3 febbraio
- diarionudo
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3 febbraio
taccuino di un giovane sporcaccione
Quante volte bisogna ripetere lo stesso gesto perché diventi parte di noi? Quante volte ancora dovrò vedere il nostro condominio allontanarsi per non sentire questo maledetto formicolio allo stomaco?
Inutile pensarci. Mi muovo come una marionetta comandata a distanza, in mano ho ancora l'iphone per fingere di non ricordare la strada. Rotonda, seconda uscita. Lo spaccio di dolciumi a sinistra, é ora di pranzo. L'odore dei croissant caldi mi da la nausea. Svolta a destra, accelero per evitare un conato. Ancora poche centinaia di metri. Svolta a sinistra, ancora a sinistra, a destra una strada senza uscita. Entro. Di nuovo la Wisteria Lane di paese mi accoglie con i suoi villini colorati incorniciati da giardini all'inglese. Biagio non vive in uno di questi, mi guarderò intorno per cogliere altri particolari, sono quasi morboso in queste situazioni. Voglio avere tutto sotto controllo. É un gioco pericoloso, forse il più pericoloso tra quelli fatti finora. Lo so io, Lorenzo anche, ma ci va bene così. So che Biagio non capisce. So che Biagio non é il tipo da cui Lorenzo vorrebbe vedermi scopato ma allora perché continua a farmi venire da lui? Dice che Biagio mi eccita e questo gli basta per superare gli attacchi di ansia. Ma é lui che non capisce o sono io che non riesco a mettere a fuoco la cosa? Per dio la nostra eccitazione vive dell'eccitazione dell'altro: se uno dei due non si diverte automaticamente si passa ad un tradimento assistito ma a questo gioco abbiamo già giocato e non ci siamo divertiti. In realtà é stato poco assistito e ci siamo fatti male. Ma questa é un'altra storia.
Tardi per pensare, il portoncino si chiude alle mie spalle. É tardi per tornare indietro. Il film é iniziato, Lorenzo a distanza ne ha curato la regia. Vuole essere sicuro che gli interpreti non vadano fuori copione. Nessuna informazione personale, anzi se non si parla é meglio. Dopo il mio primo incontro con Biagio ha capito che deve essere più attento. Io ho superato il limite e Biagio scopandomi ha bruciato tutte le tappe e non c'erano più stimoli per continuate questo gioco. Si dovevano cambiare le regole. Non capivo cosa volesse dire. Non lo capisco neanche adesso mentre mi spoglio. Cosa si aspetta da me? Se avessi davvero le corde legate agli arti cosa mi farebbe fare? Mi guardo intorno per nascondere l'imbarazzo. Su una mensola delle piantine grasse e due mignon di Montenegro. La televisione accesa: "sospese le ricerche dei passeggeri della Concordia per via del mare mosso". Lo guardo. Biagio é disteso sul divano, canotta nera e slip bianchi, i pantaloni calati alle ginocchia. Non ho avuto bisogno di suonare. Sapevo che mi avrebbe lasciato le due porte aperte e che mi avrebbe aspettato così come lo vedo adesso. Non dice nulla. Sollievo. Le sue domande non valgono la candela, non sono mai stato costretto a rispondere. Maledetta cortesia.
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