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che destino ha una coppia gay?

La genitorialità gay: finalmente un luogo dove confrontare esperienze di chi è gay ed ha avuto dei figli da una relazione precedente
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che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi kokusho » mar giu 14, 2011 11:16 pm

ciao a tutti!
leggevo sul forum tempo fa il commento di uno che mi ha fatto molto pensare. diceva che un gay e' destinato alla solitudine invecchiando, in quanto a differenza di una coppia etero, che finita l'intesa sessuale ha ancora validi motivi per rimanere unita (figli nipoti ecc) una gay, senza figli ne' altro, col passare del tempo si inaridira' inevitabilmente portando o alla rottura o all'inizio di "perversioni senili di coppia" come ad esempio andare con qualche prostituto piu' giovane.
premetto che io non ho mai avuto un ragazzo e che non ho idea di che tipo di intesa si crei con un uomo, anche se non vedo l'ora di scoprirlo, ma voi che invece avete piu esperienza cosa ne pensate?

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi Rivas » mer giu 15, 2011 2:16 pm

kokusho ha scritto: finita l'intesa sessuale ha ancora validi motivi per rimanere unita (figli nipoti ecc


Aspetta, lo vado a chiedere alla mia migliore amica che è divorziata con due figli e si lamenta di non trovare uno straccio di uomo che se la fili ora che lei ha 43 anni, sembra che gli altri divorziati infatti vogliano divertirsi come quando avevano 20 anni, mentre quelli che non si sono mai sposati sono appunto tali per qualche serio motivo e quindi infrequentabili...

Cosa dicevi sulla solitudine durante la vecchiaia?

Ah sì, ci sono i figli!

Che come è noto tendono a non lasciare mai soli i propri genitori quando sono in etá avanzata, infatti gli ospizi italiani sono tutti vuoti e vicini alla bancarotta...

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi Armos24 » gio giu 16, 2011 1:05 am

Credo che Rivas abbia detto tutto quello che si poteva dire.

Una conoscente di mia madre ha avuto dei problemi col marito dopo che il figlio è andato ad abitare da solo (mi pare lui avesse 23/24 anni). Andandosene aveva stravolto l'equilibrio che si era creato, o riempiva delle lacune a cui nessuno dei due genitori aveva fatto caso prima dell'assenza del figlio. Credo sia lo stesso principio per il quale preferisco uscire con tre conoscenti invece che con due: ci sono più argomenti di cui parlare e si creano meno silenzi.
Non so come funziona una coppia, né tanto meno una con figli (nonostante faccia parte di una famiglia, ma non sono io quello che l'ha tirata su), credo che i figli possano far parte di uno dei collanti che si creano tra chi li genera, per poi finire ad essere l'unico senza il quale non ci sarebbe più niente. Non parlo in senso assoluto, non credo sia per tutti così, e non so su quali basi, ma credo anche nelle coppie semi-eterne, quelle che durano per moltissimo tempo, quelle che di collanti non hanno bisogno perché sono una cosa sola.
Ora, a parte la melensità, il non avere figli potrebbe considerarsi come una prova che noi gay abbiamo imposta.
Per riassumere: un conto è svegliarsi la mattina e rendersi conto di quanto i figli servano da tappabuchi e un conto è svegliarsi una mattina e rendersi conto di quanto sia bello aver tirato su una famiglia con la persona che si amava e che si continua ad amare; anche se introdurre figli in una coppia vuol dire lo stesso cambiare l'equilibrio che si aveva per raggiungere un altro che poi sarà ribaltato per forza di cose.

Per lo stare da soli una volta distrutti tutti i collanti possibili ed immaginabili rimangono sempre gli amici. Ho notato che per stare dietro alla vita di coppia si preferisce sacrificare le amicizie; per quello che ho visto io nessuno è escluso da questo meccanismo, inconsciamente o meno che sia. Ci si ritrova, giustamente (?), a far ruotare tutto il nostro mondo intorno ad una singola persona.
L'esempio lampante ce l'ho con mia sorella di 23 anni: so per certo che se si dovesse sfogare/o che so io non avrebbe altri che il suo ragazzo.
Difficilmente ho visto adulti con amici intimi, è vero che non è facile trovarli, ma è anche facile lasciarli andare sempre in favore della coppia.

Non volevo scrivere così tanto, e roba così inutile, ma ho sonno e nell'ultimo discorso che ho scritto ho perso di vista cosa volevo dire, casomai ci tornerò sopra...

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi kokusho » gio giu 16, 2011 11:10 am

mi spaventa piu' che altro il fatto che statisticamente una coppia gay dura 2-3 anni. finche' si e' giovani puo' anche andare, morto un papa se ne fa un altro, ma una volta superati i 50 che si fa?

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi almadell » gio giu 16, 2011 12:42 pm

Come "che si fa superati i 50"? :)

Si esce coi propri coetanei, ovvio.
O coi 30enni a cui piacciono i 50enni
o con maturi 70enni: a seconda dei gusti.

L'importante è non deprimersi
(ma quello riesce benissimo
anche a vent'anni...)

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi HugeUnicum » gio giu 16, 2011 12:58 pm

kokusho ha scritto:ciao a tutti!
leggevo sul forum tempo fa il commento di uno che mi ha fatto molto pensare. diceva che un gay e' destinato alla solitudine invecchiando, in quanto a differenza di una coppia etero, che finita l'intesa sessuale ha ancora validi motivi per rimanere unita (figli nipoti ecc) una gay, senza figli ne' altro, col passare del tempo si inaridira' inevitabilmente portando o alla rottura o all'inizio di "perversioni senili di coppia" come ad esempio andare con qualche prostituto piu' giovane.
premetto che io non ho mai avuto un ragazzo e che non ho idea di che tipo di intesa si crei con un uomo, anche se non vedo l'ora di scoprirlo, ma voi che invece avete piu esperienza cosa ne pensate?


Cosa vogliamo fare, l'apologia del modello eterosessuale? La solitudine della vecchiaia e' un problema di tutti, al di la' dell'orientamento sessuale e del modello di nucleo familiare! Pensaci bene...
E adesso vi lascio all'esercito psicotico di cloni. In fondo, se non avesse la possibilita' di sfogarsi su questo cacatoio, il clonante sarebbe socialmente pericoloso. Che si faccia servizio sociale allora. Volontariato.

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi kokusho » gio giu 16, 2011 2:21 pm

non saprei, vedo i nonnini che fanno le nozze d'argento e anche quelle d'oro e mi domando se tra 2 uomini sia possibile che duri cosi' a lungo. cioe' li spero tanto, ma a pensarci non mi sembra cosi' automatico come per gli etero (al di la' del fatto che anche tra gli etero spesso non funziona, ma non li stavo idealizzando)

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi soledamore » gio giu 16, 2011 2:53 pm

Cominciamo a discutere dell'esistenza di una coppia gay reale, intanto.
Può considerarsi coppia gay una coppia omosessuale aperta? No, perchè antepone, proprio nel suo essere aperta, la soddisfazione libidica alla crescita interiore, che comporta una serie di responsabilità tra cui la fedeltà.
Può considerarsi fare coppia la "monogamia seriale"? Ovvero una serie di rapporti di coppia brevi che si susseguono uno dopo l'altro solo per ragioni libidiche? No, perché caratteristica della coppia monogamica è non solo la chiusura ma anche la durata.

Dunque se parliamo di destino del gay in quanto singolo, fuori dalla logica della coppia, il destino di solitudine e infelicità relativa si palesa una volta passati i favolosi vent'anni, già fra i 30enni e i 40enni. Fra questi, quelli che hanno disponibilità economiche, possono ancora contare su una vita sessuale soddisfacente, gli altri molto meno, perché nell'ambiente sei appetibile solo se sei giovane e bello. Se hai poi la sfortuna di non essere "esteticamente adeguato", persino da giovane essere gay e gaio sarà molto difficile, anche dopo aver risolto i problemi di identità di genere, di orientamento e di ruolo. Il termine "gay" potrebbe sembrare quasi una presa in giro, per le persone più sensibili e isolate.

Se parliamo del destino della coppia gay, è in fieri ma non roseo. Attualmente le coppie omosessuali di fatto, anche se sono costituite da individui che hanno raggiunto la serenità negli affetti e nella gestione della libido, non possono definirsi certamente felici. Manca il loro riconoscimento sociale, manca la tutela giuridica. Per i credenti manca il sacramento religioso.

Del resto, non si può avere tutto nella vita. E spesso è sufficiente la condizione stessa di essere umani a cagionare infelicità, a prescindere dall'orientamento. Se però ti identifichi totalmente con il tuo orientamento, non ti aiuti...
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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi Rivas » gio giu 16, 2011 2:57 pm

L'affiatamento e la complicitá tra due persone non ha orientamento sessuale.

Arriveranno anche alle nozze d'argento o d'oro, ma con quale tipo di rapporto?

Gioia? Indifferenza? Rassegnazione? Insofferenza? Odio?

Spesso gli schemi preconfezionati della tradizione etero che caratterizzano le generazioni di un tempo non lasciano trasparire quelle che sono le vere intenzioni di vita di chi vi si trova invischiato all'interno.

Una volta c'era molto piú spirito di sacrificio, soprattutto da parte delle donne. Tranquillizzati quindi perchè quando sarai canuto tu non vedrai cosí tante nozze d'oro e d'argento.

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi soledamore » gio giu 16, 2011 3:02 pm

kokusho ha scritto:non saprei, vedo i nonnini che fanno le nozze d'argento e anche quelle d'oro e mi domando se tra 2 uomini sia possibile che duri cosi' a lungo. cioe' li spero tanto, ma a pensarci non mi sembra cosi' automatico come per gli etero (al di la' del fatto che anche tra gli etero spesso non funziona, ma non li stavo idealizzando)


Concludendo, sì: la tua visione è molto lucida. E' molto, molto difficile che fra due gay una relazione duri così a lungo. Io conosco il caso di una coppia americana, appreso attraverso la rete. Che comunque non se la passava bene perché non aveva una legittimazione soddisfacente da parte della società. Perché a parte la grande difficoltà di onstaurare una relazione, non dico pluridecennale, ma almeno pluriennale fra due gay, vi è anche il fatto che questa relazione, in Italia, per esempio, giuridicamente e religiosamente non è riconosciuta.

Sicuramente anche fra gli etero la coppia talvolta non funziona, ma di fatto le nozze d'argento e le nozze d'oro sono al momento una loro esclusiva. Ed nel 99% dei casi, anche le "convivenze d'argento" e le "convivenze d'oro".

Quindi, tirando le somme, ha più probabilità un gay di essere infelice che un etero.
Poi molto dipende dalla maturità, dagli interessi, dalle esperienze, dal carattere del singolo.
Talvolta una splendida solitudine può essere una conquista per dedicarsi alle attività dello Spirito. Ma è un punto di vista non appetibile alla maggior parte dei membri della comunità glbtq.
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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi soledamore » gio giu 16, 2011 3:14 pm

Rivas ha scritto:L'affiatamento e la complicitá tra due persone non ha orientamento sessuale.

Arriveranno anche alle nozze d'argento o d'oro, ma con quale tipo di rapporto?



Io direi con tanta serenità, innanzitutto. Dopo decenni di convivenza con una persona godi dei suoi pregi, se ci sono, e persino dei suoi difetti: ti fanno compagnia.
Questa serenità poi spesso è affiancata da una grande gioia, se si ha attorno una bella discendenza di figli e nipotini.
Ho osservato molte coppie etero di questo genere. Davano l'impressione di una vita compiuta. La morte rientrava in una contingenza del tutto naturale, dato che alla vita e dalla vita avevano dato e avuto tutto quello che desideravano.
Uno stato simile, peraltro molto più raramente, l'ho riscontrato solo in quegli omosessuali che avessero creato qualcosa da lasciare all'umanità dopo la morte. Un capolavoro letterario, musicale o artistico in genere. Un'opera materiale o spirituale di qualsiasi tipo degna di considerazione per i posteri.
In molti omosessuali di una certa età, diciamo dai 40-50 in su (ma spesso anche dai 30), in mancanza di questo "lascito" per l'umanità, ho riscontrato il raggiungimento dell'equilibrio con l'accettazione serena di una fissazione femminile nel "transito di orientamento" e un ruolo esclusivamente passivo. Questo anche in relazione alla libido anale. Ho notato che quelli che scoprono in ritardo questo tipo di godimento, hanno maggiori difficoltà a viversi serenamente la fissazione femminile del transito di orientamento. Spesso la passivizzazione esplode in maniera violenta e si diventa la classica "baraccona" tanto disprezzata dal resto della comunità glbtq e anche da quella etero...ma ognuno ha i suoi tempi e i suoi modi, e sulla gestione di questi costruisce il proprio futuro :|
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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi Rivas » gio giu 16, 2011 5:27 pm

soledamore ha scritto:
Io direi con tanta serenità, innanzitutto. Dopo decenni di convivenza con una persona godi dei suoi pregi, se ci sono, e persino dei suoi difetti: ti fanno compagnia.
Questa serenità poi spesso è affiancata da una grande gioia, se si ha attorno una bella discendenza di figli e nipotini.
Ho osservato molte coppie etero di questo genere. Davano l'impressione di una vita compiuta. La morte rientrava in una contingenza del tutto naturale, dato che alla vita e dalla vita avevano dato e avuto tutto quello che desideravano.


Le osservo anche io le coppie etero, vedo ovviamente quelle che indichi, ma ci sono tante variazioni sul tema quante sono le coppie del pianeta.

Vedo a volte padri di famiglia che perdono la testa per donne sudamericane o dell'est europa e abbandonano la propria moglie e famiglia su due piedi.

Vedo mogli "parcheggiate" in casa dai mariti che vivono solamente la vita vissuta da Ridge e Brooke.

Vedo genitori e figli che non si parlano, vedo anziani lasciati da soli, vedo un sacco di situazioni che non basterebbe un libro per descriverle.

La famiglia del Mulino Bianco esiste, ma esistono molte, troppe varianti alla classica famigliola felice.

Una persona deve principalmente capire che tipo di famiglia, o di convivenza, o di rapporto di coppia vuole, e cercare di fare quello che puó per ottenerlo, con un po' di impegno ed un po' di fortuna.

Ma un ragazzo che parte pessimista sui rapporti gay arriverá solamente ad avere ció che teme maggiormente.

Non c'è cosa peggiore del convincersi che il mondo sia fatto solo in un modo per far
diventare il "proprio" mondo esattamente solo in quel modo.

Mantenere una mente aperta a tutte le possibilitá è l'unico modo per raggiungere obiettivi apparentemente irraggiungibili.

Si tratta di capire se, nella vita, si vuole essere ottimisti o pessimisti ad oltranza.

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi soledamore » ven giu 17, 2011 12:12 pm

Mah, io credo che non occorra essere né pessimisti né ottimisti ad oltranza, bensì ragionevoli. Statisticamente un etero ha molte più possibilità di costruire una coppia di lunga durata tispetto a un gay. Ma davvero molte di più, nonostante anche molte coppie etero si sfascino - il che dà un'idea ancora più pregnante di questa statistica:|
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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi almadell » ven giu 17, 2011 12:17 pm

Ma cosa c'è di male
se due persone che non si amano più si mollano?

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Re: che destino ha una coppia gay?

Messaggiodi soledamore » ven giu 17, 2011 1:22 pm

almadell ha scritto:Ma cosa c'è di male
se due persone che non si amano più si mollano?


Il fatto è che TROPPO SPESSO e TROPPO PRESTO due gay non si amano più e si mollano.
Posto che riescano a costruire un rapporto di coppia SERIO (quindi non aperta=due scopamici) :mrgreen: - cosa non affatto scontata.

Vien da pensare che i gay identifichino l'amore con il sesso, e quindi quando l'organo non tira più, si identifica l'evento con la fine dell'amore.

Molti amori non cominciano nemmeno, nel virtuale: si fermano alle classiche domande: sei attivo o passivo? (se sei dichiaratamente passivo non hai possibilità - e tutti dicono di essere attivi o al max versatili, mentendo); quanti anni hai? (se non rientri nel range non ti prendo nemmeno in considerazione); studi o lavori (se non mi puoi mantenere ma fisicamente mi attrai si scopa e basta)...altre domande?
Nel reale le cose non cambiano molto: se ci si attrare fisicamente e il luogo lo consente si scopa, non occorre nemmeno fare le tre domandine. Dopo che si è scopato al primo incontro, è molto difficile che nasca un rapporto. Anzi al contrario, è un modo per mettere una pietra sopra definitiva su quella persona o trasformarla, se davvero piace, in scopamico.
I rapporti nascono in ambienti reali, spesso non gay, se si è fortunati, dopo una lunga frequentazione e conoscenza. In media durano due o tre anni. Sono rapporti bellissimi, ma ahimé troppo effimeri. La monogamia seriale è sempre in agguato, perché più si va avanti più durano di meno.


Se vogliamo essere sinceri, credo che non occorra aggiungere altre pennellate al quadro dell'amore omosessuale nell'età contemporanea.

Le coppie etero, con tutti i loro difetti e fallimenti, sono davvero su un altro livello, siamo onesti!
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