Un Village in Drag… King

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Si chiama "drag kinging" è una irriverente imitazione fatta di barbe posticce, bendaggi al seno e strani rigonfiamenti detti "packing". Come le donne imitano il mondo dei maschi....

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Sarà il palco del Gay Village ad ospitare il primo festival internazionale di Drag King in Italia, organizzato da Di’ Gay Project e Kings of Rome (gruppo di performer già ospiti su La7 e Sky Tv) che si terrà il 10, l’11 e il 12 luglio 2008 nel parco del Ninfeo all’Eur.

L’attrice Dodi Conti, accompagnata lungo la tre giorni da vari ospiti, tra cui Lucrezia Lante della Rovere e Sabrina Impacciatore, presenterà questa incredibile kermesse con donne provenienti da Stati Uniti, Belgio, Francia, America Latina e Italia. Guest star il gruppo romano Eyes Wild Drag – già protagonista di numerose performance e di una delle puntate televisive de I viaggi di Nina su La7 – che interpreterà personaggi indimenticabili della

storia del rock e del cinema, o anche semplici stereotipi maschili riconoscibili universalmente. Altre ospiti non in concorso le italiane Kyrahm e Julius Kaiser che tornano in scena con i loro quadri viventi, punto di incontro tra arte tradizionale e arti performative.

Il "drag kinging" è una irriverente imitazione fatta di barbe posticce, bendaggi al seno e strani rigonfiamenti detti "packing". Il Festival, che includerà pezzi di danza, canzoni e libere interpretazioni fatte di corpo e voce, comincerà il 10 luglio per concludersi la sera di sabato 12 con la premiazione finale.

I Premi, in denaro, consisteranno in un assegno di 1200 €  al migliore Drag King, 800 € e 500 € rispettivamente al secondo e terzo classificato, consegnati da una giuria composta da: Lucrezia Lante della Rovere, le scrittrici/giornaliste Elena Stancanelli e Monica Maggi, l’On. Paola Concia, la regista Laura Moscardin, Imma Battaglia, la videomaker/scrittrice Federica Tuzi.

Ospite d’eccezione della prima edizione del Festival sarà Dianne Torr, padre di tutti i Drag King, ospite delle più importanti trasmissioni televisive di tutto il mondo, lanciata sugli schermi cinematografici dall’intrigante Venuz Boys di Gabriel Baur. Dianne Torr terrà un workshop sul "drag kinging", sempre il 10 e l’11 luglio.

Donne eccentriche? Sì ma non più di Giovanna D’Arco o di Cristina di Svezia, per non parlare di George Sand, Marlene Dietrich, Greta Garbo e Calamity Jane, i cui travestimenti sono impressi ormai per sempre nel nostro immaginario. E forse è anche questo lo spirito del King’s Village: riportare sulla scena un po’ di quello stupore e di quella segreta ammirazione che hanno infiammato i bistrot di Parigi e i cabaret di Berlino degli anni ’20, lo storico "Casanova" della New York di inizio anni ’90, fino alla consacrazione sulla scena londinese che ha fatto del drag kinging una vera e propria arte riconosciuta in tutto il mondo.

E a proposito di questo abbiamo rivolto qualche domanda al gruppo romano ospite speciale del festival gli Eyes Wild Drag:

Eyes Wild Drag. Tre Drag King e una Lady… Sembrate un curioso assembramento. Come vi siete fondati?

Nel 2006 siamo state tra i fondatori dei Butterfly Kings, il primo gruppo che ha portato l’attenzione del pubblico, almeno a Roma, e dei media, di settore ma non solo, su un fenomeno allora quasi completamente sconosciuto nel nostro paese. Nel 2007 le strade dei Butterfly si sono divise e Andrea, Bianco I, Senith e Spruzzy hanno deciso di dare vita alle Eyes Wild Drag. Da allora siamo state un po’ meno drag king duri e puri e abbiamo cominciato a divertirci contaminando i generi, non dando più niente per scontato, prendendoci gioco delle apparenze, delle norme e delle contro-norme, cercando di fare in modo che niente sia più quello che sembra. Il risultato è che chi ci guarda non ha mai la percezione sicura di che cosa ha davanti, né nella realtà biologica né nella finzione sul palco. E per noi questo è un grande traguardo. E’ anche riduttivo dire che siamo solo drag king. Partiamo da lì, evidentemente, e per alcune di noi l’anima king è fortissima, ma siamo anche altro.

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Siete reduci dalla prima trasferta all’estero, all’inizio di giugno siete state ospiti del Drag Festival di Berlino, cosa vi ha dato questa esperienza?

Arrivare a Berlino è stato un po’ come mettere un punto che segna il riconoscimento di un entusiasmante lavoro che come performer dura da più di due anni, durante i quali abbiamo fatto un percorso totalmente soggettivo, partendo da noi, dalla nostra cultura, dalle nostre visioni sul kinging prima, sul queer poi e sullo spettacolo in generale. Berlino è stata la prima vera e significativa esperienza di confronto con altri stili, altri linguaggi, altre visionarietà e percorsi provenienti da tante parti d’Europa ma non solo, che abbiamo visto così diversi da noi ma che allo stesso tempo ci riguardano tanto, perché le sfumature e il bisogno di queer di tutti questi performer ci accomunano inevitabilmente. Siamo tornate più contaminate senz’altro, ma anche con la certezza che il nostro modo di fare kinging e, ci teniamo a dirlo, queering, in Italia non è paradossale.

Ma uno spettacolo drag secondo voi può ancora dire qualcosa di nuovo o di diverso dal semplice intrattenimento così come siamo abituati a concepirlo?

Uno spettacolo drag è comunque evasione, anche se porta dentro di sé canoni profondamente eversivi. Scardina una regola confondendo i Generi; un processo che sembra quasi banale eppure per molti ancora impensabile o indicibile. Lo spettacolo drag è anche diventato una moda per tutti e la moda rischia di uniformare. Il Drag King, da noi, è stato l’innovazione degli ultimi anni, ma si può ancora andare oltre. Il "queering" da noi quasi non esiste, potrebbe essere il linguaggio dell’immediato futuro. C’è quella idea "che l’omo ha da esse omo e la donna donna", come si dice a Roma. Uno stereotipo ancora radicato. Ma nel capovolgimento delle regole, la donna che fa l’uomo e l’uomo che fa la donna creano quasi un altro ordine che, sebbene sovversivo, diventa quasi rassicurante, se non altro per sapere dove andare a colpire. Invece, la donna che fa l’uomo che fa la donna che fa il queer che fa il transgender che fa….. è un concetto che dà vertigine e, secondo noi, è davvero rivoluzionario.

Nel modo in cui cerchiamo di concepire le nostre performance, i riferimenti sono ovunque, nel cinema, negli spettacoli drag, in un certo modo di fare teatro e cabaret di una volta, spunti cui noi vogliamo attingere manipolando, contaminando e reinventando tutto. E poi la ricerca, il gusto di sperimentare e tentare forme nuove e non banali di parlare di Genere e, di conseguenza, di Libertà.

10 – 11 – 12  Luglio 2008

Giovedì ore 22.30 – venerdi e sabato ore 21.30

KING’S VILLAGE – INTERNATIONAL DRAG KING FESTIVAL

Prima Edizione

Presenta Dodi Conti

Guest star Lucrezia Lante della Rovere e Sabrina Impacciatore

Giuria composta da:

Lucrezia Lante della Rovere, Elena Stancanelli,  Monica Maggi, Paola Concia, Laura Moscardin

Sabrina Impacciatore, Imma Battaglia, Federica Tuzi

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