NO AL POTERE DELLE DONNE!

di

Gli integralisti mussulmani terrorizzati dall’eventuale emancipazione femminile araba.

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Dopo Oriana Fallaci, Dacia Maraini e Umberto Eco in Italia, altri giornalisti europei analizzano rabbia e orgoglio occidentali, ma soprattutto motivazioni e paure dei terroristi. Nell’insieme appare chiaro che uno tra i tanti incubi che, agli occhi dei fondamentalisti, un possibile e inaccettabile futuro sembra loro riservare, è l’emancipazione delle donne mussulmane, un ritorno al passato libero di alcuni paesi arabi che gli integralisti, e lo stesso Osama Bin Laden, accusano di essere infedeli. Ricordiamoci di un Iran che al tempo dello Scià viveva l’islamismo come una religione sana e pacifica, e di un Afghanistan in cui le donne potevano studiare, praticare libere professioni e scegliere se indossare o no il chador.

Paura delle donne, dunque, della loro libertà di voto e di parola, della loro libertà di scelta sessuale, dei pensieri e dei loro desideri. In un mondo, quello mussulmano, in cui anche i paesi più moderati condannano severamente l’omosessualità maschile e femminile, diventa impossibile e dolorosissimo reprimere i propri impulsi affettivi. L’amore lì non conta, non quello tra due donne o due uomini che, anche nel riserbo più assoluto, vogliano incontrarsi per una notte di passione amorosa, di sesso libero, lontano dall’idea del vizio e del peccato.

Paura della diversità, una paura che non fa che alimentare l’unione e la collaborazione tra donne, la formazione di gruppi di sostegno alla popolazione femminile e non, e di lotta contro l’oppressore che impedisce di scegliere. Sull’argomento, lettere su lettere ai giornali, e così a Oriana Fallaci che scrive con durezza: "Al mondo c’è posto per tutti, dico io. A casa propria tutti fanno quel che gli

pare. E se in alcuni paesi le donne sono così stupide da accettare il chador anzi il velo da cui si guarda attraverso una fitta rete posta all’altezza degli occhi, peggio per loro. Se son così scimunite da accettare di non andare a scuola, non andar dal dottore, non farsi fotografare eccetera, peggio per loro. Se son così minchione da sposare uno stronzo che vuole quattro mogli, peggio per loro. Se i loro uomini sono così grulli da non bere la birra e il vino, idem. Non sarò io a impedirglielo. Ci mancherebbe altro. Sono stata educata nel concetto di libertà, io, e la mia mamma diceva: «Il mondo è bello perché è vario». Ma se pretendono d’imporre le stesse cose a me, a casa mia… Lo pretendono", risponde Dacia Maraini più morbida: "Eppure tu sai benissimo

che quelle donne rischiano la vita solo nel mostrare una mano nuda. Non è una scelta la loro ma una orribile imposizione da dittatura militare… Io sono stata in Afghanistan molto prima dei talebani e ho conosciuto donne che facevano l’avvocato, l’insegnante e non erano nascoste e infagottate come fantasmi". Mentre Umberto Eco si aggiunge al dibattito con un suggerimento: "Uno dei valori di cui la civiltà occidentale parla molto è l’accettazione delle differenze. Teoricamente siamo tutti d’accordo, è politically correct dire in pubblico di qualcuno che è gay, ma poi a casa si dice ridacchiando che è un frocio. ^SCome si fa a insegnare l’accettazione della differenza?^s L’Academie Universelle des Cultures ha messo in linea un sito dove si stanno elaborando materiali su temi diversi (colore, religione, usi e costumi e così via) per gli educatori di qualsiasi paese che vogliano insegnare ai loro scolari come si accettano coloro che sono diversi da loro. […] Sulle ragazze che vanno a scuola col chador non vedo perché fare tragedie se a loro piace così, sulla infibulazione il dibattito è invece aperto (c’è persino chi è stato così tollerante da suggerire di farle gestire dalle unità sanitarie locali, così l’igiene è salva), ma cosa

facciamo per esempio con la richiesta che le donne musulmane possano essere fotografate sul passaporto col velo? Abbiamo delle leggi, uguali per tutti, che stabiliscono dei criteri di identificazione dei cittadini, e non credo si possa deflettervi. Io quando ho visitato una moschea mi sono tolto le scarpe, perché rispettavo le leggi e le usanze del paese ospite. Come la mettiamo con la foto velata? Credo che in questi casi si possa negoziare. In fondo le foto dei passaporti sono sempre infedeli e servono a quel che servono, si studino delle tessere magnetiche che reagiscono all’impronta del pollice, chi vuole questo trattamento privilegiato ne paghi l’eventuale sovrapprezzo. E se poi queste donne frequenteranno le nostre scuole potrebbero anche venire a conoscenza di diritti che non credevano di avere, così come molti occidentali sono andati alle scuole coraniche e hanno deciso liberamente di farsi musulmani. Riflettere sui nostri parametri significa anche decidere che siamo pronti a tollerare tutto, ma che certe cose sono per noi intollerabili".

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