I soliti idioti a Sanremo
- soledamore
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Re: I soliti idioti a Sanremo
Sii sincera, anche con te stessa, Frusta: la stragrande maggioranza dei gay schecca.
O si reprime per non scheccare, ripudiando con tutte le forze le muliebri inclinazioni.
Ma poi il birignao frocesco represso esplode quando meno ce lo si aspetta. E il barbuto che si vende nei siti d'incontro o di cazzeggio come virilissimo Ercole, in pose fotografiche che vorrebbero essere classicamente statuarie, te lo ritrovi con il polso snodabile mentre agita ad un party la sua parrucca bionda, sculettando come la più volgare delle baldracche.
I gay che non scheccano li si trova solo in qualche romanzo o nei film. E' l'arte dunque che mistifica la reale rappresentazione che il gay dà di se. Nella vita di tutti i giorni questa rappresentazione non si può nascondere, e si manifesta in maniera impietosa.
Il concetto di gay radar si basa proprio su questo: la propensione che si ha ad individuare l'omosessualità di uno sconosciuto attraverso uno schecchìo spesso inconsapevole.
Le stesse pasionarie del coming out e dell'outing sono quelle che non hanno bisogno di dichiarare nulla perché la loro effeminatezza è evidente, e proprio per questo vorrebbero sputtanare a tutti i costi, vendicandosi meschinamente, coloro in cui essa non è evidente, costringendoli a dichiararsi.
Certo, ci sono sempre le eccezioni e non bisogna generalizzare. Infatti ciò che ho scritto sopra è semplicemente la regola
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Re: I soliti idioti a Sanremo
La cosa che dà più fastidio in assoluto è il gay che cerca di travestirsi da maschio, adottando i peggiori stereotipi etero d'antan: trascuratezza, barba, peli, cattivo odore (crede ancora che i maschi veri non si lavino o profumino). Poi apre la bocca e ti ritrovi la voce di Marilyn Monroe. O comincia a camminare e scopri che dentro si sente Carla Bruni. Questo tipo di gay quando scopre il godimento anale spesso ha problemi d'identità di genere, e divenuta ormai signorina di mezz'età, e zitella, agogna l'operazione risolutiva fuori tempo massimo. Decisamente patetico.
Meglio allora scheccare allegramente subito, senza infingimenti, sin da quando si è donzelle piene di malriposte speranze. Mai venire a compromessi con la propria natura.
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Re: I soliti idioti a Sanremo
soledamore ha scritto:Non arrampicarti sugli specchi con i tuoi sofismi ricalcati sulle cattive traduzioni dei dialoghi socratici letti durante l'ora di filosofia.
Sii sincera, anche con te stessa, Frusta: la stragrande maggioranza dei gay schecca.
Le cattive traduzioni sono quelle che fai tu e non solo dal greco platonico....
Forse, se tu rompessi il vetro dello specchio nel quale è riflessa la tua immagine e insieme infrangessi il vetro del televisore che ti propone la rappresentazione fallace del più triviale immaginario omofobo sull'omoerotismo, forse
Re: I soliti idioti a Sanremo
soledamore ha scritto: la stragrande maggioranza dei gay schecca.
Io ho fatto sesso (ed ho avuto relazioni) con tanti "etero" (che evidentemente tanto etero non erano) che non scheccavano affatto.
E poi vai in Olanda o in Danimarca. Troverei l'esatto opposto di quello che affermi tu. La stragrande maggioranza dei gay non schecca. Le checche sono una piccola minoranza e sono malviste da tutti.
Una parte di quella forza che vuole costantemente il Male e opera costantemente il Bene.
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Re: I soliti idioti a Sanremo
Per scheccare non occorre essere una sfranta: lo schecchìo ha varie gradazioni, che vanno dal sedere leggermente gallinaceo nell'andatura e dal polso un po' lasco, alle reincarnazioni di Mina e Marilyn. Per scheccare può essere sufficiente avere un'erre moscia o una esse blesa, una determinata gradazione nella dilatazione delle pupille o un modo particolare di inarcare le sopracciglia o accavallare le gambe. E questo riguarda solo lo schecchìo somatico, quello che non sfugge ad un gay radar ben calibrato. Poi c'è lo schecchìo sonoro, che è in relazione alla pronuncia delle consonanti e delle vocali, e al tono della voce, che spesso è più acuta rispetto al tono maschile standard, di un'ottava circa. Ancora c'è lo schecchio estetico: il modo di vestirsi o semplicemente di portare un capo d'abbigliamento. Infine c'è lo schecchìo culturale: gusti musicali o letterarii.
Nessun gay sfugge allo schecchìo. Per questo il coming out spesso sfonda una porta aperta, anche se molti gay non consapevoli del loro schecchìo credono di fare chi sa quale rivelazione
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Re: I soliti idioti a Sanremo
Il nazional popolare non fa per me.
Solo Soledamore poteva tirar fuori da quattro cazzate dette in tv un papiello esistenziale sulla condizione omosessuale.
Comunque gag inoffensiva e brutta.Troppo milanese direi pure.Un Iphone da queste parti non è che si vede in mano a tutti.
Re: I soliti idioti a Sanremo
si attanaglia molto più a te
infatti è tipico delle checche fare i fotomontaggi con personaggi vestiti da donna
anzi e tipico delle checchissime ovvero delle sfrante ahahahhahahaha
Re: I soliti idioti a Sanremo
zella ha scritto:perfy no ti offendere ma secondo me il ritratto sopra
si attanaglia molto più a te
infatti è tipico delle checche fare i fotomontaggi con personaggi vestiti da donna
anzi e tipico delle checchissime ovvero delle sfrante ahahahhahahaha
ti sbagli carA...la ritratta ufficialessa della perfy2 è questA:
checchissima ma anche strega perfida

Cerco inoltre un padrone cui possa fare da zerbina mentre guarda la tv: come ricompensa mi accontenterò di fargli da leccapiedi di scarsa qualità.
Re: I soliti idioti a Sanremo
soledamore ha scritto:Infatti, W.oland, stiamo parlando di gay, non di etero. Ovvio che gli etero non scheccano, ci mancherebbe altro: perderebbero tutto il loro investimento libidico da parte dei gay che li adorano.
"Etero" che la prendono nel didietro con gioia, ti baciano sulla bocca, fanno i 69, ti supplicano di non lasciarli, non so quanto siano realmente etero.
Però non scheccano
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Re: I soliti idioti a Sanremo
1) gay che non si accettano come tali, e magari si costringono al ruolo attivo per accentuare la parvenza di mascolinità cui pure li costringe la Natura in base al corredo cromosomico.
2) fantasmi sui quali alcuni gay proiettano la loro libido. Coincidono con molti protagonisti dei film porno, precisamente quelli che fanno la parte dello "straight", ma in realtà non esistono.
Gli etero che hanno rapporti con omosessuali sono altra cosa. E' facile individuarli, perché non rivesteranno mai un ruolo passivo. La loro prostata è tabuizzata e anche il godimento ad essa riferito. Poi ci sono i queer, che non accettano né il modello eteronormativo, né quello omonormativo. Questi sono i tre grandi gruppi maschili (rispetto all'identità di genere) in cui è coinvolto il comportamento omosessuale.
La notizia buona è che non c'è nulla di male in tutto questo!
Anche se i gay, per una serie di ragioni che non posso sviscerare qui, sono quelli dei tre gruppi i più effeminati e i più caratterizzati dalla passive attitude, questo non è un giudizio di valore.
Dovete liberarvi dei pregiudizi che avete nei confronti dell'effeminatezza e della passività. Sono residui di omofobia interiorizzata. E questi pregiudizi sono tipici del mondo gay, fra l'altro.
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