Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
Augusten ha scritto:Sono d'accordo ma, in realtà, la regina con tutto questo c'entra ben poco. il Queen's Speech nello State Opening, retaggio dell'antica monarchia inglese, come molti altri compiti dei sovrani, ha ormai assunto connotati esclusivamente formali. Il discorso è solo letto dalla regina, ma lo scrive il governo per farlo approvare dal gabinetto. Nella finzione cerimoniale il sovrano deve quindi solo leggerlo come se fosse il proprio, non anche condividerlo.
I Sovrani del Regno Unito hanno un potere quasi assoluto ("Dieu et mon droit", sono sovrani per diritto divino) ma lo hanno delegato al Primo Ministro. Per questo a volte si dice che il Regno Unito è una "dittatura elettiva".
Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene.
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
W.oland ha scritto:
I Sovrani del Regno Unito hanno un potere quasi assoluto ("Dieu et mon droit", sono sovrani per diritto divino) ma lo hanno delegato al Primo Ministro. Per questo a volte si dice che il Regno Unito è una "dittatura elettiva".
A parte che il diritto divino fu invocato praticamente da tutti i sovrani non solo nell'Europa cristiana (il re d'Italia nel 1861 fu proclamato tale per grazia di dio e volontà del popolo....), ma anche nell'antichità (basti pensare al particolare rapporto dei re con gli dei in Omero), il potere dei sovrani del Regno Unito di Gran Bretagna (titolo dal 1707) non fu mai assoluto se non altro perché gli ultimi due re che avevano tentato d'imporre la propria volontà al parlamento finirono l'uno decapitato (Carlo I nel 1649) e l'altro deposto (il figlio Giacomo II nel 1688). Quanto al potere del primo ministro britannico, certamente questo ha più poteri del nostro presidente del consiglio, ma parlare di suo <potere quasi assoluto> è fuori del mondo....
Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
Oppure cerca su google (in inglese) "elective dictatorship".
E non ho fatto copia e incolla, non ti preoccupare, lo sapevo già 20 anni fa.
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
W.oland ha scritto:Vallo a raccontare ai costituzionalisti inglesi con i quali ho avuto lunghe conversazioni in proposto.
Oppure cerca su google (in inglese) "elective dictatorship".
Be' guarda, una dittatura elettiva non è una novità: già i tiranni in Grecia ebbero spesso se non sempre origine da elezioni popolari....
Comunque sia, se re o primi ministri avessero tutti quei poteri dittatoriali di cui parlano i tuoi <costituzionalisti inglesi> (strano termine per altro <costituzionalisti> in un regno senza <costituzione>....
Ai tuoi <costituzionalisti inglesi> consiglierei d'informarsi nell'aldilà (sempre che credano nella sopravvivenza dell'anima
Del resto è frase famosa riportata in qualsiasi testo decente di storia che il re inglese <regna ma non governa>!!! Più chiaro di così....
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
ragazzopio ha scritto:Invochiamo l'aiuto della signora MissJanebrodie, che ha un PhD in storia della letteratura medievale inglese. Solo lei potrà dirimere questa controversia.
Cordialmente
Sì, ci mancava la ciliegina dell'imbecillità sulla torta di castronerie....
Venghino, signori, venghino a parlarci del poema di Beowul o delle novelle di Chaucer, per farci capire quanto possano oggi i re britannici....
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
ragazzopio ha scritto:Frustadeglistupidi ha scritto:ragazzopio ha scritto:Invochiamo l'aiuto della signora MissJanebrodie, che ha un PhD in storia della letteratura medievale inglese. Solo lei potrà dirimere questa controversia.
Cordialmente
Sì, ci mancava la ciliegina dell'imbecillità sulla torta di castronerie....![]()
Venghino, signori, venghino a parlarci del poema di Beowul o delle novelle di Chaucer, per farci capire quanto possano oggi i re britannici....
beowul![]()
non era Beowulf
Il lupo del miele ossia orso
Grazie della correzione della svista, Soledamore....
Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
Frustadeglistupidi ha scritto:Comunque sia, se re o primi ministri avessero tutti quei poteri dittatoriali di cui parlano i tuoi <costituzionalisti inglesi> (strano termine per altro <costituzionalisti> in un regno senza <costituzione>....)
Quanta pazienza ci vuole![]()
Nonostante nel Regno Unito non ci sia una Costituzione scritta, si parla molto spesso di faccende costituzionali. Quando Edoardo VIII voleva sposare Wallis Simpson, si parlò moltissimo di crisi costituzionale, tanto per fare un esempio: http://en.wikipedia.org/wiki/Edward_VII ... ion_crisis
Bisogna conoscere a fondo il popolo britannico e la sua cultura prima di discutere di queste cose. Sai ad esempio cos'è la Common law? E' la legge non approvata dal parlamento o dal governo, eppure è altrettanto importante. Oppure che cos'è il Common-law marriage?
mi domando com'è che gli Inglesi vadano regolarmente a votare per il parlamento, cambino i partiti di maggioranza e quindi i governi e com'è che il parlamento approvi le leggi e dia o neghi la fiducia ai governi....![]()
Ti reputavo in grado di porre domande più sensate. E' chiaro che, a prescindere dal potere che ha, un Primo Ministro laburista avrà una politica molto diversa da quella di un conservatore. E' questo per cui votano i cittadini britannici, non per i poteri del primo ministro.Ai tuoi <costituzionalisti inglesi> consiglierei d'informarsi nell'aldilà (sempre che credano nella sopravvivenza dell'anima) direttamente da Carlo I o da
Del resto è frase famosa riportata in qualsiasi testo decente di storia che il re inglese <regna ma non governa>!!! Più chiaro di così....
I problemi di quei due re avevano molto più a che fare col fatto che erano cattolici, più che con i loro poteri. Casomai leggiti questo articolo (sono generoso, è persino in italiano): http://it.wikipedia.org/wiki/Gloriosa_rivoluzione
Verissimo che il re inglese <regna ma non governa>. L'ho detto sin dall'inizio che il sovrano britannico ha delegato i suoi poteri al primo ministro. In realtà anche questa affermazione andrebbe discussa a lungo, per vari motivi, ma lasciamo perdere.
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
W.oland ha scritto:Quanta pazienza ci vuole![]()
A chi lo dici.... :wink
W.oland ha scritto:Nonostante nel Regno Unito non ci sia una Costituzione scritta, si parla molto spesso di faccende costituzionali.
Ho forse detto che che gli Inglesi sono in uno stato d'anarchia???
Del resto la Magna Charta Libertatum concessa dal re Giovanni in un certo senso era una costituzione e molte leggi del parlamento regolarono questioni costituzionali come la successione al trono riservata ai discendenti dell'elettrice Sofia, l'invalidità del matrimonio dell'erede al trono senza approvazione del parlamento ecc.
W.oland ha scritto:Frustadeglistupidi ha scritto:mi domando com'è che gli Inglesi vadano regolarmente a votare per il parlamento, cambino i partiti di maggioranza e quindi i governi e com'è che il parlamento approvi le leggi e dia o neghi la fiducia ai governi....![]()
Ti reputavo in grado di porre domande più sensate. E' chiaro che, a prescindere dal potere che ha, un Primo Ministro laburista avrà una politica molto diversa da quella di un conservatore. E' questo per cui votano i cittadini britannici, non per i poteri del primo ministro.
Posso domandar di meglio, se vuoi....
Venendo al merito, la tua affermazione è stata:
W.oland ha scritto:I Sovrani del Regno Unito hanno un potere quasi assoluto ("Dieu et mon droit", sono sovrani per diritto divino) ma lo hanno delegato al Primo Ministro.
Allora, a parte che un potere <quasi assoluto> e <per diritto divino>, che sia però perpetuamente delegato a qualcuno sempre eletto da terzi, non mi sembra si possa definire neppure lontanamente potere <quasi assoluto>, altrimenti anche un carcerato chiuso nella sua cella di cui il carceriere abbia gettato la chiave si può dire abbia sulle sue quattro mura un potere <quasi assoluto>
Forse il primo ministro britannico non potrebbe dire come dicono, non a torto, i presidenti del consiglio italiani (ultimo Berlusconi): <ho le mani legate, non posso decidere niente>. Ma francamente parlare per il premier britannico di <potere quasi assoluto> delegato o no dal re (che per altro almeno dai tempi di Guglielmo III ha poteri molto ridotti e non certo assoluti), mi sembra un'evidente forzatura. Come definiresti quindi il presidente degli Stati Uniti? Un re PIU' che assoluto???
W.oland ha scritto:Frustadeglistupidi ha scritto:Ai tuoi <costituzionalisti inglesi> consiglierei d'informarsi nell'aldilà (sempre che credano nella sopravvivenza dell'anima) direttamente da Carlo I o da Giacomo II Stuart....
Del resto è frase famosa riportata in qualsiasi testo decente di storia che il re inglese <regna ma non governa>!!! Più chiaro di così....
I problemi di quei due re avevano molto più a che fare col fatto che erano cattolici, più che con i loro poteri.
Ti do una grande notizia: Carlo I Stuart NON era cattolico....
Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
Frustadeglistupidi ha scritto:Ti do una grande notizia: Carlo I Stuart NON era cattolico....ed entrò in conflitto con il parlamento, perdendo la testa
, proprio per la questione dei suoi poteri che, seguendo l'esempio paterno (Giacomo I fu un teorizzatore del potere assoluto dei monarchi e scrisse anche in merito un libro: The True Law of Free Monarchies), pretendava fossero sciolti (assoluti appunto) da ogni supervisione parlamentare.
Verità parziale:
Altra causa di attrito con una parte della società inglese fu la sua politica religiosa: perseverando nel "sentiero intermedio" della Chiesa anglicana, fu ostile alle tendenze riformate di molti dei suoi sudditi inglesi e scozzesi e da questi accusato di essere a sua volta troppo vicino al cattolicesimo. Sposò infatti una principessa cattolica, Enrichetta Maria di Francia.....Le tensioni politiche e religiose accumulate nel corso degli anni esplosero nella Guerra civile inglese: contro di lui si scontrarono le forze del Parlamento, che si opponevano ai suoi tentativi di accrescere il suo potere in senso assolutistico, e dei Puritani, che erano ostili alle sue politiche religiose.
Su Giacomo II :
A Carlo II succedette un altro Stuart, Giacomo II, suo fratello; egli si era pubblicamente dichiarato cattolico già diversi anni prima. Spettava solo al Parlamento convocare un esercito in caso di guerra (in tempo di pace vi erano sistemi di difesa, ma questi erano affidati soltanto alla flotta). Il conflitto con il Parlamento precipitò quando il re tentò di abolire il Test Act: nel 1688 egli emanò un'indulgenza nei confronti dei cattolici e dei dissidenti religiosi ed impose che fosse letta durante la messa da tutti i vescovi inglesi. Fedeli alla Chiesa d'Inghilterra e giudicando assolutistici i propositi del re, i parroci si rifiutarono di seguire Giacomo sulla strada della restaurazione cattolica. Giacomo II non aveva figli maschi e quindi non sussisteva il pericolo che la dinastia diventasse appannaggio degli Stuart. La successiva nascita, nel giugno del 1688, di un erede maschio dal matrimonio combinato da Papa Clemente X e Luigi XIV con Maria Beatrice d'Este, fervente cattolica, fece temere il consolidamento di una dinastia cattolica. Giacomo II fece battezzare secondo il rito cattolico il figlio maschio avuto dal secondo matrimonio.
Fu in questa occasione che si vennero a creare due fazioni in Parlamento destinate successivamente (tutto il 1700) ad alternarsi alla guida del paese: i Tories (fautori in quegl'anni della monarchia, ed in generale rimasti conservatori) e i Whigs (avversari del cattolicesimo e progressisti), nati entrambi dalla nobiltà terriera, anche se i Whigs presero in seguito posizioni legate molto più alla borghesia commerciale.........Sotto la concreta minaccia di un ritorno al cattolicesimo i Whigs presero in mano la situazione, appoggiati dai Tories, chiamando Guglielmo III d'Orange, Statolder d'Olanda dal 1672, ad essere il nuovo incoronato insieme alla moglie Maria II d'Inghilterra, primogenita delle due figlie di primo letto di Giacomo II (la seconda era Anna, futura regina che succederà a Guglielmo III; sia Maria che Anna erano di religione protestante). Guglielmo accettò e sbarcò nelle coste meridionali inglesi nel novembre nel 1688. Giacomo fuggì in Francia e venne dichiarato abdicatario dal Parlamento, il quale a febbraio 1689 elesse sovrani d'Inghilterra Guglielmo III d'Orange e sua moglie Maria II.
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
sgrillettina ha scritto:ma basta con ste lezioni de storia, qua non sapemo la storia d italia, ma k ce frega di quella inglese.
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
W.oland ha scritto:Frustadeglistupidi ha scritto:Ti do una grande notizia: Carlo I Stuart NON era cattolico....ed entrò in conflitto con il parlamento, perdendo la testa
, proprio per la questione dei suoi poteri che, seguendo l'esempio paterno (Giacomo I fu un teorizzatore del potere assoluto dei monarchi e scrisse anche in merito un libro: The True Law of Free Monarchies), pretendava fossero sciolti (assoluti appunto) da ogni supervisione parlamentare.
Verità parziale:Altra causa di attrito con una parte della società inglese fu la sua politica religiosa: perseverando nel "sentiero intermedio" della Chiesa anglicana, fu ostile alle tendenze riformate di molti dei suoi sudditi inglesi e scozzesi e da questi accusato di essere a sua volta troppo vicino al cattolicesimo. Sposò infatti una principessa cattolica, Enrichetta Maria di Francia.....Le tensioni politiche e religiose accumulate nel corso degli anni esplosero nella Guerra civile inglese: contro di lui si scontrarono le forze del Parlamento, che si opponevano ai suoi tentativi di accrescere il suo potere in senso assolutistico, e dei Puritani, che erano ostili alle sue politiche religiose.
Ah be' certo, proprio una verità parziale la mia
W.oland ha scritto:Su Giacomo II :A Carlo II succedette un altro Stuart, Giacomo II, suo fratello; egli si era pubblicamente dichiarato cattolico già diversi anni prima. Spettava solo al Parlamento convocare un esercito in caso di guerra (in tempo di pace vi erano sistemi di difesa, ma questi erano affidati soltanto alla flotta). Il conflitto con il Parlamento precipitò quando il re tentò di abolire il Test Act: nel 1688 egli emanò un'indulgenza nei confronti dei cattolici e dei dissidenti religiosi ed impose che fosse letta durante la messa da tutti i vescovi inglesi. Fedeli alla Chiesa d'Inghilterra e giudicando assolutistici i propositi del re, i parroci si rifiutarono di seguire Giacomo sulla strada della restaurazione cattolica. Giacomo II non aveva figli maschi e quindi non sussisteva il pericolo che la dinastia diventasse appannaggio degli Stuart. La successiva nascita, nel giugno del 1688, di un erede maschio dal matrimonio combinato da Papa Clemente X e Luigi XIV con Maria Beatrice d'Este, fervente cattolica, fece temere il consolidamento di una dinastia cattolica. Giacomo II fece battezzare secondo il rito cattolico il figlio maschio avuto dal secondo matrimonio.
Fu in questa occasione che si vennero a creare due fazioni in Parlamento destinate successivamente (tutto il 1700) ad alternarsi alla guida del paese: i Tories (fautori in quegl'anni della monarchia, ed in generale rimasti conservatori) e i Whigs (avversari del cattolicesimo e progressisti), nati entrambi dalla nobiltà terriera, anche se i Whigs presero in seguito posizioni legate molto più alla borghesia commerciale.........Sotto la concreta minaccia di un ritorno al cattolicesimo i Whigs presero in mano la situazione, appoggiati dai Tories, chiamando Guglielmo III d'Orange, Statolder d'Olanda dal 1672, ad essere il nuovo incoronato insieme alla moglie Maria II d'Inghilterra, primogenita delle due figlie di primo letto di Giacomo II (la seconda era Anna, futura regina che succederà a Guglielmo III; sia Maria che Anna erano di religione protestante). Guglielmo accettò e sbarcò nelle coste meridionali inglesi nel novembre nel 1688. Giacomo fuggì in Francia e venne dichiarato abdicatario dal Parlamento, il quale a febbraio 1689 elesse sovrani d'Inghilterra Guglielmo III d'Orange e sua moglie Maria II.
Anche su Giacomo II l'ampio resoconto che citi non contraddice, ma conferma quello che ho scritto io: Giacomo fu deposto a causa della sua volontà di regnare come re assoluto e quindi, essendo cattolico, anche d'imporre la sua religione se non come esclusiva almeno come privilegiata, seguendo l'esempio del cugino Luigi XIV di Francia ma anche dell'avo Enrico VIII che impose ai sudditi il suo credo prima antiluterano ed poi, almeno in materia di primato pontificio, anticattolico. La ragione profonda dell'opposizione del parlamento non fu quindi che Giacomo fosse cattolico, infatti dopo la morte del fratello fu riconosciuto ed incoronato re ed il primo parlamento gli fu favorevole, ma che volle poi imporsi come re assoluto.
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
W.oland ha scritto:sgrillettina ha scritto:ma basta con ste lezioni de storia, qua non sapemo la storia d italia, ma k ce frega di quella inglese.
Non hai tutti i torti
Sì, infatti: visti gli strafalcioni sulla storia inglese (Carlo I che diventa cattolico, i re britannici che hanno poteri assoluti mentre dalla fine del XVII secolo furono il primo esempio europeo di grande monarchia soggetta al parlamento....) sarà meglio limitarci alla storia italiana, sperando però che qualcuno non faccia di Leone X l'autore delle 95 tesi di Lutero o di Carlo Felice l'elargitore dello statuto.... albertino!!!
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Re: Niente matrimoni gay nel discorso della Regina
sgrillettina ha scritto:Visto k fate tanto l eruditi me sapete di senza vede uikipedia nel 1672 k è successo..
è inutile ke vo dico pekke sicuramente state a sbircia..
Appunto: quindi la domanda è inutile....
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