CO-GENITORIALITA
- Frustadeglistupidi
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Re: CO-GENITORIALITA
marco77 ha scritto:di per se un gay o una lesbica ha presupposti migliori di un eterosessuale per essere un buon genitore perchè se un gay diventa genitore è perchè l'ha proprio voluto mentre un eterosessuale può diventarlo per caso.
Però è anche vero che l'inferno dicono sia lastricato di buone intenzioni....
D'altronde tra un bambino che muoia di fame o che sia costretto alla guerra od alla prostituzione od all'accattonaggio e simili delizie ed un bambino che viva mediamente bene anche con genitori adottivi che non siano eccelsi, non avrei dubbi a scegliere, se non altro perché il meglio è nemico del bene....
Re: CO-GENITORIALITA
poi ogni caso è naturalmente diverso.
Re: CO-GENITORIALITA
- mororoma85
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Re: CO-GENITORIALITA
Re: CO-GENITORIALITA
mororoma85 ha scritto:cara folletto l'argomento mi interessa molto. Credo che si possa instaurare un ottimo rapporto di amicizia concependo uno o piu figli senza essere una vera coppia...se ti va ne parliamo meglio via e-mail. Un saluto, Lorenzo.
se procreate fateci sapere come funziona la vostra esperienza per favore.
- mantidella
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Re: CO-GENITORIALITA
marco77 ha scritto:di per se un gay o una lesbica ha presupposti migliori di un eterosessuale per essere un buon genitore perchè se un gay diventa genitore è perchè l'ha proprio voluto mentre un eterosessuale può diventarlo per caso.
ma ki t a detto? secondo te na frocia che se fa rompee er culo nelle saune po essere una brava genitora?
sgrillettina ha scritto:Anima88a ha scritto:scusa ma non ti ho capito. cosa intendi per "sgriletta na fregna"
sgrilettare è un modo che usano e lesbiche pe di strofinarsi o sticchio come farebbe ngrillo ke zampette sua
er grilletto sta ne a fregna, a bardassona
Re: CO-GENITORIALITA
Re: CO-GENITORIALITA
folletto ha scritto:Ciao a tutti sono una ragazza di 35 a cui piacerebbe parlare di questo argomento con dei ragazzi, per sapere il vostro punto di vista, e per capire se è un utopia o un desiderio grandissimo che puo' diventare realtà.
Spero di sentirvi in tanti.
D.
Io sostengo da anni il magnifico progetto di una FOAT (acronimo di: "Famiglia Omosex Allargata Tetragenitoriale"), ho anche aperto un gruppo su Facebook (intitolato AFOAT, la prima A sta per "Associazione") che, purtroppo, ha avuto pochissimi/e iscritti/e!
Ti allego due casi esemplari di FOAT e di tetraparenting gay-lesbico, molto interessante!
http://archiviostorico.corriere.it/2005 ... 5060.shtml
http://www.youtube.com/watch?v=fiHQXwJCfJ8
Ovviamente si tratta di mosche bianche, una "rarità nella rarità" in seno alle famiglie arcobaleno. In Italia è possibile (o meglio sarebbe!), eccome, tale sogno, ma è difficile trovare coppie omosessuali sia gay che lesbiche realmente interessate a tale progetto meraviglioso, perché ognuno sembra voler realizzare il proprio desiderio di genitorialità seguendo unicamente il modello classico bigenitoriale (o addirittura monogenitoriale, sintomo di una società sempre più cinica e individualista). La stragrande maggioranza delle famiglie arcobaleno lo segue, a me personalmente lascia molto indifferente, non sono né sarò mai socio di tale associazione (anche per un fatto personale, visto che la presidente Giuseppina La Delfa mi sta molto antipatica, oltre a diversi altri membri che ne fanno parte!), perché nutro esclusivo interesse per la tipologia familiare peculiarissima della FOAT.
Spesso, comunque, è una questione di fortuna! L'ideale sarebbe una FOAT in cui tutti e 4 gli affiatati componenti genitoriali si conoscono e hanno un rapporto affettivo consolidato da tempo (come in queer as folk usa, hai presente? Lindsay e Melanie, Brian e Michael, una coppia gay + una lesbo, tutti e 4 amici sin dall'adolescenza!) ma in Italia è molto difficile, ma lo è ancora di più creare una buona empatia così dall'oggi al domani, tramite freddi annunci su Internet, solo perché "l'orologio biologico va veloce e ci mette fretta"! Alla fine diventa quasi una forzatura! Per ora comunque alcune belle realtà, come quelle che ti ho postato, esistono, speriamo che in futuro aumentino decisamente! Ciao
Re: CO-GENITORIALITA
folletto ha scritto:Io non voglio fare prima, ne avere consigli
Mi sarebbe piaciuto avere delle semplici opinioni in merito
per vedere la cosa da piu' punti di vista... tutto qui.
Non credo sia giusto far crescere un bimbo senza il papà
ed è per questo, che da tempo ho scartato le soluzioni citate
nella tua risposta.
Buone cose sgrillettina
D.
La pensassero così tutte le lesbiche aspiranti madri (ancor più tristi le coppie gay maschili con desiderio di genitorialità anche biologica che seguono unicamente il modello bigenitoriale tramite surrogacy e donatrici di ovuli: solo squallidi!)! Comunque non poche sono d'accordo con noi, grazie a Dio:
http://archiviostorico.corriere.it/2005 ... 5060.shtml
Una storia di coppie: lui e lui, lei e lei, e due gemelli di tre anni, maschio e femmina. Il sesso dei bambini - tanto bene assortiti da accontentare tutti in famiglia - è « pura casualità » , l' unica in questa storia di gravidanza a quattro, pianificata in un centro privato di fecondazione assistita, a Bologna. O forse ce n' è un' altra: il primo incontro. Palio di Asti, estate 2000. Pietro, che allora aveva 38 anni, professione interprete, e Marco, 29, un archeologo che si adatta a fare la guida nei musei alle scolaresche in gita, incrociano quelle che chiamano « le ragazze » . Due chiacchiere, si parla di tortellini, del vino della Franciacorta. « Ci troviamo simpatici. Così capita di incontrarci ancora, e poi ancora. Sulle prime non avevamo capito che loro, le ragazze, fossero una coppia omosessuale. E lo stesso dall' altra parte: loro non avevano capito che Marco non era un semplice amico, ma il mio compagno » , racconta adesso Pietro nel tinello della casa che i due dividono ad Asti, un centinaio di metri in linea d' aria dal casello dell' autostrada. Quando lo capiscono, comincia un nuovo capitolo della storia. Da qualche tempo lei& lei cullano il desiderio di avere un figlio. Le ragazze proprio ragazze non sono: già viaggiano verso i 40. Ne parlano in quattro. « I primi mesi era uno scherzo, il nostro scherzo. Poi, piano piano, le cose sono cambiate - riprende Pietro - . Il progetto di un bambino l' avevo anch' io, anche se un figlio, all' epoca, c' era già, avuto dalla mia ex moglie: sono stato anche sposato prima di capire che potevo dividere la vita solo con un uomo » . Ne parlano, dunque. Non che fossero i primi a cui le ragazze confessano il progetto, ma qualcosa era sempre andato storto. « Un paio di amici prima avevano detto sì, poi si erano tirati indietro. Del resto, di un eterosessuale non si fidavano: e se poi quello avesse preteso di vivere come una famiglia " normale", papà, mamma, bambino, estromettendo la compagna di lei e stravolgendo le loro vite? » . Già: e se quello poi avesse preteso? « C' era la possibilità di andare all' estero e ricorrere a una banca del seme, quindi a un donatore anonimo, ma era l' ultima spiaggia » , dice lui. Ci vuole un papà, con una faccia e un nome, hanno sempre ripetuto le ragazze. « E su questo sono d' accordo anch' io. L' estate del nostro incontro ero da poco rientrato dall' Olanda, dove ho vissuto per un anno. Lì le coppie gay possono avere figli, li ho visti crescere, stare insieme, formare una famiglia vera. Insomma, non ho mai pensato a questa idea della paternità gay come a un tabù » . La seconda svolta è in un centro privato specializzato nella procreazione assistita, il Tecnobios, a Bologna, struttura con una certa reputazione nel campo: il consulente scientifico è un nome di peso, Carlo Flamigni ( « L' ospedale pubblico no, c' erano attese troppo lunghe » , spiega Pietro). E' il 2001. Si presentano tutti e quattro, ma un po' bleffa no o, come dice Marco, raccontano « la verità, ma solo una parte » : nessun accenno all' omosessualità. Pietro e Laura ( la ragazza della due che diventerà mamma, il nome è di fantasia, ha acconsentito a raccontare la storia a patto di restarne fuori, lei e i bambini) iniziano la trafila: si presentano come una coppia che ha difficoltà ad avere figli. Lei ha un problema alle tube, che rende plausibile il ri corso ai medici. Lui qualche problema di « robustezza » degli spermatozoi. Ricorrono a una Fivet, fertilizzazione in vitro e trasferimento dell' embrione nell' utero. Possibilità di successo: il 30%, per ogni coppia di embrioni impiantati. Per i centri di fertilità è routine . « Nell' estate del 2001 Laura è restata incinta. Alla prima ecografia, poi, abbiamo saputo che i bambini erano due » . Dal punto di vista tecnico, tutto secondo le regole, persino secondo le nuove regole della legge 40: Pietro è il vero padre dei bambini; Laura è la vera mamma. Omosessuali, d' accordo: ma fanno tutto in casa, l' « incrocio » evita il ricorso a qualcuno o qualcosa estraneo alla coppia. I gemelli nascono nel marzo del 2002. Vivono con la mamma e con la compagna della mamma, a cinquecento chilometri da Asti. Pietro e Marco li raggiungono, un fine settimana sì e uno no. « E ogni volta che ci vediamo è una festa. I bambini sono una meraviglia, sereni, vivacissimi. Hanno ben chiaro chi chiamare papà e chi mamma: su questo ci siamo accordati fin da subito » . Il papà è Pietro, la mamma è Laura. Marco è lo zio, la compagna di Laura è la zia. « Sono felici quando ci vedono tutti e quattro insieme: siamo la loro famiglia, i loro punti di riferimento. Alla gita dell' asilo hanno voluto che andassimo tutti. Certo, quando cresceranno cominceranno a farsi delle domande. E allora riusciremo a trovare le risposte giuste per spiegare questa famiglia strana, che però funziona » . Regole chiare, raccontano. « Pri ma regola: i bambini cresceranno con la mamma e con la zia. Su questo non c' è mai stata discussione. Più avanti, potranno passare un po' più di tempo con noi, qui ad Asti » . La cameretta c' è già, nella casa di Marco e Pietro. Una stanza matrimoniale, con un armadio senz' ante pieno solo di abiti maschili; una cucina per piatti veloci; e un locale, la cameretta, dove per ora c' è solo il computer e una galleria di foto: i gemelli con la torta il giorno del compleanno, in costume per la prima estate al mare. Al battesimo ( « fosse per me, ne avrei fatto a meno, ma ci teneva la mamma di Laura e l' ha spuntata » ) , Marco ha fatto da padrino e la compagna di Laura da madrina. Un intrecciarsi di ruoli e gesti per stringere un legame a quattro che, per legge, non vale niente. Quante sono le coppie così? Esiste un baby boom lesbico , o gay, come titolava un paio d' anni fa una rivista omosessuale? I dati sono pochi. Eccone uno ( ben accreditato): la metà delle coppie omosessuali conviventi con meno di 30 anni desidera un figlio. Ma solo una su dieci ricorre alla fecondazione assistita. La metà ci prova con il metodo di sempre: cerca qualcuno che faccia da padre, senza però « pretendere » troppo. Laura e la sua compagna sono in minoranza. Pietro e Marco sono mosche bianche. « Altri che hanno fatto come noi? No, io non ne ho mai incrociati. Almeno in Italia » .
La mia personale indifferenza verso l'associazione famiglie arcobaleno (FA) sta nel fatto che, pur contemplando indistintamente tutte le tipologie di famiglie omogenitoriali, si focalizza direi quasi esclusivamente sulla tipologia più frequente al suo interno (unicamente bigenitoriale, specie di 2 mamme lesbo privanti deliberatamente la prole di figure paterne, PMA eseguita all'estero e donatore del tutto anonimo!), dando spazio quasi nullo alle altre! RGR, Rete genitori rainbow, ad esempio, si occupa specificamente dell’omogenitorialità di omosessuali divenuti genitori da precedenti relazioni etero, ed è sorta evidentemente come associazione a parte (pur cooperante sempre con “famiglie arcobaleno”) perché ne sentiva la necessità!
Così come l'idea di un'associazione a parte da me proposta, l'AFOAT (Associazione Famiglie Omosex Allargate Tetragenitoriali), è sorta proprio per dare spazio a tale peculiarissima (e per me magnifica!) tipologia di famiglia omogenitoriale, visto che l'associazione "primordiale" di "Famiglie Arcobaleno", sorta nel 2005, le dedicava pochissimo spazio!!!
Re: CO-GENITORIALITA
sinceramente sarei molto spaventato da una scelta del genere, significherebbe comunque che il bambino non vede entrambe le figure genitoriali mai accanto.
saprebbe che i suoi genitori sono amici e non si sono amati, e l'altro partner, che figura sarebbe? sempre matrignia o patrignio
boh non so
Re: CO-GENITORIALITA
mau67 ha scritto:buongiorno a tutti,
sinceramente sarei molto spaventato da una scelta del genere, significherebbe comunque che il bambino non vede entrambe le figure genitoriali mai accanto.
saprebbe che i suoi genitori sono amici e non si sono amati, e l'altro partner, che figura sarebbe? sempre matrignia o patrignio
boh non so
Se si tratta di famiglia gay allargata, le figure genitoriali risultano più di due (e non esclusivamente e rigidamente "entrambe"!), e non si limitano unicamente ai genitori puramente biologici, la cui affettività non è né superiore né inferiore a quella dei genitori non biologici (anche perché spesso in tali famiglie due fratelli o sorelle possono ritrovarsi ed essere tali a tutti gli effetti anche senza avere alcun legame di sangue tra loro), che affettivamente e moralmente (ma purtroppo non legalmente, per la legge bigotta italiana e internazionale sul principio esclusivo ed eterosessista della bigenitorialità!) svolgono (o meglio, dovrebbero, idealisticamente parlando!) il ruolo di genitori/genitrici a tutti gli effetti, e non quello squallido di matrigne o patrigni (anche i termini di fratellastro, sorellastra, fratello o sorella acquisiti, sono di uno squallore unico: a livello affettivo non si dovrebbero proprio concepire minimamente tali distinzioni, specie poi in un allargato nucleo familiare ben affiatato!)
I genitori biologici, una madre lesbica e un padre gay, sono forse più che semplici amici: semplicemente si amano e si sono sempre amati come un fratello e una sorella e, in quanto tali, non hanno concepito i pargoli copulando come una coppia etero, visto che non rientrerebbe nelle loro rispettive nature di individui omosessuali!!!
Re: CO-GENITORIALITA
i genitori quando vedono una donna incinta per strada e il bimbetto chiede cos'è ai miei tempi non dicevano: ha fatto sesso ed è incinta per questo ma dicevano altre cazzate del tipo: quando sono sposati fa i bambini o simili e i figli spesso non realizzano di vivere in una famiglia dove i genitori fanno sesso. almeno per me era così.
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