LA VAGINA ITINERANTE:

di

I monologhi di Eve Ensler, a teatro e in libreria.

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"Ho sempre lottato per una causa. Affrontare argomenti forti mi ha salvata dalla depressione". Questa una delle affermazioni rilasciate da Eve Ensler, autrice dei "The vagina monologues" ovvero "I monologhi della vagina", in un"intervista a un settimanale italiano in occasione della presentazione del suo testo pubblicato da Marco Tropea, dove è stato accolto con entusiasmo anche l"annuncio del prossimo debutto a teatro della sua piéce, a febbraio, con una serata il cui incasso verrà devoluto alle associazioni in lotta contro la violenza alle donne.

La storia di Eve è una storia tipicamente newyorkese. Cinque anni fa debuttò a Broadway come autrice e interprete della sua creatura: un distillato di 200 interviste a donne di età, razze, e culture diverse, su un tema tabù come la vagina, scritto allo scopo di far esplodere la parola "impronunciabile" in mille pezzi risplendenti consapevolezza e orgoglio, da opporre alla violenza che le donne spesso subiscono e con vergogna. E per fare questo, Ensler trova e usa una formula magica: il senso of humour. Un"inarrestabile gioco d"ironie che coinvolge, in men che non si dica, attrici impegnate e di successo come Glenn Close, che inforcati gli occhiali e serissima, ha letto l"apologia della parola maledetta, o Susan Sarandon che a Eve ha fatto venire i brividi quando ha letto il pezzo sul parto con una gioia e un"emozione davvero profonde. E a loro si aggiungono entusiaste, una dopo l"altra, Whoopi Goldberg, Wynona Ryder, Kate Winslet, Melanie Griffith e tante, tante altre ancora, fino a coinvolgere perfino la moglie del sindaco Giuliani che chiese di recitarlo provocando le ire del consorte.

Il testo oggi sta girando tutto il mondo e a marzo approderà a Roma in un nuovo spazio del Teatro La Cometa, con la regia di Emanuela Giordano e, esattamente come accade da un anno al Westmore Theatre di New York, partirà con una staffetta nella quale diversi tris di attrici si passeranno il testimone ogni due settimane per dare voce ai monologhi.

Caschetto nero, un"infanzia di abusi sessuali in una famiglia borghese e un passato da alcolista, a 47 anni Eve ha trovato la forza di rinascere:

"Ho lavorato duro in questi anni eimprovvisamente è stato come se tutto quadrasse"dice. E continua sostenendo che il successo da la possibilità di essere ascoltate da un pubblico più vasto, cosa molto utile se la propria arte ha un risvolto politico. Già, perché la Ensler, tra le altre cose, ha avuto il privilegio di essere reclutata nel suo staff da Hillary Clinton. E" inevitabile che quando si scrive, e si scrive a un pubblico così attento e desideroso di attenzioni come quello femminile, si parte da un presupposto di grande responsabilità che poi è necessario tenere costantemente rinnovato:"Le femministe mi hanno meravigliosamente sostenuta. Gloria Steinem ha scritto una bellissima prefazione. Oggi mi sembra che quegli anni in cui le donne si sono occupate di sè e del proprio corpo siano un ricordo remoto. Forse è accaduto perché il messaggio non è uscito dalle università, dalle discussioni di una ristretta cerchia intellettuale. Oggi le donne sono terrorizzate di non riuscire a trovare marito, disperano di poter raggiungere l"autonomia economica, arrossiscono se si parla di orgasmo. E" spaventoso".

I monologhi spaziano dallo stupro di gruppo narrato da una donna bosniaca alla iniziazione di una ragazzina a opera di una ventiquatrenne, e incoraggiano a vivere con disinvoltura la propria sessualità parlando senza ritrosia di clitoride e orgasmo e arrivando a classificare, con grande ironia, i vari gemiti: "C"è il gemito elegante (simile a una risata), il gemito rock (sguaiato), il gemito da bebé (gughi-gughi-gu), quello canino (affannoso), il gemito del triplice orgasmo a sorpresa" quello che, interpretato nei teatri americani da grandi star, in genere scatena più ovazioni. "Devo al loro coraggio, alla loro libertà intellettuale e al loro spirito di solidarietà, molto del mio successo.

E gli uomini come l"hanno presa? A questa domanda Eve risponde che il pezzo su Bob li fa impazzire. E" un uomo comune, di quelli che non noteresti mai. "Una volta dopo uno show, una donna di mezza età venne a ringraziarmi. Suo marito annuiva, con un sorrisetto ammiccante. Alla fine, non poté resistere:Grazie ancora" mi disse "E comunque mi chiamo Bob".

di jaguar

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