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Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

La letteratura contemporanea è piena di autori che parlano di noi. Il mondo GLBT visto da chi usa carta e penna.
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Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi Angeloventura » mar lug 12, 2011 8:27 am

Il primo romanzo della letteratura occidentale era un romanzo gay!

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HIS NAME IS JOHN by Dorien Grey Un mystery soprannaturale gay. Intrigante!

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THE RYLERRAN GATEWAY by Mark Ian Kendrick Uno dei migliori romanzi di fantascienza gay

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi soledamore » mar lug 12, 2011 12:22 pm

Angeloventura ha scritto:Il primo romanzo della letteratura occidentale era un romanzo gay!

Il SATYRICON di PETRONIO

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Guarda che ai tempi del Satyricon i gay non esistevano ancora. Anche se era il periodo della decadenza dei costumi sessuali dei Romani.
Il fatto che il Satyricon sia il primo romanzo della letteratura occidentale è opinabile (il termine "romanzo" è stato coniato parecchi secoli più tardi, fra l'altro).
Definirlo "romanzo gay" addirittura, è una forzatura inaccetttabile.

Nella Salambo non c'è nessuna atmosfera gay, ma solo il gusto decadente del genio di Flaubert.

Tondelli non amava definirsi gay e nella maturità si avvicinò sempre più alla fede cattolica, una cosa che il mondo gay non ha mai accettato e che ha pesato nella valutazione di questo grande scrittore, che definirei "omosessulae" più che gay.

Per me le opere propriamente gay sono quelle del post Stonewall.
Senza fallo, non c'è orgasmo.
Senza orgasmo, non c'è fallo.

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi Angeloventura » mar lug 12, 2011 1:35 pm

Satyricon? Ok,parliamo di romanzi a tematica omosessuale o con protagonisti omosessuali
(scrivevo "gay" per brevità)? i protagonisti sono omosessuali, e il Satyricon è la prima lunga narrativa in prosa. I contemporanei romanzi greci sono tutti con protagonisti eterosessuali. Credo di essere giustificato nel definire il Satyricon il primo romanzo (o proto-romanzo) a tematica omosessuale di cui si abbia notizia. Pignolone! ;)

Su Salammbo hai ragione . Ma Io trovo Salammbo tremendamente CAMP. E che dici di Spendio e Matho? ;)

Quanto a Tondelli, è stato ed è tuttora un'icona della letteratura gay (cioè, a tematica omosessuale) italiana. Avvicinamento al cattolicesimo o no.

Grazie per il feedback, Soleamore! :)

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi olleg » dom gen 29, 2012 7:03 pm

sono perplesso quando dici ai tempi del satirycon i gay non esistevano.ma allora i ragazzi che facevano sesso fra loro, magari si innamoravano pure non esistevano all'epoca?a me risulta che da quando mondo e mondo "tutti scopano con tutti" per dirla alla francese.
che poi il termine gay sia "nato" recentemente ok.ma sempre sesso fra uomini si tratta.

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi W.oland » lun gen 30, 2012 1:55 am

Esattamente olleg, sesso ed innamoramento fra persone dello stesso sesso sono sempre esistiti. Solo che nell'era precristiana non avevano bisogno di una denominazione particolare, visto che erano tanto comuni. Quello che gli antichi romani non accettavano tanto facilmente erano i maschi adulti passivi, come Cesare.

Olleg, qualche relazione con la Russia? Solo che in quel caso si direbbe "Oleg"

Io ho voluto bene ad un ragazzo di nome Oleg, nato in Russia ma viveva in Germania.
...Dunque tu chi sei?
Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene.
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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi olleg » lun gen 30, 2012 5:26 pm

olleg è in onore ad un ragazzo conosciuto anni fa...nella fredda norvegia e che ora non è più con noi, ma sempre nel mio cuore se uso il suo nome come nik.

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi W.oland » lun gen 30, 2012 8:10 pm

Devo confessare che Olleg con 2 elle non l'avevo mai sentito. Con una si, come dicevo era il nome di un ragazzo al quale ho voluto bene.
...Dunque tu chi sei?
Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene.
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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi Frustadeglistupidi » mar gen 31, 2012 4:11 am

Angeloventura ha scritto:Satyricon? Ok,parliamo di romanzi a tematica omosessuale o con protagonisti omosessuali
(scrivevo "gay" per brevità)? i protagonisti sono omosessuali, e il Satyricon è la prima lunga narrativa in prosa. I contemporanei romanzi greci sono tutti con protagonisti eterosessuali. Credo di essere giustificato nel definire il Satyricon il primo romanzo (o proto-romanzo) a tematica omosessuale di cui si abbia notizia.


Effettivamente è vero che tutti i romanzi d'amore, che allora si chiamavano fabulae eroticae, greci e latini rimasti hanno fulcro su amori eterosessuali, con l'eccezione vistosa di quello petroniano, a parte qualche raro accenno di desideri omosessuali di terzi verso il protagonista. Sarebbe interessante capire perché.
La spiegazione più facile, ma non la più persuasiva, è che siano semplicemente naufragate per censura d'età cristiana le storie omosessuali a causa dell'immoralità del sentimento narrato.
Un'altra spiegazione è che la sublimazione platonica dell'amore omosessuale, avendo raggiunto vertici eccelsi di poesia e di filosofia, abbia tolto qualsiasi spazio ad un'imitazione fosse pur insipida e pedestre.
Una terza spiegazione, forse la più probabile, è che l'esaltazione dell'erotismo omosessuale era strettamente collegata ad un'organizzazione politica e sociale che era ormai declinata se non del tutto dissolta ai tempi delle prime composizioni di fabulae eroticae.
Se i protagonisti d'una favola d'amore in età classica a Sparta, ma anche ad Atene, sarebbero ben potuti essere un erastes ed il suo eromenos, questi difficilmente sarebbero potuti essere protagonisti della favola anche in età alessandrina e tanto meno in età romana, quando il modello sociale della famiglia fondata sull'amore tra uomo e donna (pater et mater familias) divenne non solo esemplare ma anche esclusivo.
Ovviamente, poiché le fabulae eroticae rappresentavano essenzialmente quel modello sociale che fosse ritenuto esemplare perché prevalente nei tempi dell'autore e dei suoi lettori, esse non potevano che narrare le vicissitudini d'un amore eterosessuale.
In età classica, se il genere letterario della fabula erotica fosse stato conosciuto, qualcuno avrebbe potuto scrivere le avventure di Armodio ed Aristogitone o di Socrate ed Alcibiade per rimanere in ambito storico oppure quelle d'una qualunque coppia d'amanti omosessuali d'invenzione, perché in età classica il rapporto omoerotico non solo era frequentissimo, ma soprattutto era favorito e lodato (e probabilmente era frequentissimo perché favorito e lodato) per il suo valore educativo dell'uomo e formativo del cittadino e quindi politico e sociale.
Venuta meno la civiltà che lo favoriva e lodava, venne meno anche l'esemplarità dell'amore omosessuale e questo quindi fu escluso dalle nuove forme di letteratura, rimanendo solo raramente in quelle che ripetevano semplicemente moduli antichi oppure che rappresentavano, come l'epigramma, il sentimento privato, seppure immorale, dell'autore oppure ancora che sbertucciavano un amore giudicato sempre più <strano> sia perché insolito sia perché estraneo al sentire comune sia perché geneticamente sterile e quindi socialmente inutile.
Quest'ultimo è il caso del Satiricon, dato che è ben vero che la favola ha il fulcro nelle vicende omoerotiche di Encolpio e Gitone, ma è anche vero che essi non sono certo rappresentati come modello esemplare positivo e nobilmente morale per la società del tempo. Anzi i due sono evidentemente, insieme con tutti gli altri deutero e tritagonisti, gettati dall'autore in pasto al disprezzo del lettore come esemplari negativi e turpemente plebei d'una società in decadenza irrimediabile.
Mancava solo un marchio d'infamia d'origine divina, per relegare definitivamente l'omoerotismo tra le immondizie innominabili delle perversioni umane: provvidero i Cristiani prendendo il marchio offerto dal dio degli Ebrei.
Come spesso accade nella storia umana, l'omoerotismo passò dalle stelle (di Platone), alle stalle, se non peggio, (dei Cristiani).

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi mntn » sab mar 10, 2012 1:24 pm

Vediamo... restando un po' sul contemporaneo e magari con qualcosa anche di meno blasonato e pompato dai media ma che ho amato profondamente, io direi:

Romanzi:
- Una madre non dimentica, Naseem Rakha (Davvero indimenticabile)
- La metà di tutto, Silvia Nirigua (Un libro delicato)
- Vabbè: Leavitt, Inevitabile per certi aspetti: Martin Bauman, ad esempio.

Racconti:
- Ragazzi che amano Ragazzi (ho ricomprato pure la nuova versione!) Da leggere e rileggere. (Paterlini, ma non credo abbia bisogno di essere specificato)
- Io non so chi sei, Giancarlo Pastore.
- A pochi passi da te, Roberto Pellico.

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi ofelia » dom mar 25, 2012 6:32 pm

Il primo romanzo gay che ho letto è stato: MAURICE di Forster, un romanzo ambientato in una Inghilterra vecchio stile, da cui hanno tratto un film, di Ivory, regista noto per i suoi film in costume. Questo libro ha segnato la mia adolescenza, quando allora mi definivo un ragazzo e scrivevo persino i temi scolastici al maschile. Devo dire che quelle atomosfere le ho ritrovate solo leggendo "una stagione all'inferno" di Rimbaud in cui l'amore per quello stronzo di Verlaine mi ha preso il cuore. Poi il De profundis di Wilde e in seguito ho scoperto Orlando della Woolf e anche Il pozzo della Solitudine della Redcliffe Hall. Ma devo dire che se non avessi letto Maurice la mia vita sarebbe stata un disastro. Adesso c'è l'imbarazzo della scelta ma allora era difficile già vedere scritto gay su uno scaffale.

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi polvi79 » dom mar 25, 2012 8:20 pm

Per chi sa leggere l'Inglese, consiglierei alcuni romanzi di Felice Picano. Aldilá del nome che indica una lontana origine Italiana, Felice Picano é Americano (raramente, se non mai, si farma a riflettere uslle sue origini familiari). É uno dei co-fondatori del Violet Quill Club, il primo circolo letterario gay americano, fondato da altre personalitá come a esempio Edmund White. Ma mentre Edmund White e altri autori gay (per es., Truman Capote, Gore Vidal) sono stati tradotti in Italiano, l'Opera di Picano - che, fra poesie, racconti, romanzi, saggi e [i]memoirs[i] conta piú di 25 titoli - é praticamente passata sotto silenzio.
Picano ha cominciato a scrivere negli anni '70 (all'inizio, si era dedicato al thriller/horror, sulla falsariga dell'allora emergente Stephen King), poi ha cominciato a sviluppare la sua identitá di scrittore gay, grazie anche al contatto produttivo con gli altri emmbri del Violet Quill. Io raccomando vivamente i suoi romanzi piú "maturi", soprattutto:

- "The Book of Lies": un thriller "accademico" gay, in cui un giovane ricercatore che sta scrivendo una tesi di dottorato su un circolo letterario gay (sicuramente ispirato al vero Violet Quill) scopre dei frammenti sconosciuti di un romanzo, scritto da un membro del circolo sconosciuto e mai menzionato negli studi ufficiali. Comincia cosí la ricerca dell'identitá di questo "scrittore fantasma", fra interviste ai membri del circolo ancora vivi, o ai parenti a amici di quelli scomparsi. Di certo scoprirá molte cose interessanti (o crederá di scoprire)... ma sará abbastanza per scriverci su una tesi di dottorato? e perché il suo professore comincia a comportarsi in maniera cosí strana? Un romanzo davvero intrigante!

- "Like People in History": ah, questo l'ho letto due volte... e ho pianto due volte. La storia di due cugini di secondo grado, che si conoscono da bambini, negli anni 60, poi si perdono, si ritrovano, litigano, fanno la pace, si rubano i fidanzati, si pento di ció che hanno fatto. In mezzo, il "sogno Americano" e il suo crollo, il concerto di Woodstock, S. Francisco e New York, l' "epidemia" di AIDS degli anni Ottanta. Credo sia il piú bel romanzo a tematica omosessuale che io abbia mai letto

- "A House on the Ocean, a House by the Bay": terzo volume della sua autobiografia. Non che i primi due non mi siano piaciuti, ma diciamo che raccontando della sua infanzia e poi dei suoi 20 anni, Picano rivela una certa arroganza di fondo (dice che giá si "sentiva" di essere speciale, di fare grandi cose nella vita, di essere benvoluto dagli dei... e poi, da giovane era davvero uno stronzo con gli uomini, nel secondo volume l'ho davvero odiato!). Invece, il terzo volume mi ha molto colpito. Forse il piú "umano" dei tre volumi (e anche molte cose che erano state "romanzate" in "Like People in History" ho cominciato a vederle in un'altra ottica).

Questo per quanto riguarda Picano. Consiglierei anche "The Line of Beauty", dello scrittore inglese Alan Hollinghurst, che parla della scalata sociale di un giovane gay nell'era tanto repressiva ma anche tanto contraddittoria della Tatcher. Nel caso di questo romanzo non parlerei esattamente di un problema di "traduzione", ma semmai di "visibilitá". Allora, nel 2004 (o giú di lí, ora non ricordo bene) negli UK "The Line of Beauty" venne premiato con il prestigiosissimo Man Book Prize (che é ai livelli del Premio Strega o del Campiello, tanto per fare un parallellismo), dopo anni e anni é ancora un libro vendutissimo e considerato ormai un classico della letteratura inglese contemporanea, la BBC (rete di stato) ne trasse un mini-drama in due episodi mandato in onda in prima serata, con grossissimo successo di ascolti. In Italia, il romanzo é stato tradotto da qualche casa editrice di paese e, vendute (o regalate) le prime 50 copie sará sparito dalla circolazione. Questo aprirebbe un discorso grande come una voragine, quello dell'assenza di una "letteratura omosessuale italiana". In molte nazioni, la "letteratura omosessuale" é un genere vero e proprio, anzi dignitosissimo, studiato come materia d'esame all'universitá, con persone che ci scrivono sopra tesi di laurea e di dottorato, articoli su riviste specializzate, saggi e via discorrendo. Tu entri in un book-shop e, oltra alle sezioni di "crime novel", "thriller", "romance", "biography", "travel", "garden" eccetera, c'é anche la sezione di "Gay and Lesbian Interest". Due precisazioni: a) nella sezione "Gay and Lesbian Interest" non ci sono solo romanzi, ma anche saggi, studi sociologici, graphic novels, eccetera; b) i romanzi di uno come Hollinghurst sono sia nella sezione "Gay and Lesbian Interest" che nella sezione "Authors A-Z", perché il fatto che un romanzo come "The Line of Beauty" sia "anche" un "romanzo gay" non significa che sia "solo" un "romanzo gay" oppure che sia "meno romanzo" degli altri romanzi (ho messo molte cose fra virgolette, intenzionalmente). Da noi, invece, non solo non esiste un'idea di fondo su quale forma concreta possa assumere una "letteratura omosessuale Italiana" ma, addirittura, sono gli stessi scrittori gay a tirarla per le lunghe, a dire che non stanno parlando "dell'amore fra due uomini in particolare" ma dell' "amore in generale", che non stanno parlando della "lotta per i diritti dei gay" ma della "lotta per i diritti di ognuno" e che loro scrivono "romanzi", mica "romanzi gay" (come se le due cose si escludessero a vicenda e un buon romanzo non possa mai e poi mai essere un romanzo gay). É con queste precisazioni da maestrine che i nostri scrittori mi sembrano, alle volte, piú "femmine" delle donne: non mi risulta che Sibilla Aleramo, Natalie Ginzburg o Alba de Cespedes stessero sempre lí a precisare di essere "scrittrici", mica "scrittrici femministe"!

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi ofelia » mer mar 28, 2012 3:02 pm

Parlando di americani ne ho dimenticato uno di cui ho letto quasi tutto: David Leavitt di cui consiglio: "La lingua perduta delle gru" e "un posto dove non sono mai stato", ma anche "Eguali amori" o "ballo in famiglia". Scusate, ma è stato proprio un lapsus, perchè anche questo scrittore ha riempito la mia adolescenza :mrgreen:

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Re: Romanzi ad argomento gay: i miei preferiti

Messaggiodi olleg » lun apr 16, 2012 5:20 pm

ofelia ha scritto:Parlando di americani ne ho dimenticato uno di cui ho letto quasi tutto: David Leavitt di cui consiglio: "La lingua perduta delle gru" e "un posto dove non sono mai stato", ma anche "Eguali amori" o "ballo in famiglia". Scusate, ma è stato proprio un lapsus, perchè anche questo scrittore ha riempito la mia adolescenza :mrgreen:

david leavit piace molto anche a me e ho letto tutti i libri che citi,ma l'ultimo quello del matematico indiano - mi sfugge il titolo-non mi è piaciuto.

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