QUANTO COSTA AVER FIGLI DA GAY

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Ancora sul tema della genitorialità omosex. Parla Daniela Ciriello, autrice dell'unico 'manuale' sull'argomento. "In Italia non ci sono dati: gli enti che dovrebbero farlo, latitano".

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PISA – Dopo il “coming out” da mamme di Terry e Tina, la comunità lesbica e gay si interroga sui problemi legati alla genitorialità. E su quelli che nascono dalla brutta legge sulla fecondazione assistita che il 12 e 13 giugno prossimi sarà sottoposta a referendum.
In Italia esistono persone che si occupano di queste tematiche da anni; consultori in cui anche le coppie lesbiche posso trovare assistenza nella realizzazione del loro desiderio di maternità, esperti in grado di rispondere ai loro quesiti. Tra questi, Daniela Ciriello ha pubblicato già cinque anni fa un libro, “Oltre il pregiudizio – Madri lesbiche e padri gay” (Il Dito e La Luna), che aiuta a fare chiarezza sull’argomento. A lei abbiamo rivolto alcune domande sulla questione della visibilità della genitorialità omosessuale.
Esistono dei dati che ci consentano di capire quante coppie di genitori omosessuali ci siano in Italia?
Che io sappia no, a parte delle statistiche fatte però su un campione estremamente ridotto e sembra essere il 10% dei gay e il 19% delle lesbiche dopo i 35 anni (vedi pag 216 di Barbagli-Colombo, Omosessuali Moderni, Il Mulino. In questa parte del libro troverai anche qualche altro dato sul desiderio di maternità e di paternita da parte di gay e lesbiche).
Perché secondo te è così raro che una coppia lesbica o una coppia gay decida di parlare della propria esperienza come genitori?
E’ raro perchè si corrono dei rischi seri in relazione all’affidamento dei figli e anche per un problema di omofobia interiorizzata. Venire allo scoperto, come sai, comporta essere in grado di fronteggiare il pregiudizio esterno ma anche quello interiorizzato.
Ancora a proposito di dati: le indagini nei paesi del nord Europa e in USA dimostrano che i bambini cresciuti in famiglie omosessuali non hanno particolari problemi in più rispetto a quelli cresciuti in famiglie eterosessuali. Perché non esistono indagini di questo tipo in Italia? Chi dovrebbe svolgerle? Cosa manca perché si svolgano?
Ritengo che non esistano perchè per fare ricerca bisogna nominare il tema e mostrare un interesse. Il silenzio è una delle forma peggiori di disprezzo. Quindi il pregiudizio paradossalmente si mostra principalmente attraverso il silenzio e la non considerazione. Non esiste un ente deputato a questo tipo di ricerche: sicuramente tutte le strutture che si occupano di ricerca ( l’università) e anche gli enti che si occupano di salute e benessere (Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Sanità, ecc..). Lo stato di salute di una fetta di popolazione dovrebbe stare a cuore a tutti quegli enti i cui scopi sono fare prevenzione e promuovere benessere.
Come cambia la situazione delle coppie omosessuali che desiderano concretizzare il loro desiderio di genitorialità con la nuova legge sulla procreazione assistita che vieta esplicitamente la fecondazione eterologa?
Facciamo una distinzione tra coppie lesbiche e coppie gay:
Coppie lesbiche: prima della legge esisteva comunque una direttiva dell’ordine dei medici che impediva l’uso delle tecniche di riproduzione assistita alle donne singole, tanto meno alle lesbiche. Esistevano alcuni medici comunque disponibili, perchè in assenza di legge, correvano rischi minori. Oggi con la legge è illegale per un medico consentire l’accesso alle TRA alle donne lesbiche e quindi l’unica soluzione è rivolgersi all’estero. Ormai sono diversi i paesi europei che hanno una legislazione che consente l’accesso a queste tecniche alle coppie lesbiche per procreare e molte coppie prendono la decisione di utilizzare le cliniche di questi paesi.
Credo che per le coppie gay la situazione sia molto più complicata, visto che non esiste la possibilità di adottare.
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