Tutte pazze per cani & gatti

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Grandi amori e piccole passioni nei cuori delle donne...

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Animali domestici: i gay se ne innamorano, le lesbiche li vivono intensamente. I dati pubblicati dal quotidiano La Repubblica parlano chiaro, in Italia i piccoli amici dell’uomo, animali da appartamento o da giardino, sono ben cinquantasette milioni, una cifra impressionante che lascia a bocca aperta.

Chiunque conosca la comunità lesbica sa che sono davvero poche le donne che non

hanno un animale, la maggioranza delle quali ha un gatto o un cane, quando non addirittura entrambe. L’amore fedele e spropositato che questi piccoli grandi amici ci danno – anch’io ho un cane – fa sì, che entrino prepotentemente tra gli affetti più cari di cui il nostro cuore sente di volersi prendere cura. Certo, la fatica di poter programmare un figlio per una coppia lesbica italiana, aumenta il desiderio di compensazione che ci fa decidere di allargare la famiglia integrandovi i tanto amati coccoloni di casa. E’ anche vero, però, che chi ama gli animali è pronta a qualsiasi sacrificio e, anche avendo un figlio la situazione non cambierebbe di molto.

Le single? Sono le più audaci e coraggiose, capaci di ospitare a casa fino a tre o quattro animali, di

trascorrere molte ore libere della settimana nei canili ad occuparsi dei tesori abbandonati, di lottare con tutte le forze per salvare un cucciolo senza speranza.

A Roma, domenica 20 gennaio si svolgerà la tradizionale festa di Benedizione degli animali – alle ore 10,30 presso la Parrocchia di S. Eusebio all’Esquilino – promossa dall’associazione animalista romana Arca, che da quattro anni ha riproposto quest’antico rito, molto

popolare nel XVIII e XIX secolo, facendone una sintesi tra religiosità, rispetto degli animali e cultura storica, e che nell’ultima edizione ha visto partecipare ben cinquemila proprietari di animali con i loro amici da compagnia fra cui cani, gatti, uccellini, criceti, iguane, serpenti, e cui si sono aggiunti anche i cani della protezione civile e dei reparti antidroga, insieme ai cavalli dei Corazzieri. Una festa che è anche occasione d’incontro per tanti piccoli e grandi amici che meritano attenzioni particolari.

A questo punto, però, mi viene in mente che si dovrebbe inventare anche una festa nuova e dedicarla a tutti quegli animali da combattimento che sono uccisi da una pratica peggio che barbara cui certa umana

intelligenza non ha saputo rinunciare e che continua a mietere vittime, una dopo l’altra. Splendidi animali che sono aizzati gli uni contro gli altri per una violenza che non ha pari nel mondo cui appartengono – ma solo nella testa degli umani – che sono costretti a sbranarsi fino alla morte di uno dei due, che vengono chiusi dai loro addestratori fin da cuccioli in sacchi, presi a bastonate, lasciati per giornate intere al buio senza mangiare, nutriti con carne cruda o direttamente con cani e gatti randagi o rubati, costretti a correre per undici ore di seguito.

Secondo i dati riportati dalla LAV, ogni anno in Italia sono 15.000 i cani vengono così orrendamente addestrati a mutilarsi ed uccidersi per i miliardi lucrati dalla criminalità

organizzata: "A causa di questi devastanti maltrattamenti che condizionano il comportamento dell’animale, Pit Bull, Rottweiler, Bull Mastiff e altre razze, sono oggi considerati veri e propri "mostri", possenti e crudeli creature pronte ad uccidere ed aggredire". Ivan Miori, uno dei responsabili della ^SLAV^s, lo ha detto tante volte: “C’è bisogno della partecipazione di tutti per salvare gli animali dal business”. Le lesbiche, nel loro piccolo, lo fanno già.

jaguar@gay.it

di jaguar

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