Paola Iezzi: “Io, sola contro tutti!”

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I momenti down, il passato, il presente, il futuro e la voglia di riprendersi tutto quello che aveva lasciato in sospeso. Fermi tutti: parla Paola Iezzi!

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Se c’è una che sembra faccia di tutto per non esserci sempre e comunque, è lei. Sto parlando dell’iconica Paola Iezzi che, da qualche settimana, è tornata nelle classifiche digitali con la sua nuova hit Lovenight, già candidata ad essere il tormentone di questa estate 2016. “Lovenight rappresenta per me una rinascita musicale. Lovenight non è la notte d’amore, ma l’entusiasmo che si riaccende, nonostante tutto”, mi confessa un’euforica Iezzi e aggiunge: “Tra un anno festeggerò venti anni di carriera e sto pensando ad un qualcosa di veramente forte, anche se, in tutta sincerità, non amo festeggiare”. Paola, negli anni, è riuscita nel suo intento: crearsi una nuova credibilità musicale, senza fare riferimenti ad un passato non troppo remoto e, tra una domanda e l’altra, davanti ad un cappuccino di soia e ad un cornetto vegano, l’eterna star della musica pop italiana si racconta su progetti, piani B e su tutto quello che le passa per la testa perché, stavolta, l’intervista la domina lei.

Non sembri una di quelle che vuole esserci a tutti i costi. O sbaglio?

Non sbagli. Io cerco di esserci solo quando ho qualcosa di realmente valido tra le mani. Non mi piace cantare, tanto per. La pop music, nonostante sia molto commerciale, ha comunque una dignità che va rispettata. Il pop, se proprio vogliamo dirla tutta, sembra essere diventato un espediente per aver successo e quando vedo questo comportamento, in altri artisti, il più delle volte mi chiedo: ma perché lo fanno?

Dopo diversi singoli malinconici, con Lovenight sembra tornata la Paola di un tempo..

Beh, se vogliamo, anche Lovenight parte in modo malinconico. Proprio all’inizio canto: “Io me ne andrei, sono in cerca di un miracolo, e partirei, evitando ciò che è logico, perché la gente è stanca.” Poi, però, si riprende e arriva quella scintilla, quell’entusiasmo che ti fa venir la voglia di non mollare e di tuffarti ancora in qualcosa in cui credi, ma con una coscienza diversa.

Però canti anche: “E faremo festa, con quel che ci resta..”

Non vuol dire ricominciare da capo cancellando il passato, anzi. Quello, purtroppo, non si può fare. Io, quando canto quella festa, voglio far passare il messaggio che farò festa con quello che ho a disposizione. Con quello che ho costruito. Un po’ come una sorta di MacGyver che, con le quattro stronzate che aveva, riusciva a tirarsi sempre fuori dai guai.

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Come vivi il passare degli anni?

Cerco di non pensarci per stare meglio. Ho capito, con il passare del tempo, che non devo pensare a quello che è stato ieri, così come non devo concentrarmi troppo sul futuro.

E su cosa devi concentrarti per star bene?

Sull’oggi. Bisogna imparare a viversi le cose, in tutto il loro splendore e non dobbiamo far finta che stiano accadendo proprio a noi. Proprio l’altro giorno parlavo con un amico, il quale sta perdendo un genitore, e sai cosa mi ha detto? Che quella che sta vivendo è una bella esperienza e che la vuole vivere tutta, assistendo suo papà fino al suo ultimo respiro. La morte, purtroppo, fa parte della nostra vita. Tutti, prima o poi, perderemo i nostri genitori e quella sua frase mi ha impressionato. Mi ha fatto capire quanto la consapevolezza, abbinata alla maturità, possa aiutarci a superare qualsiasi momento.

I più cattivi parlano di botox per tutti e per tutte. Tu ricorreresti mai alla chirurgia?

E’ una domanda che non m’interessa. Ricorrerei alla chirurgia solo se ne sentissi una vera necessità. Poi non capisco tutta questa caccia al botox. Tutta questa continua ricerca del naturale. A questo punto, se vogliamo dirla tutta, anche le tinte per i capelli non sono naturali e allora perché tutti vanno a coprirsi i capelli bianchi? Lo stesso vale per chi va in palestra e per chi sta perennemente a dieta. Ovviamente, tornando alla chirurgia, non mi piace l’esagerazione, non mi piace l’eccesso e non mi piacciono gli stravolgimenti. Chi si stravolge e si lascia stravolgere, non ha bisogno di un chirurgo, ma piuttosto di un valido psicologo.

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Come ci si sente ad essere di nuovo in prima fila, ma stavolta da sola?

Avevo paura. Una paura sana. Una paura bianca. Dopo quasi vent’anni passati a far musica con Chiara, non è stato facile. Ritornare in studio e fare di nuovo tutte quelle cose che facevo con lei, mi portava ad essere malinconica.

Ti fa piacere quando il tuo nome viene ancora accostato a quello di tua sorella?

Quello che ho sempre detto a tutti è che io non ho problemi con mia sorella, tanto più con quello che è stato il progetto Paola & Chiara. Io sono orgogliosa di quello che abbiamo fatto in passato e non mi dà assolutamente fastidio che il mio nome venga ancora collegato al suo. Il nostro sodalizio ha iniziato a non funzionare quando siamo state, per troppo tempo, con la testa sott’acqua. Avevamo entrambe bisogno di ossigeno e quando inizia a mancare quello, tutto inizia a sfasarsi. E’ stato doloroso. Tanto.

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