La risposta privata di Susanna Agnelli

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Sulla rivista "Oggi" del 10 gennaio una donna scrive a Susanna Agnelli lamentandosi delle richieste del compagno, e lei...

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"Bene o male, l’importante è che se ne parli"… Recita così un curioso detto popolare che all’occorrenza finisce sulla bocca di tutti. E’ il caso di dire che il Gay Pride se non altro ci ha aiutato a far parlare di noi, ci ha messo anche sulla bocca di chi forse ha sempre pensato ciò che dice ma non lo ha mai rivelato in pubblico, ci ha fatto entrare nelle trasmissioni televisive e non solo delle reti private, ci ha permesso di discutere apertamente dei nostri diritti anche al bar, ha condizionato la vita politica del nostro paese (o cerca di farlo), ma soprattutto, ha permesso ha una donna di grande cultura e prestigio, di grande impegno politico e sociale, come Susanna Agnelli, di rispondere a una lettera inviata alla sua rubrica, apertamente e senza tanti preamboli.

La rubrica in questione, pubblicata

sulla rivista Oggi, porta il titolo di Risposte private. Nell’edizione del 10 gennaio, tra le altre, compare la lettera della signora Margherita che scrive: "Sono vedova da sei anni e da poco ho deciso di convivere con un uomo, anziano come me, anche lui vedovo. [..]..Lui contribuisce all’andamento economico della casa con all’incirca un milione al mese, ma dice che da me ne vuole almeno due, perché la mia pensione è più alta della sua e lui, con la sua presenza, mi fa compagnia e mi protegge. [..]…Da quando si deve pagare perché l’uno faccia compagnia all’altro?".

Chiunque avrebbe avuto parole dure nei confronti di un uomo che si permette di quantificare in denaro la sua tolleranza e il suo impegno nella convivenza, come fosse un servizio da pagare e anche profumatamente, come se una convivenza non fosse uno scambio reciproco di rispetto e sacrificio. Ma l’affetto?

La signora Agnelli ha pensato bene di arrivare subito al punto: "Incomincio a capire perché il mondo è pieno di lesbiche", ha risposto. Realista, concreta e razionale.

Certo, noi lesbiche potremmo discutere a lungo su queste parole, ma obbiettivamente m’interessa di più sottolineare la tranquillità di usare il termine lesbiche per far capire a una donna etero quanta poca sensibilità e attenzione verso i sentimenti femminili ci sia oggi in molti uomini. Mi piace pensare che dietro il lesbismo s’incominci a

intravedere un mondo di grandi passioni e forti emozioni che la donna cerca e vuole e che, in qualche caso, trova rifugiandosi nelle braccia di un’altra lei, per un’esperienza indimenticabile e non per forza per una scelta definitiva. Mi piace pensare che qualcuno, là fuori, cominci a capire che l’universo delle emozioni è infinitamente vario e che l’amore non ha confini, ma ha un’etica che vale per tutti: comprensione, rispetto, attenzione e lealtà. Oltre questo, si passa a una sfera di desideri sessuali che è nella natura umana e che non sta a me giudicare.

Questo secolo sarà il secolo dell’accettazione, dopo di che, il resto sarà vita.

di jaguar

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