Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
- soledamore
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Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
La scoperta di un possibile orientamento sessuale non etero normativizzato di ipse Jesus ci lasciò basiti, e l'ipotesi maligna di Carpocrate poteva veramente essere rivoluzionaria, pur nella sua gnostica parzialità. Com'è noto, Carpocrate descrisse l'icontro di un "(uomo) nudo" con "un (uomo) nudo". riferendosi all'incontro tra Gesù e Giovanni, suo discepolo prediletto che non sarebbe da identificare con l'Evangelista. Carpocrate, essendo gnostico, riteneva che la salvezza eterna potesse essere raggiunta solo dopo aver commesso ogni tipo di peccato. La fonte sulla quale Carpocrate basava la sua illazione era il Vangelo segreto di Marco. Il cui manoscritto però, secondo l'autorevole testimonianza di Clemente, presbitero della Chiesa di Alessandria, sarebbe stato trafugato dagli archivi (della chiesa di Alessandria) e interpolato dallo stesso Carpocrate.
Del Vangelo di Marco a noi resta solo un breve frammento, inserito in una lettera di Clemente che ci è giunta solo parzialmente (la famosa Lettera di Mar Saba), che secondo alcuni sarebbe un falso (ma gli studiosi contemporanei sostengono di no):
« Ed essi giunsero a Betania. E una certa donna, il cui fratello era morto, era lì. E, giungendo, si prostrò dinanzi a Gesù e disse, «Figlio di Davide, abbi pietà di me». Ma i discepoli la rimproverarono. E Gesù, adirato, si recò con lei nel giardino dove c'era la tomba, e immediatamente si sentì un forte urlo dalla tomba. E avvicinatosi Gesù rotolò via la pietra dalla porta della tomba. E subito, recatosi dove era il giovane, allungò la sua mano e lo sollevò, prendendo la sua mano. Ma il giovane, guardandolo, lo amò e iniziò a supplicarlo di tenerlo con sé. E usciti dalla tomba giunsero alla casa del giovane, poiché egli era ricco. E dopo sei giorni Gesù gli disse cosa fare e a sera il giovane andò da lui, indossando un panno di lino sul corpo nudo. E rimase con lui quella notte, in quanto Gesù gli insegnò il mistero del regno di Dio. E perciò, sollevatosi, ritornò dall'altro lato del Giordano. »
Il giovinetto sarebbe lo stesso al quale si fa riferimento nel vangelo canonico di Marco, quando viene descritto l'arresto di Gesù nel podere del Getsemani. Quando tutti i discepoli ebbero abbandonato il Maestro, scrive Marco (canonico) "c'era però un giovinetto che lo seguiva "rivestito soltanto di un lenzuolo, e lo fermarono. ma egli, lasciato il panno di lino, fuggì via nudo" (14,51-52).
Non sappiamo se nudi giacquero insieme. Presumiano - al limite - che Gesù si sia comportato almeno allo stesso modo in cui si comportò Socrate quando giacque con Alcibiade. Ovvero come se dormisse con un congiunto. Ma può darsi anche che questo sia un condizionamento dell'omofobia di cui venne intriso il cattolicesimo dopo esser stato territorializzato dalla dottrina paolina.
Gli studiosi cristiani contemporanei propendono nell' interpretare i due brani come un'iniziazione esoterica in cui Gesù introduce al "mistero del Regno" quel giovane che ha già conosciuto il passaggio dalla morte alla vita. Il tutto nell'ambito di quel protocristianesimo alessandrino, che non era stato toccato dall predicazione paolina, ovvero dalla predicazione del Grande Sessuofobo che condizionerà tutta l'interpretazione cattolica della vita di Gesù e del cristianesimo stesso. Alessandria era infatto il luogo nel quale c'era già Marco a svolgere la sua predicazione, dietro il mandato romano di Pietro. Il vangelo canonico di Marco sarebbe dunque in realtà il vangelo di Pietro, mentre il vangelo autentico di Marco sarebbe quello apocrifo. il Vangelo segreto di Marco, appunto. Che lascia prefigurare la meravigliosa visione di un cristianesimo a-paolino. Quindi libero dalle ossessioni sessuofobiche del folgorato sulla via di Damasco.
Naturalmente, nulla di quanto ho scritto sinora autorizza a sostenere che Gesù fosse omosessuale. Né che il rapporto che Gesù avesse con quel giovane, Giovanni - che non è né l'Evangelista, né naturalmente il Battista, ma un terzo Giovanni che fu riportato in vita prima di essere introdotto ai misteri della fede - fosse un rapporto di tipo omosessuale, nel senso che diamo al termine noi contemporanei.
Gli elementi che abbiamo a disposizione sono insufficienti per giungere ad una deduzione del genere e inoltre valutare quegli eventi secondo gli occhi contemporanei ci condurrebbe facilmente a commettere un volgare falso storico. Tuttavia, una testimonianza del genere, avvalora in qualche modo l'ipotesi che nulla ci fosse di omofobico nella predicazione originaria di Gesù. Ma piuttosto che potesse esserci una tensione omofila tra lui e un suo allievo. E che in genere, esistesse una tensione "erotica" fra Gesù e i suoi allievi, da intendere in senso esclusivamente platonico.
E a questo Gesù quello al quale dovrebbe fare riferimento il cattolicesimo contemporaneo.
E sul Gesù katà Markon che ha un senso chiedere la legittimazione religiosa delle unioni omosessuali.
Ed è Marco, con il suo Vangelo segreto (che era poi il suo Vangelo originario), il personaggio che deve servire da orientamento a noi cattolici dissidenti per esprimere la rivendicazione del nostro riconoscimento da parte della Chiesa di Roma.
Senza orgasmo, non c'è fallo.
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Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
La questione che stai affrontando è molto controversa. Due frammenti sono davvero pochi per stabilire il contenuto autentico del vangelo apocrifo di Marco.
Ma il fatto che ci fosse una "forma alessandrina" nel cristianesimo antico, che rimase "immune" alla tradizione paolina. è sicuramente una prospettiva interessante per tutti gli omosessuali cattolici.
Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
observe ha scritto:Finalmente torni a proporre qualcosa di interessante, invece di perderti nelle solite beghe con i cloni e con i troll![]()
Assolutamente! Però se quello che sole dice è molto interessante e persino "appetibile" anche per un non cattolico come me, fa di sole non un "cattolico dissidente" ma un eretico. Sempre un cristiano, ma non più un cattolico. A me va benissimo e fa piacere che sole stia facendo significativi passi in avanti nel suo cammino interiore.
Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene.
GOETHE, Faust.
Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
Inoltre è stato molto chiaro nel negare l'esistenza di omosessualità nel rapporto fra Gesù e Giovanni. Credo che semplicemente abbia voluto indicare la direzione nella quale occorra muoversi per la costruzione di un cattolicesimo che si purifichi della sessuofobia paolina.
Mi sembra che continui il suo percorso di cattolico dissidente, senza tentennamenti.
Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
Per amore di prossimo eviterò di pronunciare la parola "clone"...
Per una volta che sembrava si potesse iniziare un discorso costruttivo
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Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
W.oland ha scritto:Ma quanto li paga sole questi avvocati?
Per amore di prossimo eviterò di pronunciare la parola "clone"...
Pronuncia la parola <clone> ed avrai risposta alla tua domanda!!!
Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
Il presupposto canonico della asessualità di Gesù
non potrebbe essere il derivato della sessuofobia paolina?
Cosa cambierebbe nella figura di Gesù
- non solo storica e umana; ma anche teologica e divina -
se egli (o Egli) avesse avuto dei rapporti di tipo sessuale?
Che Platone ci presenti un Socrate casto verso Alcibidiade ha un senso:
Alcibiade era disprezzato dai contemporanei di Platone
e la sublimazione dell'amore carnale per il filosofo Platone
era logicamente indirizzata verso lo sviluppo morale.
Ma nulla di tutto questo è presente nei Vangeli.
L'asessualità di Gesù ha senso nella rilettura paolina
che voleva condannare ogni sessualità non procreativa;
ma quale senso dovrebbe avere per noi?
Di molti maestri dell'antichità ignoriamo i trascorsi sessuali,
ma di nessuno affermiamo pervicacemente l'asessualità come di Gesù.
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Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
almadell ha scritto:Per quale motivo bisognerebbe escludere l'omosessualità di Gesù?
Il presupposto canonico della asessualità di Gesù
non potrebbe essere il derivato della sessuofobia paolina?
Cosa cambierebbe nella figura di Gesù
- non solo storica e umana; ma anche teologica e divina -
se egli (o Egli) avesse avuto dei rapporti di tipo sessuale?
Che Platone ci presenti un Socrate casto verso Alcibidiade ha un senso:
Alcibiade era disprezzato dai contemporanei di Platone
e la sublimazione dell'amore carnale per il filosofo Platone
era logicamente indirizzata verso lo sviluppo morale.
Ma nulla di tutto questo è presente nei Vangeli.
L'asessualità di Gesù ha senso nella rilettura paolina
che voleva condannare ogni sessualità non procreativa;
ma quale senso dovrebbe avere per noi?
Di molti maestri dell'antichità ignoriamo i trascorsi sessuali,
ma di nessuno affermiamo pervicacemente l'asessualità come di Gesù.
Però, Almadell, francamente Cristo nei Vangeli sembra piuttosto asessuato che no. Anche la sua frase <rendetevi eunuchi per entrare nel regno dei Cieli> è significativa. E' possibile poi che gli Evangelisti in proposito abbiano calcato la mano, ma dato che non abbiamo altre fonti a parte lo stesso Paolo, che però le conferma nella sostanza, non credo che si possa filologicamente fare ipotesi diverse. Certo si può farlo fideisticamente, ma questo è un altro paio di maniche.
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Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. 12 Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca.
Cosa completamente diversa dal "rendetevi eunuchi per entrare nel Regno dei Cieli"!
Evidentemente Gesù riteneva che chi fosse troppo preso dalle passioni carnali, avrebbe fatto meglio a farsi eunuco per ottenere la salvezza.
Ovviamente non è un invito alla castrazione. Del resto l' eunuca maschia sarebbe già una risposta (anche se innaturale dal punto di vista evolutivo e, sfortunatamente, solo simbolica) a questa esigenza
Il gay contemporaneo infatti è come un acrobata che cammina su di un filo e su un capo di questo filo abbiamo l'eunuca maschia, dall'altra l' homo caelestis...
Il versetto è chiaramente una condanna della fallolatria ed è in linea non con lo slancio metafisico del Messia.
In linea generale è possibile intravedere qui una prima riflessione sull'origine dell'omosessualità. Dobbiamo partire dal presupposto che in quell'epoca, priva di una coscienza omosessuale qual è quella contemporanea, omosessualità e castrazione dovevano identificarsi nella figura dell'uomo senza fallo (homunculus aphallicus). Eunuchismo e omosessualità trovavano il loro punto di coincidenza nell'essere che, privato del Fallo, era incapace di fecondare la donna.
L'"eunuco che nasce dal ventre della madre" era il maschio che nasceva con caratteri secondari sessuali femminili molto sviluppati. Il suo destino era quello dell'effeminato passivo, se evitava la castrazione. Poi c'era l'eunuco che era il maschio costretto a rinunciare alla sua virilità con la violenza dal Potere, che se ne serviva, ad esempio, perché fosse credibile come custode del serraglio dove erano recluse le donne. C'era infine chi si castrava da solo per motivi di carattere religioso, come gli adepti del culto di Cibele.
Chi si fa eunuco per entrare nel Regno dei Cieli, nel linguaggio semplice e popolare di Gesù, è semplicemente chi rinuncia al Fallo e alla catena nevrotica del piacere. Era un discorso che aveva una valore generale, ma non era normativo. Valeva soltanto per coloro i quali, a causa della propria concupiscenza, erano distolti dal coltivare i valori spirituali. Certamente non c'era sessuofobia. Certamente non doveva farsi eunuco chi non era legato alla catena nevrotica del Fallo, ma aveva una sessualità naturale che derivava da un investimento affettivo, qualunque fosse il genere del soggetto investito libidicamente (maschile o femminile).
Credo che se ci fosse pervenuto il Vangelo segreto di Marco, considerate le influenze esseniche sul protocristianesimo alessandrino, avremmo un quadro molto diverso della sessualità nelle prime comunità cristiane...
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Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
almadell ha scritto:Per quale motivo bisognerebbe escludere l'omosessualità di Gesù?
Il presupposto canonico della asessualità di Gesù
non potrebbe essere il derivato della sessuofobia paolina?
Io credo che la sessuofobia paolina più che sul presupposto canonico dell'asessualità di Gesù abbia influito sulla condanna della sessualità ad opera del cristianesimo (da Origene fino al colpo decisivo di Agostino). E' difficile credere che Gesù fosse asessuale, essendo un uomo, Dio che si era fatto carne. Tuttavia credo che non sia possibile valutare la sessualità di Gesù con i criteri comuni, dato il forte legame che aveva con la sua stessa spiritualità.
Cosa cambierebbe nella figura di Gesù
- non solo storica e umana; ma anche teologica e divina -
se egli (o Egli) avesse avuto dei rapporti di tipo sessuale?
Non cambierebbe assolutamente nulla, sul piano storico e umano. E nemmeno su quello divino, dato che, ripeto, Gesù è un Dio, ma incarnato, fattosi cioè carne e quindi soggetto a tutto ciò a cui è soggetta la carne, potenzialmente. Sul piano teologico però verrebbe a crollare il fondamento sessuofobico paolino del cristianesimo. E quindi la Chiesa come istituzione. Infatti, comunità composte da soli uomini, per avere una durata nel tempo, devono basarsi sulla repressione e sublimazione degli istinti sessuali. Senza questa repressione e sublimazione degli istinti non sarebbe mai potuto nascere il monachesimo. E nemmeno la Chiesa Cattolica. Credo che la sessuofobia sia stato un passaggio decisivo per la costruzione delle prime comunità cristiane sulle spoglie delle comunità esseniche. Comunità nelle quali era stato probabilmente educato lo stesso Gesù, almeno nell'infanzia e nella pubertà - se il riferimento anagrafico dei 12 anni al tempo del discorso ai dottori del Tempio è storicamente valido (ma è una questione controversa)
Che Platone ci presenti un Socrate casto verso Alcibidiade ha un senso:
Alcibiade era disprezzato dai contemporanei di Platone
e la sublimazione dell'amore carnale per il filosofo Platone
era logicamente indirizzata verso lo sviluppo morale.
Ma nulla di tutto questo è presente nei Vangeli.
Io credo che invece nel Vangelo segreto di Marco venissero descritte le peculiarità omofiliache del rapporto tra Gesù e Giovanni: anche in questo caso un'omofilia indirizzata ad uno sviluppo morale, ma con caratteristiche più religiose ed iniziatiche rispetto all'omofilia che legava Socrate ed Alcibiade, e probabilmente legate a quel sostrato essenico che fu l'humus sul quale si sviluppò il cristianesimo originario.
L'asessualità di Gesù ha senso nella rilettura paolina
che voleva condannare ogni sessualità non procreativa;
ma quale senso dovrebbe avere per noi?
Per noi l'asessualità di Gesù non ha nessun senso. Ma attenzione: non è possibile affermare che Gesù fosse omosessuale, sic et simpliciter. Primo perché non lo era: la sua sessualità, secondo me, non poteva essere codificata in un orientamento preciso. Secondo perché un'affermazione del genere nelle anime più semplici potrebbe generare pericolosi fraintendimenti, e fomentare quella lussuria che viene già nutrita più che abbondantemente dal mondo contemporaneo totalmente mercificato.
Di molti maestri dell'antichità ignoriamo i trascorsi sessuali,
ma di nessuno affermiamo pervicacemente l'asessualità come di Gesù.
L'asessualità di Gesù fa comodo soprattutto ai preti, che per doveri istituzionali devono mantenersi casti. Per i credenti avvertiti è solo il frutto di una manipolazione testuale dei libri sacri ad usum Ecclesiae.
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Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
zella ha scritto:...non si può essere gay e cattolici!
Vallo a spiegare a certe persone
Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene.
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Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
Senza orgasmo, non c'è fallo.
soledamore@mail.com
Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
Proprio in questo topic sferri un attacco al cuore della chiesa cattolica.
O pensi che le tue teorie potranno mai entrare a far parte dell'ortodossia cattolica?
Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene.
GOETHE, Faust.
Re: Il vangelo segreto di Marco e l'interpolazione di Carpocrate
e rimaniamo sul tema... vi prego...
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