«Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discriminarv
«Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discriminarv
In buona sostanza, l’intero arco parlamentare italiano, tranne rare eccezioni, sembra eventualmente disposto a chiudere un occhio sulla questione dei Pacs, ma ritiene giusto/necessario continuare, su alcune questioni, a discriminare dei cittadini in base all’orientamento sessuale.
Credo sia ormai evidente a tutti che la campagna per i Pacs si sia trasformata in un boomerang per la comunità glbt. Il centrosinistra, illudendosi di poter affrontare il discorso (penultimo paese nell’UE) rifacendosi alle 7 righe del programmone, ritiene di poter far passare una legge ad hoc in cui si riconoscano alcuni diritti alle “persone che fanno parte di coppie di fatto” senza “riconoscere” le coppie e le famiglie di fatto (spacciando, tra l’altro, il proprio impegno su una questione che coinvolge l’intera società come un qualcosa a favore della minoranza glbt, trascurata dalle leggi e discriminata dalla politica e dalla società). Mission impossible? A me pare di sì, ma potrebbe ripetersi il miracolo grazie al quale il precedente governo ha implementato le direttive comunitarie contro le discriminazioni sul lavoro basate sull’orientamento sessuale riservandosi il diritto di continuare a discriminare (per esempio, nelle forze dell’ordine). Il centrosinistra non sembra intenzionato a correggere la legge “Buttiglione”, perché nella classe politica italiana di centro trattino qualcosa rimane diffusa la convinzione che sia tollerabile continuare a discriminare dei cittadini in base al loro orientamento sessuale.
Mi pare sia giunto il momento di risintonizzare il “movimento gay” su un punto fondamentale, che, una volta chiarito, permette di mettere a fuoco ogni questione particolare legata ai diritti civili glbt:
in Italia è lecito discriminare in base all’orientamento sessuale?
Nel recente Odg di maggioranza, in cui il centrosinistra si è dato una scadenza entro la quale intende legiferare sulle coppie di fatto (31 gennaio 2007), è stata invocata la coerenza del governo e della maggioranza "con le numerose decisioni adottate dalla Corte Costituzionale in materia di non discriminazione di trattamento del convivente, nonché con gli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana [1], 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea [2], 1-2 del trattato che adotta una costituzione per l'Europa", ratificato dal parlamento italiano il 7 aprile 2005, Berlusconi presidente del Consiglio, Ciampi della Repubblica. “Non discriminare” mi pare sia ribadito in tutte le salse.
Perché allora continuare a discriminare?
L’UE ha inequivocabilmente bandito l’omofobia: tutte le istituzioni comunitarie sono dalla nostra parte. Inoltre, dopo alcuni mesi di stallo, è stato finalmente concesso all'associazione internazionale glbt ILGA-Europe lo status consultivo presso le Nazioni Unite, a pochi giorni di distanza da uno storica dichiarazione al Consiglio dei diritti dell’uomo contro le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale http://www.gay.tv/ita/magazine/we_like/ ... asp?i=3354.
Prima di intervenire presso quelle sedi per denunciare il caso italiano, credo sia giunto il momento di chiedere al nostro governo e ai nostri parlamentari come si possano conciliare affermazioni discriminanti con quanto scritto nell’art. 3 della nostra Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”.
Il tempo per superare le molte perplessità e per maturare un’opinione favorevole, caro Fassino, sta per scadere. O “tutti” significa “tutti” per tutti, indipendentemente dalle opinioni personali, oppure la Costituzione va corretta e l’UE ripudiata.
[1]
Art. 2
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
[2]
Articolo 21
Non discriminazione
1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali.
2. Nell'ambito d'applicazione del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull'Unione europea è vietata qualsiasi discriminazione fondata sulla cittadinanza, fatte salve le disposizioni particolari contenute nei trattati stessi.
[3]
Articolo I-1
Istituzione dell'Unione
1. Ispirata dalla volontà dei cittadini e degli Stati d'Europa di costruire un futuro comune, la presente Costituzione istituisce l'Unione europea, alla quale gli Stati membri attribuiscono competenze per conseguire i loro obiettivi comuni. L'Unione coordina le politiche degli Stati membri dirette al conseguimento di tali obiettivi ed esercita sulla base del modello comunitario le competenze che essi le attribuiscono.
2. L'Unione è aperta a tutti gli Stati europei che rispettano i suoi valori e si impegnano a promuoverli congiuntamente.
Articolo I-2
Valori dell'Unione
L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia,
dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a una minoranza. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.
- puledrovivace
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Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
Fra 40 post riponderà la AnakreonnA.
IIIIIIIIIIIIIIIIIIhhhhhhhhhhhhhhhhh
nitrito maschio e settentrionale
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
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> Sentiamo l'opinione del clone nonna Belarda.
> Fra 40 post riponderà la AnakreonnA.
Dire che sei ossessionato da Anakr è dire poco
Per me sei un innamorato deluso
Cmq nun te caga. Metteti il cuore in pace.
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
- puledrovivace
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Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
Tornatene a succere mazze di terroni e di negri incontinenti con la tua collega Marchy detta la scottex casa che più ne prende e più ne assorbe.
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
Neanche cinque minuti sono passati che subito la slabbrata emarginata sociale risponde piena di rabbia... Porella, mi fai tanta tanta tanta pena, dev'essere duro essere cacata zero da tutti, un'emarginata sociale per l'eternità...
- puledrovivace
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Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
Te invece hai sempre mani bocca e culo impegnati
X( X( X( X( X( X( X( X( X( X(
- neuropsichiatra
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- Iscritto il: mar dic 19, 2006 8:01 pm
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
Ah, beh di sicuro non fai un lavoro dove è necessaria la conoscenza dell'italiano... Fai la badante? La ciucciacazzi virtuale in cambio di ricariche telefoniche?
S L A B B R A T A
E M A R G I N A T A
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
Penserà che la "democrazia telematica" (quella che piace a Time) in Italia è una bufala.
E sorriderà; evidentemente c'è ancora bisogno di lui.
- il_succhiatore
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- Iscritto il: mer dic 20, 2006 11:22 am
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
variante passiva di sinistra della AnakreonnA
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
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> Almadell
>
> variante passiva di sinistra della AnakreonnA
Hai cambiato nick ma non monomania ;-(((((
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
variante passiva di sinistra della AnakreonnA"
- A noi vere passive infatti, piace moltissinmo fingerci maschie e attive per attirare nei nostri candidi boudoir altre passive come noi e poi strillare "scherzetto!" sventolando enormi falli di porcellana a doppia punta.
Un piacere senza pari, giuro-
A parte gli scherzi, io trovo offensivo usare il termine "passivo" come se fosse un insulto. E' quel genere di offesa che offende più chi la fa che chi la riceve.
Devo almeno avere un po' di confidenza per trovare la cosa divertente e non di pessimo gusto (io posso chiamare "negri" i miei amici di colore e loro possono chiamare me "rottinculo"; ma GUAI a farlo fuori dalla confidenza)
Ma con chi cazzo sto parlando? E perchè devo sempre sembrare serio? Non posso mandare a fare in culo la gente, come tutti?
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
Caro Almadell, se è questo il tuo problema, guarda che non sussiste: tu non dai l'impressione di essere sempre 'serio', nel senso 'riduttivo' del termine. Semmai sei educato. E, come lessi una volta in un romanzo, «non si guarisce mai da una buona educazione»...
Re: «Compagni gay non vi ho tradito», ma continuo a discrimi
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