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CATTOFOBIA

Dio è gay? E essere cattolici e gay è una contraddizione?

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CATTOFOBIA

Messaggiodi soledamore » ven ott 21, 2011 4:47 pm

E' veramente rivoltante che degli omosessuali cattolici debbano essere discriminati da altri omosessuali solo a causa della loro fede. Ho definito questo disdicevole e vergognoso atteggiamento "cattofobia". Un pregiudizio frutto dell'ideologia gaysta, che stabilisce in base a parametri politici pregiudiziali e vincolanti, pena l'esclusione, come debba essere il gay standard.

L'omosessuale cattolico vive una tripla discriminazione: la discriminazione che deriva dalla società eteronormativa, in quanto omosessuale, e giuridicamente non tutelato.
La discriminazione da parte della propria istituzione religiosa, che non riconosce la sua sessualità e la sua affettività, inscrivendola esclusivamente nel registro del peccato.
E infine la discriminazione più vile e vergognosa, quella ad opera di altri omosessuali, che riversano nei suoi confronti la frustrazione di non avere i diritti a causa di una classe dirigente inadeguata e di responsabilità personali nella gestione decennale di metodi rivendicazionisti evidentemente inefficaci. Quest'ultima discriminazione rientra nel fenomeno delle endo-omofobie, ovvero tutte quelle intolleranze e quei pregiudizi che nutrono i gay nei confronti del mondo glbtqie.

Ho deciso perciò di aprire questo spazio per chiunque voglia discutere questi temi in maniera serena e senza paraocchi. E' ora che anche gli omosessuali cattolici facciano sentire la loro voce, sia all'interno della comunità che all'esterno.
Senza fallo, non c'è orgasmo.
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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi almadell » ven ott 21, 2011 6:00 pm

Povero Vendola, chissà quanto ne soffre! :D

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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi cerbero47 » ven ott 21, 2011 10:22 pm

Mi pare normale che ci sia una sorta di antipatia nei confronti degli omosessuali cattolici. "Omosessuale cattolico" è un'espressione che non sta né in cielo né in terra, come si suol dire. Il cattolicesimo, è notorio, avversa fortemente l'omosessualità, per cui un omosessuale che si dice cattolico è uno che probabilmente non ha ben capito cosa significhi davvero essere cattolico (posto che non ci siano dubbi su cosa significhi essere omosessuali). In ogni caso, si può oggettivamente constatare la grande incoerenza di tali persone. Sarebbe come se un ebreo si dicesse nazista, mutatis mutandis. Insomma, un po' di sale in zucca basterebbe per eliminare il termine di troppo dall'ossimorico accostamento "omosessuale cattolico". Non si può essere omosessuali e cattolici senza peccare (è proprio il caso di dirlo) di incoerenza e dimostrare uno spirito di abnegazione che sfora nell'autolesionismo più becero.


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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi Frustadeglistupidi » sab ott 22, 2011 4:56 am

cerbero47 ha scritto:Mi pare normale che ci sia una sorta di antipatia nei confronti degli omosessuali cattolici. "Omosessuale cattolico" è un'espressione che non sta né in cielo né in terra, come si suol dire. Il cattolicesimo, è notorio, avversa fortemente l'omosessualità, per cui un omosessuale che si dice cattolico è uno che probabilmente non ha ben capito cosa significhi davvero essere cattolico (posto che non ci siano dubbi su cosa significhi essere omosessuali). In ogni caso, si può oggettivamente constatare la grande incoerenza di tali persone. Sarebbe come se un ebreo si dicesse nazista, mutatis mutandis. Insomma, un po' di sale in zucca basterebbe per eliminare il termine di troppo dall'ossimorico accostamento "omosessuale cattolico". Non si può essere omosessuali e cattolici senza peccare (è proprio il caso di dirlo) di incoerenza e dimostrare uno spirito di abnegazione che sfora nell'autolesionismo più becero.


Be' ma che c'entra scusa? Uno può essere cattolico e peccatore, purché si penta e si faccia assolvere dal prete addetto. La religione riguarda la credenza in un dio, l'omosessualità riguarda il desiderio di far l'amore con un essere umano del medesimo sesso. Del resto la religione cattolica condanna anche gli atti eterosessuali quando siano esterni al matrimonio consacrato, ma non per questo chi li compia non può essere considerato cattolico. Semmai è un considerato un cattolico peccatore, ma la Chiesa ha sempre insegnato che tutti gli uomini, chi più chi meno papi compresi, sono peccatori, se non altro perché nascono tutti contaminati dal peccato originale.
Forse tu confondi l'essere omosessuale con il rivendicare l'omosessualità come non-peccato (come fa Soledamore), che è evidentemente una posizione ideologica contraria all'insegnamento cattolico e quindi condannata dalla Chiesa.
Quindi è possibile essere omosessuali e cattolici, purché si riconosca di incorrere nel peccato quando si desideri fare l'amore con uno dello stesso sesso e ancor più quando realmente lo si faccia.

PS: Nazista significa semplicemente nazionalsocialista e benché storicamente il nazismo sia stato anti-ebraico, perché nato in Germania, nulla impedisce che si possa avere anche un nazismo ebraico. Infatti certi partiti dell'estrema destra israeliana hanno posizioni molto simili a quelle del nazismo tedesco: basta sostituire <tedesco> con <ebraico> ed <ebraico> con <arabo> :wink:


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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi nixos » sab ott 22, 2011 11:13 am

ci sono pure gli ebrei fascisti...
non ti dico che fine hanno fatto...
ebrei fascisti, o cattolici gay: martiri incompresi o... semplicemente incredibilmente stupidi ?

un ebreo fascista aveva un'attività redditizia, in principio per un successo dovuto a lui, mussolini fece raccogliere gli onori da un "italiano" perché non stava bene dare un'onoreficenza ad un ebreo... poi lo destituì dal suo incarico di prestigio e profittevole, infine ordinò che fosse ucciso...

questo ebreo fascista tentò in ogni modo di farsi accettare da mussolini, persino proponendo di abiurare le sue origini: le sue tradizioni, convertirsi al cattolicesimo, e ripudiare il proprio cognome... ma mussolini lo ignorò... trovarono questo ebreo che si nascondeva in un abitazione con nome e cognome falso... e gli spararono ammazzandolo.

sì cara, i cattolici gay esistono, come anche gli ebrei fascisti...
dopotutto non tutti gli esseri umani sono sufficientemente intelligenti da non farsi del male e dal non fare del male alle persone vicine a loro.

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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi soledamore » sab ott 22, 2011 3:07 pm

Un vero ebreo non ripudia mai il suo essere ebreo. Diciamo che dalla descrizione sembrerebbe trattarsi di un ebreo che ripudiò la sua religione e la sua cultura per aderire al fascismo. Certo per dare credibilità a questo caso singolare occorrerebbe una fonte. Altrimenti potrei affermare anche che esisteva un ebreo nazista :D

Ad ogni buo conto io sono cattolico e omosessuale. Secondo la dottrina attuale io sarei peccatore ogni volta che do alla mia omoaffettività uno sbocco sessuale. Ma sono convinto che per Gesù non lo sono, anzi sono più puro di un adultero etero. Infatti io vivo un rapporto affettivo esclusivo con la persona che amo e Gesù non ha mai condannato l'amore secondo il genere.

Quindi, su un piano metafisico, secondo il Vangelo, non mi sento un peccatore. Perché non c'è nessun passo del Vangelo che stabilisca che un uomo non debba giacere nello stesso letto con un altro uomo e perché anche teologi di vaglia hanno stabilito il precetto: ama e fa quel che vuoi (dilige et quod vis fac, S. Agostino).

Su un piano teologico la dottrina ufficiale della Chiesa cattolica mi accoglie come persona ma mi condanna come peccatore. Il problema pertanto sorge quando rompo la prescrizione della castità e mi vivo gli aspetti sessuali della mia relazione. Fortunatamente la sessualità non è l'aspetto sul quale è incentrato il rapporto con il mio compagno, ma solo un complemento di questo rapporto. Tuttavia è inutile negare che questo aspetto fa la differenza fra una semplice amicizia, anche se molto intima, e un rapporto di coppia vera e proprio. Per questo io e il mio compagno lottiamo perchè ci sia un cambiamento, nella dottrina, sul modo di considerare l'amore omosessuale.

Su un piano politico combatto la mia battaglia per i diritti omosessuali, perché voglio che ogni coppia monogamica chiusa sia considerata allo stesso livelo civile, a prescindere dagli orientamenti dei componenti. Quindi la mia battaglia si articola sia contro lo stato utaliano, sia contro lo stato vaticano.
Senza fallo, non c'è orgasmo.
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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi cerbero47 » sab ott 22, 2011 5:34 pm

Frustadeglistupidi ha scritto:Be' ma che c'entra scusa? Uno può essere cattolico e peccatore, purché si penta e si faccia assolvere dal prete addetto.


Certo, come un medico può decidere di arrecare nocumento ai propri pazienti e un poliziotto può decidere di commettere crimini al posto di sventarli. È appunto una questione di coerenza e intelligenza. Non si può essere coerentemente medici e malfattori, poliziotti e criminali, omosessuali e cattolici.

La religione riguarda la credenza in un dio, l'omosessualità riguarda il desiderio di far l'amore con un essere umano del medesimo sesso.


La religione riguarda la credenza in un dio come la salute riguarda bere tanto e dormire otto ore al giorno. Non si può ridurre tutto alla mera credenza in una divinità, altrimenti non ci sarebbero tutte le diverse (e tra loro antagoniste) religioni che esistono. Essere cattolici è molto più che credere in dio. Il cattolicesimo è una religione dogmatica e, come tale, è necessario (sottolineo necessario) abbracciare tutti i dogmi di fede, per potersi dire cattolici. Ed è anche necessario abbracciare la visione della Chiesa Cattolica, che è essa stessa la depositaria unica del vero messaggio evangelico.

Del resto la religione cattolica condanna anche gli atti eterosessuali quando siano esterni al matrimonio consacrato, ma non per questo chi li compia non può essere considerato cattolico.


E si ritorna al discorso di prima, con gli esempi di medici poliziotti e così via. Non è una questione di incompatibilità vitale, ma di inconciliabilità morale. Quando ho scritto "non si può", non intendevo certamente dire che "non è fisicamente possibile" essere cattolici e omosessuali, ma che non lo è alla luce di determinati valori che stanno alla base dell'etica. Primo tra tutti la coerenza.

Semmai è un considerato un cattolico peccatore, ma la Chiesa ha sempre insegnato che tutti gli uomini, chi più chi meno papi compresi, sono peccatori, se non altro perché nascono tutti contaminati dal peccato originale.


Questa non è una giustificazione valida. Come è vero che la Chiesa considera tutti peccatori a priori, è vero pure che essa esorta tutti a rispettare certi dettami imposti dall'alto. È sciocco dirsi cattolici se già la propria tendenza sessuale, che è parte di noi e non è alienabile in modo naturale, tende a portarci lontano da quei dettami.

Forse tu confondi l'essere omosessuale con il rivendicare l'omosessualità come non-peccato (come fa Soledamore), che è evidentemente una posizione ideologica contraria all'insegnamento cattolico e quindi condannata dalla Chiesa.


No, sei tu che confondi l'essere cattolico con la mera credenza in un dio. Non è così semplice.

Quindi è possibile essere omosessuali e cattolici, purché si riconosca di incorrere nel peccato quando si desideri fare l'amore con uno dello stesso sesso e ancor più quando realmente lo si faccia.


Non è possibile dirsi omosessuali e cattolici per quanto già detto in precedenza. A meno che uno voglia privarsi del vantaggio naturale della coerenza, cosa che ciascuno di noi è libero di fare, con le disastrose conseguenze del caso.

PS: Nazista significa semplicemente nazionalsocialista e benché storicamente il nazismo sia stato anti-ebraico, perché nato in Germania, nulla impedisce che si possa avere anche un nazismo ebraico. Infatti certi partiti dell'estrema destra israeliana hanno posizioni molto simili a quelle del nazismo tedesco: basta sostituire <tedesco> con <ebraico> ed <ebraico> con <arabo> :wink:


E infatti io non ho detto che è impossibile che ci siano ebrei nazisti, ma semplicemente che è impossibile conciliare le due cose in un'unica valutazione morale che possa dirsi consistente.

soledamore ha scritto:Quindi, su un piano metafisico, secondo il Vangelo, non mi sento un peccatore. Perché non c'è nessun passo del Vangelo che stabilisca che un uomo non debba giacere nello stesso letto con un altro uomo e perché anche teologi di vaglia hanno stabilito il precetto: ama e fa quel che vuoi (dilige et quod vis fac, S. Agostino).


La tua è una scelta del tutto arbitraria, non una considerazione oggettiva. Il fatto che il Vangelo e, in generale, tutto il messaggio neotestamentario non condanni l'omosessualità è solo frutto di una libera interpretazione. Una piuttosto forzata, credo personalmente. Non è forse vero che la legge o, meglio, la Legge (con l'iniziale maiuscola) è data dalla tradizione veterotestamentaria? E non è forse vero che nel Vangelo si legge che Cristo non è venuto per abolire quella legge? No, anzi, tutto il contrario, è venuto per darne compimento, come si legge in Matteo 5-17! Quindi, in conclusione, possiamo facilmente affermare che anche il messaggio evangelico, essendo una riproposizione edulcorata di quello veterotestamentario, condanna l'omosessualità.


Sinceramente, da persona atea, mi viene da fare la seguente considerazione. Se uno si dice cattolico, è perché sicuramente riconosce alla religione cattolica una certa validità culturale o filosofica o morale o tutte queste cose insieme e magari anche altre. Il cattolicesimo, però, avversa l'omosessualità, e questo è indubbio. Essere cattolici significa essere parte di una comunità che accetta in toto determinati messaggi, determinati valori, una dottrina molto poco flessibile e ancorata ad antiche credenze. Tutto più che legittimo, non lo contesto. Perché, allora, si vuole a tutti i costi far parte di questa comunità, se si sa già in partenza che non si riuscirà a rispettare quei valori? Non è questa una grande mancanza di rispetto nei confronti del messaggio biblico e, di conseguenza, del volere divino? Non sarebbe molto più coerente e fattibile trovarsi una religione diversa, che sia davvero in linea con i propri princìpi morali? Il problema è che molte persone pensano che essere cattolici sia l'unico modo che esista per approcciarsi con il divino, come se soltanto la Chiesa Cattolica avesse l'esclusiva capacità di compiere questa intermediazione, ammesso che di un'intermediazione ci sia davvero bisogno. Sappiate, invece, che è possibile dirsi credenti e non cattolici. E non è così scontata la cosa, perché io stesso, fino a qualche anno fa - e come me tantissime persone - non sapevo di poter non credere, perché l'unica realtà che mi era stata insegnata era quella del cattolicesimo.


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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi Frustadeglistupidi » dom ott 23, 2011 3:53 pm

cerbero47 ha scritto:
Frustadeglistupidi ha scritto:Be' ma che c'entra scusa? Uno può essere cattolico e peccatore, purché si penta e si faccia assolvere dal prete addetto.


Certo, come un medico può decidere di arrecare nocumento ai propri pazienti e un poliziotto può decidere di commettere crimini al posto di sventarli. È appunto una questione di coerenza e intelligenza. Non si può essere coerentemente medici e malfattori, poliziotti e criminali, omosessuali e cattolici.


Mi sembra che il paragone non c'entri niente.... anche perché non è un obbligo essere cattolici.

cerbero47 ha scritto:
Frustadeglistupidi ha scritto:La religione riguarda la credenza in un dio, l'omosessualità riguarda il desiderio di far l'amore con un essere umano del medesimo sesso.

La religione riguarda la credenza in un dio come la salute riguarda bere tanto e dormire otto ore al giorno. Non si può ridurre tutto alla mera credenza in una divinità, altrimenti non ci sarebbero tutte le diverse (e tra loro antagoniste) religioni che esistono. Essere cattolici è molto più che credere in dio. Il cattolicesimo è una religione dogmatica e, come tale, è necessario (sottolineo necessario) abbracciare tutti i dogmi di fede, per potersi dire cattolici. Ed è anche necessario abbracciare la visione della Chiesa Cattolica, che è essa stessa la depositaria unica del vero messaggio evangelico.


Ovvio che credere in un dio implica, specialmente nelle religioni rivelate, l'obbedienza a regole etiche, ma però non implica anche che religione ed etica siano la stessa cosa. Si può credere in un dio e quindi essere fedeli di quel dio (nella specie cattolici) anche se si violano i precetti etici della religione. Certamente questa violazione implica un'ira divina ed una punizione più o meno grave (purgatorio o inferno nella specie cattolica), ma non implica sempre e necessariamente un'esclusione dalla condizione di fedele di quel dio.
Altrimenti qualunque dio avrebbe ben pochi fedeli :mrgreen:

cerbero47 ha scritto:
Frustadeglistupidi ha scritto:Del resto la religione cattolica condanna anche gli atti eterosessuali quando siano esterni al matrimonio consacrato, ma non per questo chi li compia non può essere considerato cattolico.


E si ritorna al discorso di prima, con gli esempi di medici poliziotti e così via. Non è una questione di incompatibilità vitale, ma di inconciliabilità morale. Quando ho scritto "non si può", non intendevo certamente dire che "non è fisicamente possibile" essere cattolici e omosessuali, ma che non lo è alla luce di determinati valori che stanno alla base dell'etica. Primo tra tutti la coerenza.


Ma la dottrina cattolica non condanna l'omosessuale in sé, inteso come uomo che abbia desideri omoerotici, quali ne siano le cause, bensì condanna l'uomo che pratica atti omosessuali. Ed anche questi può comunque pentirsi, confessarsi ed essere assolto dal peccato. Il problema è quindi ideologico, non pratico. Non è l'atto omosessuale in sé, come non è l'atto eterossessuale compiuto fuori del matrimonio consacrato, che esclude dalla comunione cattolica, ma bensì la posizione ideologica che neghi il peccato d'omosessualità e rifiuti quindi il magistero dottrinale della Chiesa in materia di morale. Questo vale anche per tutti gli altri peccati, a parte quelli che implichino una scomunica ipso facto. Ma anche in questi casi è poi sempre possibile il pentimento e l'assoluzione e quindi il reintegro nella Chiesa.

cerbero47 ha scritto:
Frustadeglistupidi ha scritto:Semmai è un considerato un cattolico peccatore, ma la Chiesa ha sempre insegnato che tutti gli uomini, chi più chi meno papi compresi, sono peccatori, se non altro perché nascono tutti contaminati dal peccato originale.

Questa non è una giustificazione valida. Come è vero che la Chiesa considera tutti peccatori a priori, è vero pure che essa esorta tutti a rispettare certi dettami imposti dall'alto. È sciocco dirsi cattolici se già la propria tendenza sessuale, che è parte di noi e non è alienabile in modo naturale, tende a portarci lontano da quei dettami.


Boh, questo vale per te, ma non necessariamente per altri. Comunque io non ho detto che sia bello o brutto, giusto o ingiusto, opportuno o inopportuno. Ho detto solo che l'essere omosessuali non impedisce per sé di essere cattolici. Se poi si praticano atti omosessuali, si è cattolici peccatori, come del resto accade se si praticano atti eterosessuali fuori del matrimonio, anche se il peccato <contro natura> è ovviamente considerato più grave. Per non essere considerati cattolici addirittura a causa di una scomunica ipso facto, è invece necessario il rifiuto della dottrina morale della Chiesa in materia di dogmi o di morale. A rigore anche un eterosessuale non può essere considerato cattolico se rifiuta la dottrina della Chiesa sull'omosessualità. Al contrario l'omosessuale che comunque riconosca di essere nel peccato se compia tali atti <contro natura>, rimane pienamente cattolico e se li compie realmente diventa sì un cattolico peccatore, ma rimane un cattolico.
A tale proposito ti ricordo che il cardinale Newman, benché la sua relazione con il suo amico del cuore fosse stata chiaramente omoerotica, è stato recentemente beatificato sulla base del fatto che era stata casta (indipendentemente dal fatto che la castità fosse vera o no).

cerbero47 ha scritto:
Frustadeglistupidi ha scritto:Forse tu confondi l'essere omosessuale con il rivendicare l'omosessualità come non-peccato (come fa Soledamore), che è evidentemente una posizione ideologica contraria all'insegnamento cattolico e quindi condannata dalla Chiesa.


No, sei tu che confondi l'essere cattolico con la mera credenza in un dio. Non è così semplice.


Infatti non è così semplice.... sei tu che riduci tutto a <o omosessuale o cattolico>. Questo non è vero secondo la dottrina cattolica. Che poi sia umanamente giusto o no è un'altra questione.


cerbero47 ha scritto:
Frustadeglistupidi ha scritto:Quindi è possibile essere omosessuali e cattolici, purché si riconosca di incorrere nel peccato quando si desideri fare l'amore con uno dello stesso sesso e ancor più quando realmente lo si faccia.


Non è possibile dirsi omosessuali e cattolici per quanto già detto in precedenza. A meno che uno voglia privarsi del vantaggio naturale della coerenza, cosa che ciascuno di noi è libero di fare, con le disastrose conseguenze del caso.


E' possibile dirsi omosessuali e cattolici per quanto già detto in precedenza :wink:
Per quanto riguarda la coerenza, francamente mi sembri più papista del papa.... :roll: e in ogni caso non è in questione la coerenza della dottrina cattolica, ma quello che essa insegna!!

cerbero47 ha scritto:
Frustadeglistupidi ha scritto:PS: Nazista significa semplicemente nazionalsocialista e benché storicamente il nazismo sia stato anti-ebraico, perché nato in Germania, nulla impedisce che si possa avere anche un nazismo ebraico. Infatti certi partiti dell'estrema destra israeliana hanno posizioni molto simili a quelle del nazismo tedesco: basta sostituire <tedesco> con <ebraico> ed <ebraico> con <arabo> :wink:


E infatti io non ho detto che è impossibile che ci siano ebrei nazisti, ma semplicemente che è impossibile conciliare le due cose in un'unica valutazione morale che possa dirsi consistente.


Ma scusa, non vedo che contraddizione ci sia tra l'essere nazionalsocialista (questo significa nazista) ed ebreo. Un ebreo in Israele può essere comodamente nazionalsocialista, cioè rivendicare un socialismo fondato sulla nazione ebraica presente in Palestina. Del resto è quello che già fanno alcuni partiti della destra estrema.
Certo un ebreo non sarebbe potuto essere senza contraddizione nazionalsocialista in Germania almeno fino ai tempi di Hitler, visto che l'identità nazionale tedesca fu costruita anche contro l'identità ebraica, per l'influsso del cristianesimo che riteneva quello ebreo un popolo deicida e comunque estraneo alla cultura europea cristiana.
Ma la Germania di Hitler non esaurisce l'universo :mrgreen: e tanto meno credo che l'esaurisca per un ebreo di oggi....

cerbero47 ha scritto:
soledamore ha scritto:Quindi, su un piano metafisico, secondo il Vangelo, non mi sento un peccatore. Perché non c'è nessun passo del Vangelo che stabilisca che un uomo non debba giacere nello stesso letto con un altro uomo e perché anche teologi di vaglia hanno stabilito il precetto: ama e fa quel che vuoi (dilige et quod vis fac, S. Agostino).


La tua è una scelta del tutto arbitraria, non una considerazione oggettiva. Il fatto che il Vangelo e, in generale, tutto il messaggio neotestamentario non condanni l'omosessualità è solo frutto di una libera interpretazione. Una piuttosto forzata, credo personalmente.


Effettivamente nei Vangeli non si parla di omosessualità e tanto meno la si condanna. La prima condanna (ammesso e non concesso che i Vangeli riportino esattamente la parola di Cristo) è di Paolo di Tarso. Quindi non si tratta di libera interpretazione, ma di evidenza testuale. Semmai è una libera interpretazione evincerne la condanna.... Del resto dai Vangeli emerge un Cristo più asessuato (fatevi eunuchi per il regno dei cieli) che eterosessuale. Probabilmente non avrebbe approvato una sessualità omosessuale, ma evidentemente condannò anche quella eterosessuale almeno se non strettamente procreativa. In questo credo che la Chiesa cattolica sia abbastanza aderente al messaggio di Cristo (almeno come riportato nei Vangeli), anzi forse è anche troppo lassa, dato che non prescrive ai cattolici di diventare eunuchi per andare in paradiso 8)

cerbero47 ha scritto:Perché, allora, si vuole a tutti i costi far parte di questa comunità, se si sa già in partenza che non si riuscirà a rispettare quei valori?


Scusa ma tu che ne sai? Probabilmente ci sono molti omosessuali cattolici che si astengono dal sesso omosessuale per non cadere in peccato e se ci cadono, corrono poi a confessarsi per essere assolti. Certo è un po' scomodo, me se uno crede in Cristo e nalla sua chiesa, se crede che lì sia <la via, la verità e la vita>, mi sembra anche coerente che sacrifichi la sua sessualità terrena per salvarsi l'anima in eterno. Del resto lo stesso deve fare un eterosessuale che si senta la voglia di scopare con tutte le donne che incontra, senza essere canonicamente sposato con loro: astenersi o cadere in peccato e quindi pentirsi. Si tratta in fondo di una scelta di priorità, che tu puoi non condividere (ed io sono d'accordo con te), ma che non è contraddittoria (anzi) come tu vorresti farla passare, date ovviamente per vere certe premesse, che cioè Cristo sia un dio, che la Chiesa cattolica sia la sua chiesa, che ne interpreti fedelmente la parola, che abbia le chiavi del Paradiso ecc.

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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi hcetoib » dom ott 23, 2011 6:18 pm

@ soledamore:

"E' veramente rivoltante che degli omosessuali cattolici debbano essere discriminati da altri omosessuali solo a causa della loro fede."

no è la tua religione ad essere rivoltante e ancor di più chi , pur venendo discriminato dalla stessa continua a farne parte e a sostenerla rendendosi implicitamente complice (oltre all'omertà pedofila ) dei suoi stessi aguzzini...se non è masochismo questo....


"Ho definito questo disdicevole e vergognoso atteggiamento "cattofobia"".

Allora sono fieramente cattofobico o meglio stupidofobico!


"Un pregiudizio frutto dell'ideologia gaysta, che stabilisce in base a parametri politici pregiudiziali e vincolanti, pena l'esclusione, come debba essere il gay standard" .

ideologia gaysta che esiste solo nella tua testolina e in quella di qualche altro tuo correligionario.


"La discriminazione da parte della propria istituzione religiosa, che non riconosce la sua sessualità e la sua affettività, inscrivendola esclusivamente nel registro del peccato."

E quindi? mica ti ho obbligato io a far parte della multinazionale della pedofilia...puoi benissimo uscirne in ogni momento.

"E infine la discriminazione più vile e vergognosa, quella ad opera di altri omosessuali, che riversano nei suoi confronti la frustrazione di non avere i diritti a causa di una classe dirigente inadeguata e di responsabilità personali nella gestione decennale di metodi rivendicazionisti evidentemente inefficaci."

e no caro....io vi ostracizzo perchè voi siete parte del nostro male. Anche se esistessero i diritti, almeno da parte mia, l'ostracismo nei vostri confronti continuerebbe, ostracismo che nutro e nei vostri confronti e nei confronti di tutti quei sub-omuncoli che appoggiano sette razziste e via dicendo.

"Quest'ultima discriminazione rientra nel fenomeno delle endo-omofobie, ovvero tutte quelle intolleranze e quei pregiudizi che nutrono i gay nei confronti del mondo glbtqie"
Non si tratta di PREgiudizi bensì di giudizi basati su fatti : appoggi chi mi e ti discrimina? bene , oltre ad una notevole dose di masochismo sei anche mio nemico e per questo ti combatto.

"Ho deciso perciò di aprire questo spazio per chiunque voglia discutere questi temi in maniera serena e senza paraocchi."
i paraocchi , di solito, li portano i tuoi correligionari.

" E' ora che anche gli omosessuali cattolici facciano sentire la loro voce, sia all'interno della comunità che all'esterno."
no i cattolici già blaterano troppo.

Ridicolo tu e il tuo ragazzo frocio represso

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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi cerbero47 » lun ott 24, 2011 11:29 am

Frustadeglistupidi ha scritto:Mi sembra che il paragone non c'entri niente.... anche perché non è un obbligo essere cattolici.


E infatti non è obbligatorio neanche essere medici né poliziotti. :lol:

Ovvio che credere in un dio implica, specialmente nelle religioni rivelate, l'obbedienza a regole etiche, ma però non implica anche che religione ed etica siano la stessa cosa. Si può credere in un dio e quindi essere fedeli di quel dio (nella specie cattolici) anche se si violano i precetti etici della religione. Certamente questa violazione implica un'ira divina ed una punizione più o meno grave (purgatorio o inferno nella specie cattolica), ma non implica sempre e necessariamente un'esclusione dalla condizione di fedele di quel dio.
Altrimenti qualunque dio avrebbe ben pochi fedeli :mrgreen:


Questo ragionamento è egoistico e senza senso. Un medico può certamente essere tale e violare il cosiddetto giuramento di ippocrate. Ma se sa già in partenza che lo violerà, non è un atto di grande ipocrisia e incoerenza essere medico lo stesso? Ovviamente sì.

Ma la dottrina cattolica non condanna l'omosessuale in sé, inteso come uomo che abbia desideri omoerotici, quali ne siano le cause, bensì condanna l'uomo che pratica atti omosessuali. Ed anche questi può comunque pentirsi, confessarsi ed essere assolto dal peccato. Il problema è quindi ideologico, non pratico. Non è l'atto omosessuale in sé, come non è l'atto eterossessuale compiuto fuori del matrimonio consacrato, che esclude dalla comunione cattolica, ma bensì la posizione ideologica che neghi il peccato d'omosessualità e rifiuti quindi il magistero dottrinale della Chiesa in materia di morale. Questo vale anche per tutti gli altri peccati, a parte quelli che implichino una scomunica ipso facto. Ma anche in questi casi è poi sempre possibile il pentimento e l'assoluzione e quindi il reintegro nella Chiesa.


Il problema non solo è ideologico, ma, anzi, soprattutto pratico, proprio perché è la pratica omosessuale (cioè l'atto sessuale) a essere messo in discussione. Un omosessuale cattolico vive un eterno conflitto interiore che si procura da sé, come un autolesionista si procura da sé la ferita e il dolore. È un cercare a tutti i costi una condizione di instabilità e frustrazione. "Sono omosessuale, voglio fare sesso con gli uomini, perché questo è quello che sono e quello che mi dice la mia natura di uomo. Non posso scegliere altrimenti, senza farmi una violenza. Decido anche di essere cattolico, sapendo che questo mi impedirà di esprimere la mia persona in toto, anche nella sessualità oppure sapendo in anticipo che violerò puntualmente la dottrina che fingo di rispettare." In ogni caso, si configura un corto circuito morale, che inevitabilmente porta l'omosessuale cattolico all'infelicità o perché non abbastanza cattolico (e quindi attivo sessualmente) o perché sessualmente represso. O magari, la cosa più frequente, il cattolico omosessuale sta bene, perché non ha il minimo rispetto per la propria religione, e continua a violarne i precetti fregandosene altamente della coerenza. La cosa non ha il minimo senso.

Boh, questo vale per te, ma non necessariamente per altri. Comunque io non ho detto che sia bello o brutto, giusto o ingiusto, opportuno o inopportuno. Ho detto solo che l'essere omosessuali non impedisce per sé di essere cattolici. Se poi si praticano atti omosessuali, si è cattolici peccatori, come del resto accade se si praticano atti eterosessuali fuori del matrimonio, anche se il peccato <contro natura> è ovviamente considerato più grave. Per non essere considerati cattolici addirittura a causa di una scomunica ipso facto, è invece necessario il rifiuto della dottrina morale della Chiesa in materia di dogmi o di morale. A rigore anche un eterosessuale non può essere considerato cattolico se rifiuta la dottrina della Chiesa sull'omosessualità. Al contrario l'omosessuale che comunque riconosca di essere nel peccato se compia tali atti <contro natura>, rimane pienamente cattolico e se li compie realmente diventa sì un cattolico peccatore, ma rimane un cattolico.
A tale proposito ti ricordo che il cardinale Newman, benché la sua relazione con il suo amico del cuore fosse stata chiaramente omoerotica, è stato recentemente beatificato sulla base del fatto che era stata casta (indipendentemente dal fatto che la castità fosse vera o no).


Che grande atto di misericordia! Se invece si fossero succhiati l'uccello a vicenda, apriti cielo, tutti giù all'inferno. Come hai giustamente sottolineato tu, praticare atti omosessuali è già di per sé un peccato e addirittura è considerata una cosa contro natura, cioè un abominio, una cosa immonda, per riprendere alcuni termini di derivazione veterotestamentaria. E questo è tutto l'amore che la Chiesa Cattolica dimostra nei confronti degli omosessuali? Ma io, da gay, mi vergognerei come un ladro a dire alla società di far parte di un'istituzione omofoba. Ti ricordo che tanti sono stati i movimenti di odio contro i gay promossi direttamente o indirettamente dai cattolici. Uno degli ultimi è il divieto alle famiglie omosessuali di entrare a far parte della Consulta per la famiglia del Comune di Bologna. C'è il preciso intento, da parte dei cattolici, di emarginare ed escludere omosessuali e simpatizzanti. E questo è un dato di fatto. Non avere una posizione ferma contro tali discriminazioni e anzi accettarle dall'interno (della Chiesa Cattolica come istituzione) è una vergogna, soprattutto per chi è gay.

Infatti non è così semplice.... sei tu che riduci tutto a <o omosessuale o cattolico>. Questo non è vero secondo la dottrina cattolica. Che poi sia umanamente giusto o no è un'altra questione.


E come puoi pensare che io mi rifaccia alla dottrina cattolica, per stabilire cosa sia giusto o no!? Non mi importa se per la dottrina cattolica sia giusto o no essere cattolici e omosessuali. Quello che so per certo, e che dovrebbe sapere chiunque sia un minimo informato, è che il cattolicesimo avversa fortemente l'omosessualità, per cui un omosessuale farebbe bene a prendere le distanze da questa religione odiosa e omofoba.

E' possibile dirsi omosessuali e cattolici per quanto già detto in precedenza :wink:
Per quanto riguarda la coerenza, francamente mi sembri più papista del papa.... :roll: e in ogni caso non è in questione la coerenza della dottrina cattolica, ma quello che essa insegna!!


La coerenza è una virtù di pochi. E non parlo della coerenza dei cattolici, che l'hanno persa secoli e secoli or sono, ma la coerenza delle persone laiche in generale. Evidentemente hai un concetto tutto distorto di coerenza, se riesci a conciliare cattolicesimo e omosessualità. Ti sei forse scordato dei centri di riabilitazione sessuale, quelli in cui i froci vanno lì per essere trasformati in perfetti eterosessuali cattolici?

Ma scusa, non vedo che contraddizione ci sia tra l'essere nazionalsocialista (questo significa nazista) ed ebreo. Un ebreo in Israele può essere comodamente nazionalsocialista, cioè rivendicare un socialismo fondato sulla nazione ebraica presente in Palestina. Del resto è quello che già fanno alcuni partiti della destra estrema.
Certo un ebreo non sarebbe potuto essere senza contraddizione nazionalsocialista in Germania almeno fino ai tempi di Hitler, visto che l'identità nazionale tedesca fu costruita anche contro l'identità ebraica, per l'influsso del cristianesimo che riteneva quello ebreo un popolo deicida e comunque estraneo alla cultura europea cristiana.
Ma la Germania di Hitler non esaurisce l'universo :mrgreen: e tanto meno credo che l'esaurisca per un ebreo di oggi....


Ed è evidente che con il termine nazismo mi riferissi al movimento di odio razzista sviluppatosi in Germania mezzo secolo fa. Non fare lo gnorri.

Effettivamente nei Vangeli non si parla di omosessualità e tanto meno la si condanna. La prima condanna (ammesso e non concesso che i Vangeli riportino esattamente la parola di Cristo) è di Paolo di Tarso. Quindi non si tratta di libera interpretazione, ma di evidenza testuale. Semmai è una libera interpretazione evincerne la condanna.... Del resto dai Vangeli emerge un Cristo più asessuato (fatevi eunuchi per il regno dei cieli) che eterosessuale. Probabilmente non avrebbe approvato una sessualità omosessuale, ma evidentemente condannò anche quella eterosessuale almeno se non strettamente procreativa. In questo credo che la Chiesa cattolica sia abbastanza aderente al messaggio di Cristo (almeno come riportato nei Vangeli), anzi forse è anche troppo lassa, dato che non prescrive ai cattolici di diventare eunuchi per andare in paradiso 8)


Hai appunto evidenziato una delle innumerevoli posizioni di incoerenza della Chiesa Cattolica. Tu stesso poi ti sei reso conto del fatto che le scritture condannino l'omosessualità, non capisco perché continui a voler chiudere gli occhi davanti all'evidenza. Non ci sto molto a citarti i passi in cui si parla di condanna a morte per un uomo che fa sesso con un altro uomo. E ricordiamoci che quei testi sono ancora usati, oggi, dalla Chiesa Cattolica, per formulare la dottrina così com'è scritta nel Catechismo. Questo per dire che non sono testi ormai dimenticati e messi da parte, tutt'altro.

Scusa ma tu che ne sai? Probabilmente ci sono molti omosessuali cattolici che si astengono dal sesso omosessuale per non cadere in peccato e se ci cadono, corrono poi a confessarsi per essere assolti. Certo è un po' scomodo, me se uno crede in Cristo e nalla sua chiesa, se crede che lì sia <la via, la verità e la vita>, mi sembra anche coerente che sacrifichi la sua sessualità terrena per salvarsi l'anima in eterno. Del resto lo stesso deve fare un eterosessuale che si senta la voglia di scopare con tutte le donne che incontra, senza essere canonicamente sposato con loro: astenersi o cadere in peccato e quindi pentirsi. Si tratta in fondo di una scelta di priorità, che tu puoi non condividere (ed io sono d'accordo con te), ma che non è contraddittoria (anzi) come tu vorresti farla passare, date ovviamente per vere certe premesse, che cioè Cristo sia un dio, che la Chiesa cattolica sia la sua chiesa, che ne interpreti fedelmente la parola, che abbia le chiavi del Paradiso ecc.


Ah, non è contraddittorio volersi scopare un bel ragazzo, consenziente, e autoimporsi la castità? Ma dai, non essere ridicolo.

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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi soledamore » lun ott 24, 2011 4:29 pm

hcetoib ha scritto:"no è la tua religione ad essere rivoltante e ancor di più chi , pur venendo discriminato dalla stessa continua a farne parte e a sostenerla rendendosi implicitamente complice (oltre all'omertà pedofila ) dei suoi stessi aguzzini...se non è masochismo questo....

Allora sono fieramente cattofobico o meglio stupidofobico!"

No, sei semplicemente stupido! Il cristianesimo è rivoltante solo per coloro il cui unico scopo è la soddisfazione sessuale e la rinuncia ad ogni legge morale. Insomma, fra gli omosessuali, il cristianesimo è denigrato dagli adoratori del pene, che si proclamano atei ma che poi si confessano nelle dark room.

"ideologia gaysta che esiste solo nella tua testolina e in quella di qualche altro tuo correligionario"

l'ideologia gaysta esiste ed è quella che vuole imporre un modello di omosessualità basato unicamente sulla soddisfazione libidica. Il suo programma potrebbe sintetizzarsi nello slogan: "più uccelli per tutti" oppure "forza bigolo". :lol:



"E quindi? mica ti ho obbligato io a far parte della multinazionale della pedofilia...puoi benissimo uscirne in ogni momento"

La Chiesa ha denunciato recentemente e coraggiosamente la piaga della pedofilia. Anche i preti sono uomini, non santi. E' veramente da idioti adoperare l'argomento della pedofilia per delegittimare una religione e i suoi fedeli.

"e no caro....io vi ostracizzo perchè voi siete parte del nostro male. Anche se esistessero i diritti, almeno da parte mia, l'ostracismo nei vostri confronti continuerebbe, ostracismo che nutro e nei vostri confronti e nei confronti di tutti quei sub-omuncoli che appoggiano sette razziste e via dicendo"

Parte del tuo male? La causa del tuo male sei te stesso, oltre ai politici che voti, che grazie a te conquistano la poltrona per poi negarti i diritti. Vuoi crogiolarti nel fallocentrismo più immorale? Fallo, esiste il libero arbitrio. Ma se da ateo ti dà così fastidio il giudizio dei credenti, evidentemente ti senti in colpa, e lo dimostra la tua coda di paglia. Il subomuncolo sei tu, che credi che il tuo ano sia il centro dell'universo e tutti i peni debbano girarvi intorno come stelle malate per poi precipitare nel buco nero che rappresenta. Nessun razzismo: la chiesa accoglie gli omosessuali, purchè riconoscano il loro peccato. Tuttavia bisogna combattere perchè la Chiesa accetti la sessualità come manifestazione che corona l'omoaffettività, come avviene per l'eteroaffettività. L'attegiamento di gay come te, che deturpano con la loro libidine insaziabile ogni tentativo di accreditare l'amore omosessuale come degno di essere regolato da un sacramento, è l'ostacolo maggiore all'accettazione dell'identità omosessuale da parte della Chiesa.


Ridicolo tu e il tuo ragazzo frocio represso

Il mio ragazzo non è un frocio represso, ma come ti permetti? E' un ex etero, cattolico, che grazie al rapporto che ha con me sta scoprendo la sua dimensione omo, in senso affettivo e sessuale. Quindi al momento è bicurious. Tu invece sei solo l'ennesimo, ributtante ratto partorito dall'ideologia gaysta. Ritorna nella tua fogna, squallidissimo falloiatra, uso a fuggire la luce della legge morale, che attacca gli omosessuali cattolici solo per giustificare la sua insaziabile bramosia sessuale. Mi fai ribrezzo.
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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi soledamore » lun ott 24, 2011 4:51 pm

@ Frusta, ti consiglio di lasciar perdere il troll gaysta "cerbero" alias "hceotoib" alias "Meursault". Gli omosessuali cattolici esistono e sono numerosi e orgogliosi di esserlo. Non c'è nessuna contraddizione. E alcuni hanno anche un peso politico che il movimento glbtqie non può evitare di prendere in considerazione, se veramente il suo scopo è ottenere i diritti (basti pensare a Niki Vendola, la cui militanza e il cui impegno per una nuova idea di sinistra, dimostra che non è vero che tutti gli omosessuali cattolici sono di destra e reazionari, come vorrebbero far credere i gaysti).

Un unico appunto alle risposte obiettive ed equilibrate che hai dato al troll: esiste anche un cattolicesimo dissidente, per cui non è necessario credere ciecamente a tutti i dogmi che il cattolicesimo ha imposto sul cristianesimo originario. Un cattolico dissidente, quale io ritengo di essere, combatte per una teologia più "scientifica", ovvero affinché certi dogmi siano sottoposti al principio di falsificazione, secondo il magistrale insegnamento di Popper, salvando alcuni principi fondamentali che sono insindacabili perché fanno parte del nucleo genuino della Fede e che distinguono la teologia da una qualsiasi disciplina scientifica. Inoltre il cattolicesimo dissidente combatte per depaulizzare il Nuovo Testamento dall'omofobia saulina. Le famigerate "Lettere di S. Paolo" dovrebbero essere escluse dal canone neotestamentario, così come, nella Bibbia finalmente cristiana, diovrebbe essere espunto ogni riferimento omofobico veterotestamentario.
Per questo il cattolicesimo dissidente auspica una renovatio della Teologia della Liberazione.
Ma questi sono discorsi troppo alti per essere sporcati dalla cattofobia di un troll pieno di risentimento, che usa i preti come capro espiatorio della sua condizione esistenziale evidentemente poco desiderabile.
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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi soledamore » lun ott 24, 2011 5:08 pm

La fiera delle bestialità del troll gaysta (nel virgolettato) e le confutazioni dei suoi vaneggiamenti cattofobi (in corsivo).

"Il problema non solo è ideologico, ma, anzi, soprattutto pratico, proprio perché è la pratica omosessuale (cioè l'atto sessuale) a essere messo in discussione. Un omosessuale cattolico vive un eterno conflitto interiore che si procura da sé, come un autolesionista si procura da sé la ferita e il dolore. È un cercare a tutti i costi una condizione di instabilità e frustrazione."

Questo conflitto è tipico degli omosessuali cattolici repressi. Il cattolicesimo, per ogni omosessuale, è solo una prova. Egli porta la sua diversità come croce. Ma è grazie alla sofferenza di questa croce che la sua parola acquista un nuovo significato, aprendo la strada ad una nuova visione dell'omosessualità, ovvero la visione sacramentale, in cui essa esprime tutta la sua ricchezza come amore.



"Sono omosessuale, voglio fare sesso con gli uomini, perché questo è quello che sono e quello che mi dice la mia natura di uomo. Non posso scegliere altrimenti, senza farmi una violenza. Decido anche di essere cattolico, sapendo che questo mi impedirà di esprimere la mia persona in toto, anche nella sessualità oppure sapendo in anticipo che violerò puntualmente la dottrina che fingo di rispettare."

La tua natura di uomo ti dice di essere eterosessuale e procreare. L'omosessualità è una scelta culturale, fatta disponendo dello strumento del libero arbitrio, ma che non viene riconosciuta come tale perchè spesso prevalgono fattori psicologici e libidici. Non si nasce omosessuali, lo si diventa. La scelta della contronaturalità è una scelta culturale.



"In ogni caso, si configura un corto circuito morale, che inevitabilmente porta l'omosessuale cattolico all'infelicità o perché non abbastanza cattolico (e quindi attivo sessualmente) o perché sessualmente represso. O magari, la cosa più frequente, il cattolico omosessuale sta bene, perché non ha il minimo rispetto per la propria religione, e continua a violarne i precetti fregandosene altamente della coerenza. La cosa non ha il minimo senso."


Nessun circuito morale: tutti i cattolici dovrebbero essere infelici per sempre, quando commettono un peccato, secondo il tuo ragionamento vizioso. Perché un omosessuale cattolico viva serenamente e anche con gioia la sua fede e la sua scelta, occorrono due semplici cose: 1) non fare della soddisfazione sessuale il fulcro della sua identità
2) confessarsi dopo aver peccato. Questo secondo la dottrina cattolica vigente. Peraltro combattuta da noi cattolici dissidenti che pretendiamo il riconoscimento sacramentale dell'omosessualità, così come avviene per l'eterosessualità.
Senza fallo, non c'è orgasmo.
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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi cerbero47 » lun ott 24, 2011 11:26 pm

soledamore ha scritto:Questo conflitto è tipico degli omosessuali cattolici repressi. Il cattolicesimo, per ogni omosessuale, è solo una prova. Egli porta la sua diversità come croce. Ma è grazie alla sofferenza di questa croce che la sua parola acquista un nuovo significato, aprendo la strada ad una nuova visione dell'omosessualità, ovvero la visione sacramentale, in cui essa esprime tutta la sua ricchezza come amore.


Ne parli come se il cattolicesimo fosse una condizione naturale, una cosa che tutti devono accettare e portarsi dietro per tutta la vita, sin dalla nascita. In realtà è il contrario. Il cattolicesimo è una scelta contro natura (sì, così imparano i bigotti cattolici a usare quest'espressione a sproposito), perché vìola l'essenza di una persona, si permette di sindacare sulla intimità sessuale di fedeli e infedeli. Perché non ti pianti un chiodo nelle palle, già che ci sei, così potrai dire di avere un'altra croce, che non porti sulle spalle, ma sulle palle? No perché stando al tuo ragionamento, uno più soffre, più si avvicina a dio. Se vuoi una mano, porto martello e chiodi.

La tua natura di uomo ti dice di essere eterosessuale e procreare. L'omosessualità è una scelta culturale, fatta disponendo dello strumento del libero arbitrio, ma che non viene riconosciuta come tale perchè spesso prevalgono fattori psicologici e libidici. Non si nasce omosessuali, lo si diventa. La scelta della contronaturalità è una scelta culturale.


L'omosessualità è una scelta? Ma quanto sei represso, mi dispiace per te. Sei stato indottrinato talmente tanto sin da piccolo, che ormai avrai il cervello pieno di quelle cazzate da chierichetto; uguali per tutti, tra l'altro, perché le pecore devono essere tutte uguali, altrimenti il gregge è più difficile da condurre. Sei talmente represso, che tu stesso credi di essere contro natura. Ma ormai la scienza ce lo dice da secoli, che l'omosessualità esiste anche tra gli animali, che i nostri condizionamenti socio-culturali non ce li hanno.

Nessun circuito morale: tutti i cattolici dovrebbero essere infelici per sempre, quando commettono un peccato, secondo il tuo ragionamento vizioso. Perché un omosessuale cattolico viva serenamente e anche con gioia la sua fede e la sua scelta, occorrono due semplici cose: 1) non fare della soddisfazione sessuale il fulcro della sua identità
2) confessarsi dopo aver peccato. Questo secondo la dottrina cattolica vigente. Peraltro combattuta da noi cattolici dissidenti che pretendiamo il riconoscimento sacramentale dell'omosessualità, così come avviene per l'eterosessualità.


Tu, ignorantello di quart'ordine, non sai neanche cosa significhi essere cattolico. E anzi, sono più cattolico io, da ateo, di quanto non lo sia tu. Perché almeno io conosco la dottrina, dal momento che l'ho studiata davvero, e ne riconosco la valenza socio-culturale. Tu sembri uno di quei trogloditi pedobattezzati, indottrinati con ore e ore di catechismo, indotti a credere negli amici immaginari e ormai talmente invischiati nella merda che ti hanno costretto a ingoiare, da aver cominciato a produrla tu stesso per gli altri. Che pena, anzi, che compassione, come direbbero i tuoi amici pseudomisericordiosi. E non sei autorizzato a sentirti offeso, perché compassione è proprio il termine che usano i tuoi cattoamici per riferirsi alla disgrazia dell'omosessualità. Ma cosa sto a fare qui a dirti che la Chiesa Cattolica si è manifestamente opposta alla Dichiarazione sui diritti umani, l'orientamento sessuale e l'identità di genere all'ONU, in cui si spingeva per la depenalizzazione del reato di omosessualità in quegli stati dove non solo fare sesso omosessuale è reato, ma persino essere omosessuale prevede condanne severissime, come la condanna a morte (e di ragazzi impiccati in Iran, ultimamente, se ne sente quasi tutti i giorni). Questa è l'associazione a delinquere di cui fai fieramente parte tu. Vergognati. Per la tua ignoranza e per la tua connivenza, vergognati.

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Re: CATTOFOBIA

Messaggiodi soledamore » mar ott 25, 2011 11:29 am

cerbero47 ha scritto: Ne parli come se il cattolicesimo fosse una condizione naturale, una cosa che tutti devono accettare e portarsi dietro per tutta la vita, sin dalla nascita. In realtà è il contrario. Il cattolicesimo è una scelta contro natura... Perché non ti pianti un chiodo nelle palle, già che ci sei, così potrai dire di avere un'altra croce, che non porti sulle spalle, ma sulle palle? No perché stando al tuo ragionamento, uno più soffre, più si avvicina a dio. Se vuoi una mano, porto martello e chiodi.


L'omosessualità è una scelta contronatura, nel senso che è un fatto culturale totale. Anche il cattolicesimo, inteso come dottrina, è contronaturale, nel senso che è un fatto culturale. Solo la fede è naturale. Un'istinto insito nell'essere umano. Le tue parole dunque non suscitano nessuno scandalo. Semplicemente, da ignorante quale sei, ignori appunto la differenza fra naturalità, contronaturalità, soprannaturalità e cultura.
I chiodi nei testicoli e alte pratiche simili fanno parte del tuo immaginario sadomasochista. Stai proiettando, come al solito, in modo morboso, la tua parafilìa sulla religione cattolica.



cerbero47 ha scritto:
L'omosessualità è una scelta? Ma quanto sei represso, mi dispiace per te. Sei stato indottrinato talmente tanto sin da piccolo, che ormai avrai il cervello pieno di quelle cazzate da chierichetto; uguali per tutti, tra l'altro, perché le pecore devono essere tutte uguali, altrimenti il gregge è più difficile da condurre. Sei talmente represso, che tu stesso credi di essere contro natura. Ma ormai la scienza ce lo dice da secoli, che l'omosessualità esiste anche tra gli animali, che i nostri condizionamenti socio-culturali non ce li hanno.


Non sono per nulla represso. Sei tu che non hai idea di cosa sia il libero arbitrio. Nessuno mi ha indottrinato, ho approfondito da solo delle questioni teologiche e filosofiche che mi avvincevano. Quanto siete patetici, o denigratori dei fondamenti del cattolicesimo, privi di un minimo di preparazione culturale! Voi che vi proclamate atei senza avere idea di cosa sia l'ateismo!
Tu odi Dio perché ti senti giudicato da Lui quando ti presti ad una fellatio di uno sconosciuto, e non accetti questa cosa, perché sei naturalmente consapevole della tua lascivia. I tuoi sensi di colpa di cattolico irrisolto si tramutano in odio e denigri altri cattolici risolti perché vorresti vivere senza un ordine morale.


cerbero47 ha scritto:

Tu, ignorantello di quart'ordine, non sai neanche cosa significhi essere cattolico. E anzi, sono più cattolico io, da ateo, di quanto non lo sia tu. Perché almeno io conosco la dottrina, dal momento che l'ho studiata davvero, e ne riconosco la valenza socio-culturale...Ma cosa sto a fare qui a dirti che la Chiesa Cattolica si è manifestamente opposta alla Dichiarazione sui diritti umani, l'orientamento sessuale e l'identità di genere all'ONU, in cui si spingeva per la depenalizzazione del reato di omosessualità in quegli stati dove non solo fare sesso omosessuale è reato, ma persino essere omosessuale prevede condanne severissime, come la condanna a morte (e di ragazzi impiccati in Iran, ultimamente, se ne sente quasi tutti i giorni). Questa è l'associazione a delinquere di cui fai fieramente parte tu. Vergognati. Per la tua ignoranza e per la tua connivenza, vergognati.


Non avevo dubbi che fossi il solito cattolico represso che si proclama (o proclamava) ateo per suggere in piena libertà i peni di sconosciuti nelle dark room, nelle saune o nei parchi! Riconosci la valenza socio-culturale del cattolicesimo, ma non accetti il suo ordine morale, perché la tua omosessualità non ha una dimensione affettiva, bensì è solo volgare fallocentrismo. Lasciamo perdere la Chiesa come istituzione politica: io non devo vergognarmi proprio di niente, sono un cattolico dissidente, quindi valuto molto criticamente la funzione e il valore socio-politico del cattolicesimo. Inoltre, se gli omosessuali vengono impiccati in Iran, è perchè c'è un regime teocratico che strumentalizza il Corano per la sua politica di repressione, così come ha fatto la Chiesa cattolica in altri tempi con la Bibbia. Ma io credo in Gesù, non nella Bibbia in sé o nel Cattolicesimo istituzionale. La tua fede cristiana può essere rivolta solo nei confronti dell'evangelo, il resto è sottoposto al vaglio della conoscenza e della critica, compresa la Bibbia non evangelica, facendo parte dell'ambito naturale, ovvero quello umano, non dell'ambito soprannaturale, che è quello divino.
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