Nella serata dell’11 marzo 2026, l’Assemblea nazionale del Senegal ha approvato la legge che raddoppia le pene per gli “atti contro natura”: le relazioni tra persone dello stesso sesso sono ora punibili con pene da 5 a 10 anni di carcere e multe fino a 10 milioni di franchi CFA (circa 15.000 euro).
Per entrare in vigore, il testo deve ora essere promulgato dal presidente della Repubblica, Bassirou Diomaye Faye.
La legge, fortemente voluta dal primo ministro Ousmane Sonko, non colpisce solo chi ha relazioni omosessuali. Introduce il reato di apologia: chiunque sostenga, promuova o finanzi attività riconducibili alla comunità LGBTIQ+ rischia fino a 7 anni di reclusione. Un perimetro punitivo abbastanza ampio da colpire attivisti, giornalisti, avvocati, operatori sanitari e ONG.
Il testo include anche una clausola che punisce chi denuncia falsamente qualcuno come omosessuale: un dettaglio che suona come un’ammissione implicita, la caccia all’uomo e la gogna rischiava di diventare ingestibile in un paese pervaso da una cultura omobitransfobica diffusa che induce parte della popolazione ad agitare lo stigma LGBTIQ+ come clava persecutoria verso persone indesiderate.
Cosa prevede la legge anti-LGBTIQ+ approvata in Senegal
- Carcere da 5 a 10 anni per gli atti definiti “contro natura” (in precedenza la pena massima era 5 anni)
- Multe da 2 a 10 milioni di franchi CFA (circa 3.000-15.000 euro), rispetto alla forchetta precedente di 100.000-1.500.000 franchi
- Pena massima obbligatoria se l’atto è commesso su un minore, senza possibilità per il giudice di scendere sotto il minimo di legge o concedere la sospensione condizionale
- Nuovo reato di “apologia” dell’omosessualità, punibile con 3-7 anni di reclusione che mette sottoscacco associazioni, ONG, attivist*.
- Punibilità estesa a chi finanzia o sostiene attività considerate come promozione dell’omosessualità
- Clausola contro le denunce false: chi accusa falsamente qualcuno di omosessualità è punibile per “denuncia abusiva in mala fede”

Questa legge non è arrivata dal nulla. Gay.it ne ha seguito l’escalation: dagli arresti di febbraio, alla gogna mediatica, alla strumentalizzazione di un’indagine internazionale sul traffico di minori per colpire le persone LGBTIQ+. Fuori dal parlamento oggi c’era Ababacar Mboup del collettivo And Samm Jikko Yi, che ha dichiarato che questa legge rappresenta “solo il 5% di un combattimento che sta appena cominciando”. And Samm Jikko Yi (“preserviamo i nostri valori” in lingua wolof) è un collettivo senegalese che da anni preme per la criminalizzazione dell’omosessualità, presentando memorandum alla presidenza e al governo. Ababacar Mboup, uno dei suoi esponenti più visibili, era fuori dal Parlamento stamattina. Ha commentato l’approvazione della legge definendola “solo il 5% della lotta che stiamo intraprendendo”.
Qui la petizione lanciata da All Out: Ferma la legge ANTI-LGBTIQ in Senegal >

