must ogni qualvolta la mancanza di un titolo, sia pure per mera formalità, costituisce un handicap e rende impossibile la carriera lavorativa. Il fatto che sia lesbica non cambia le cose. Può stupire forse l’appoggio che le ha dato Jesse, la sua fidanzata, ma questo lo si potrebbe chiamare gesto d’amore. Non c’è trucco, non c’ è inganno: e Rosie Reid non ha ingannato nessuno, nemmeno se stessa.

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di Romina Reale

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