LESBISMO SENZA LACRIME

di

Da qualunque parte si guardi si rischia di inciampare in una aspirante-lesbica che si profonde sulla sua attrazione per le altre ragazze. Sul mensile lesbico "DIVA" un'analisi di...

872 0

^SL’assalto apparentemente implacabile portato dalle lesbiche ai mass media nazionali non mostra segni di cedimento.^s Nessuna nicchia ne è immune: l’alta moda ha le sue geishe di Gucci avvinghiate, una che pizzica il capezzolo dell’altra; la TV ha Ally McBeal , il programma That Kiss e le dondolanti spogliarelliste di Jerry Springer; ^Sanche il serio ed integerrimo Newsnight ha presentato un servizio mozzafiato su questo nuovo fenomeno sociale.^s Le riviste per donne sembrano non averne mai abbastanza, e tutte le celebrità sembrano fare la fila per incassare crediti Saffici dichiarando che il pensiero del sesso tra donne non le repelle, o dicendo quanto desiderebbero essere lesbiche (vedi Mel C in Marie Claire dello scorso Ottobre, riportato in queste pagine le scorse settimane). Non c’è dubbio: un po’ di ‘azione’ tra ragazze sembra dare impulso alle vendite. […] Dieci anni fa un tale diluvio di immagini lesbiche sarebbe stato inimmaginabile. Oggi non puoi sfogliare una rivista – particolarmente una rivista di alta moda per un pubblico di alto livello – , senza incappare in due graziose giovani che si danno da fare. Può non essere che una buona cosa? O si tratta invece di un particolare ‘caval donato’ da ispezionare un po’ più da vicino? Le lettrici di Diva si chiederanno "E allora, cosa c’è di nuovo?" Da quando i media hanno ‘scoperto’ le lipstick lesbians negli anni ’90 non sono più stati capaci di lasciarle stare le lesbiche. Ma questo è qualcosa di diverso. Primo perché il messaggio allora era: "Pensate un po’, le lesbiche possono sembrare delle donne vere e proprie!" mentre adesso è "Pensate un po’, le donne vere e proprie possono fare le lesbiche!" (ma non essere lesbiche, si capisce). Secondo perché tutta questa pubblicità sembra davvero aver provocato qualcosa, sembra aver dato ad un numero crescente di donne etero l’idea, o il permesso, di "provarci". Testimone l’esplosione di annunci personali da parte di donne etero che cercano un po’ di

divertimento e discrezione, molte delle quali adottano sfacciatamente l’insegna di "bi-curiose" per esporre la loro merce. E terzo perché sembra davvero esserci stato uno spostamento sismico nell’opinione dominante sul sesso omosessuale. Proprio come il sesso orale era un tempo considerato un’orribile perversione ed ora è visto come sesso ‘ordinario’ da tutti tranne che dai più bacchettoni, allo stesso modo il lesbismo – un tempo così perverso che una brava e sana ragazza poteva sapere solo vagamente cosa fosse – è stato ora inserito nel menù di ciò che è sessualmente sofisticato. Ecco perché le donne nel Grande Fratello [inglese], Kate Moss, Calista Flockhart e metà delle celebrità femminili che attualmente scorrazzano nel nostro immaginario, sanno che è una cosa sofisticata e trendy essere un po’ attratte dai giochi con le ragazze. Cosa significa questo per loro? E cosa significa per noi? La commercializzazione del lesbismo ha senz’altro un aspetto positivo. Le lesbiche non sono più delle donne ‘invisibili’, costrette ad incontrarsi e ad amarsi in un mondo crepuscolare, scusandosi della propria stessa esistenza. Un tempo i media concedevano alle lesbiche solamente una vita di miseria, il suicidio, e un armadio pieno di brutti vestiti. Oggi, ci è permesso nono solo di essere visibili ma anche alla moda. Possiamo dichiarare la nostra identità, socializzare alla luce del sole e – se siamo audaci – baciarci furtivamente in pubblico. […] Non è più cool non avere amici gay; non è fine né brillante dichiarare il sesso lesbico rivoltante al solo pensiero. Vedere così tanti esempi di donne-che-amano-le-donne che non finiscono appese ad una corda o che precipitano da un albero è utile soprattutto alle lesbiche più giovani che stanno venendo a patti con la propria sessualità. La familiarità può non generare la tolleranza, ma perlomeno permette un’auto-identificazione, un linguaggio condiviso, ed un certo grado di normalizzazione.

Leggi   Veronica Pivetti: "Vivo con una donna, gli uomini mi hanno delusa"

Ma se guardiamo più da vicino questa proliferazione di immagini, comincia ad emergere qualcosa un po’ più ambiguo. Prendete l’ultima delle pomiciate di Ally McBeal. Ally e Lin finiscono col baciarsi e scoprono anche di apprezzarlo, ma alla fine dello show arrivano alla conclusione che chiaramente preferiscono di molto gli uomini. Il messaggio alle donne è: OK interessarsi al lesbismo, ed anche esplorarlo, basta che non si rinunci agli uomini. Come ha detto recentemente una promoter del club londinese Lipstick ad una rivista femminile: "Il lesbismo è una cosa carina quando sei giovane, prima che ti sistemi e ti sposi". A suo parere, una serata lesbian chic dedicata a

ragazzine bi-curiose griffate dalla testa ai piedi, può essere fonte di grossi guadagni. Promoter di locali notturni, riviste di moda, autori televisivi, pubblicitari: tutti sembrano d’accordo sul fatto che si possa essere lesbica senza lacrime. Puoi prenderti tutto il divertimento di andare a letto con le donne senza la scocciatura dell’omofobia, senza la paura di essere un’outsider, senza il rifiuto sociale. E dopo aver avuto la tua dose di divertimento puoi di nuovo essere accolta nei bastioni dell’eterosessualità. Perché il lesbismo le donne le attrae ma le spaventa anche. Finché alle donne verrà insegnato che la vera sicurezza consiste nel trovare e tenersi l’uomo giusto, scegliere il lesbismo continuerà ad essere l’opzione pericolosa – non solo per il cosciente timore della discriminazione e dell’aperta ostilità, ma per l’inconscia paura di scegliere di vivere fuori del manto protettivo della società. Quando molte donne sperimentavano la loro sessualità possono aver dovuto affrontare la paura, il pregiudizio e l’imbarazzo (il loro e quello degli altri). Ma probabilmente hanno anche goduto la sensazione di sentirsi delle fuorilegge del sesso, il brivido da "ragazzacce" nello scioccare un (selezionato) pubblico, e la coscienza compiaciuta di una certa sofisticatezza sessuale. Le ragazze bi-curiose possono gustare un po’ di tutto questo. Quello che non gustano, e che hanno paura di assaggiare, è l’effetto a lungo termine di una vita vissuta al di fuori dei cancelli dell’eterosessualità, una vita in cui le loro scelte sono costantemente patologizzate, ridicolizzate e giustificate; una vita in cui devono essere costantemente coscienti delle supposizioni e dei pregiudizi della gente, e costantemente attente a fronteggiare ostitilià e persino aggressioni; una vita in cui non potranno mai crogiolarsi nel confortevole calore del privilegio e dell’accettazione sociale.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...