Scar
- Ospite
Scar
ho una domanda che non ho mai posto, ma che mi accompagna da tutta la vita.
A seguito di un incidente avuto da bambino ho subito la paralisi di un braccio. Per recuperare parte della motilita' dell'arto ho dovuto fare una serie di operazioni, che includevano anche un trapianto muscolare dalla gamba, il che mi ha lasciato delle evidenti cicatrici anche sugli arti inferiori.
Questo problema da adolescente ha generato grossissime insicurezze e ritardato il mio "debutto" nel mondo gay e per lungo tempo mi hanno accompagnato sentimenti di autosvalutazione. Successivamente mi e' capitato di tirarmi indietro da qualche storia per timore di dover affrontare il discorso con persone sbagliate.
Aldila' di questo e senza peccare troppo di modestia posso affermare di essere un uomo piuttosto carino che riscuote un discreto successo nell'approccio tra gli altri uomini (e donne). Il mio problema e' che i miei problemi fisici non sono evidenti. Il mio braccio non viene notato sempre, se non durante la stretta di mano o quando porto magliette corte, ma resto delle cicatrici rimane sotto i vestiti.
Pero' al momento in cui le cose diventano piu' intime e ci si comincia a spogliare devo affrontare il discorso e trovo tutto questo estremamente pesante, perche' interrompe quello che dovrebbe essere il momento piu' bello dell'approccio. All'inizio non riuscivo a dirlo e notavo le facce sorprese di alcuni partners, poi col tempo ho preferito anticiparlo (cioe' semplicemente menziono che ci sono cicatrici) per evitare sgradevoli sorprese. Inoltre all'inizio non mi piace viaggiare nudo per la stanza, finche' non prendo confidenza col partner.
In generale devo ammettere di essere stato fortunto perche', nelle mie esperienze, non ho mai incontrato nessuno che si tirasse indietro dal sesso per questo motivo ed ho avuto una vita sessuale abbastanza soddisfacente con storie un po' di tutti i tipi (lunghe, corte, occasionali) senza grosse difficolta'.
Nonostante sia maturato negli anni ed abbia un approccio piu' sereno rispetto al passato sulle mie difficolta' fisiche, mi restano sempre certe insicurezze ed il dubbio che, anche se l'altro non dice nulla, il fatto che si trovi di fronte a una situazione inaspettata, rovini le aspettative del primo incontro. Rimane una grossa invidia per il corpo senza grossi difetti e il dispiacere di aver mancato l'appuntamento con una vita forse sessualmente piu' attiva.
Per cui la mia domanda e': a voi e' capitato d'incontrare persone di cui vi siete resi conto che avevano problemi fisici solo in un secondo momento? Onestamente a cosa avete pensato o come avete reagito (o cosa pensereste se non vi e' successo) quando avete realizzato che le cose erano diverse da cio' che sembravano? Vi ha cambiato la prospettiva o l'intensita' dell'incontro?
- Ospite
Re: Scar
Non ho mai avuto questo tipo di esperienza per quanto riguarda il mondo gay e degli incontri, ma mi è successo di conoscere persone nella mia vita, e nel mio lavoro con problematiche fisiche simili alle tue.. beh' devo essere sincero, non ho mai avuto nessun tipo di problema.
Per quanto riguarda però il lato gay.. io piu' che restare frastornato dalla problematica fisica, o dall'estetica delle cicatrici ecc.. resterei molto sconvolto dal fatto che chi viene a letto con me, non decida in nessun modo di parlare di questa cosa con me.. questo presuppone da subito il voler tenere alla larga qualcuno, e cercare semplicemente una serata di sesso..
cmq... sarebbe giusto e doveroso dire determinate cose, non credi? capisco anche che possa essere davvero difficile, però, se poi uno reagisce male.. non pensare sempre ed assolutamente che sia solo per la questione disabilità o fisicità..
potrebbe essere anche altro...!!!
- Ospite
Re: Scar
Grazie per la risposta... infatti credo che il mio problema sia piu' psicologico che altro. Mi rendo conto che rispetto a persone con problemi gravi ho ben poco di cui lamentarmi. Pero' il paradosso e' proprio che chi ha una disabilita' evidente non ha bisogno di dirlo, mentre nel mio caso e' un po' come fare un coming-out tutte le volte che devo confrontarmi con un nuovo partner. Io stesso non ne ho consapevolezza per tutto il tempo.
Sono poi d'accordo con te che sia meglio parlarne prima di arrivare a spogliarsi, cosa che ora faccio regolarmente, ma capisci che quando ero piu' giovane ed alle prime armi, e non avevo la maturita' e la sicurezza di oggi, era difficile portare l'argomento su questo tema. Anche perche' l'impressione era che l'altro evitasse di parlarne per creare imbarazzo.
Re: Scar
so che il tuo è un post molto vecchio però l'ho letto e mi ha colpito molto.
Anch'io, per cause estremamente diverse, ho i tuoi problemi. Se vuoi un consiglio non sei tenuto a dire a tutti del tuo "problema" (che poi problema non è, il problema te lo creano gli altri), ma quando conosci una persona di cui senti che puoi fidarti parlargli di quello che ti è accaduto senza paura.
E' anche un modo per metterla alla prova, se fuggirà significa che non era la persona adatta a te, fa soffrire ma chi ti vuole veramente bene non scappa.
(Shakespeare)
Vai a giocare sull'autostrada per piacere
(Silvano il Mago di Milano)
Re: Scar
Un consiglio: non cercare una risposta ad una domanda che di risposte ne ha mille, e soprattutto non crucciarti troppo di che cosa pensa l'altro. Difficilmente resterà indifferente all'inizio, ma l'indifferenza si crea abbastanza in fretta e il tutto potrebbe passare in secondo piano già alla fine del primo incontro.
Sfrutta i tuoi punti di forza: se sei carino fai in modo che l'altro si concentri su quello, dopo averlo avvisato sulle cicatrici, e non usare mai toni drammatici quando lo riveli.
E' una tattica che ho usato io come sieropositivo ogni volta che dovevo dirlo (sono fidanzato da vari anni), nel tuo caso hai pure il vantaggio che non rischi di infettare nessuno.
Sul fatto di "rovinare" il momento più bello dell'approccio, cambia prospettiva: chi mai l'ha detto che il momento più bello di un approccio debba essere il primo? Potresti scoprire che ad esempio è il decimo il momento più bello, quando l'altro non vede più le cicatrici (o non pensa più al fatto che sei positivo) ed entrambi pensate solo a divertirvi spensieratamente.
Non cadere nel tranello romantico/sociale della "prima volta" che deve essere perfetta: di rado le prime volte sono perfette, anche quando non ci sono invalidità di sorta. Prova a chiedere a quelli che conosci quante volte possono dire che la loro "prima volta" o che il loro "primo incontro" con qualcuno è stato davvero perfetto...
In bocca al lupo!
Re: Scar
Rivas, non voglio paragonare la mia situazione con l'HIV, immagino che sia piu' complicato da gestire. E' semplicemente che sembra di dover ripetere sempre la stessa procedura. Poi molte volte ho declinato inviti a underwear party o in sauna. Non che non mi piacerebbe andarci ma ho il timore di avere gli occhi puntati addosso. E' che di gay disabili in quei circuiti se ne vedono veramente pochi. Comunque credo proprio sia solo una questione di accettazione.
Un abbraccio
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