"Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
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"Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
Anch'io nel periodo dell'adolescenza ho provato vergogna della mia condizione a Foggia e come la sfortunata protagonista di questa storia ho pensato tantissime volte al suicidio.
Ho speso quasi tutta la mia adolescenza a pensare di farla finita, e non è bello che a quell'età dovrebbe solo pensare a divertirsi e coltivare sogni, si trovi invece a coltivare il sogno della morte.
Oggi sono una persona serena ed equilibrata e volgio lasciare un messaggio di speranza a tutti coloro che come me ed Elena hanno sofferto a causa dell'indifffrenza e superbia della gente.
Elena pregherò per la salvezza della tua anima stasera.
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"Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
..tutto è scritto nero su bianco........
...quando si finirà di assistere a queste morti inutili, a vite assassinate per il pregiudizio becero......
.......a genitori che non amano....
..a una comunità indifferente alla vita perché pensa che il giusto sta solo da una parte.....
..a non vedere la sofferenza delle persone....
...a pensare che ci sono persone ammalate perché si comportano diversamente......
io non ho parole e quelle poche che ho scritto non so neanch'io perché le ho scritte.
Aladim
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Re: "Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
honeyboy ha scritto:io vivo in una grande citta del nord e non so cosa significhi essere discriminato fino a questo punto, pur essendomi dichiarato. solo il fatto di avere avuto il coraggio di vivere la loro storia d'amore apertamento gli fa merito nche se purtroppo le cose sono sfociate nella piu terribile delle tragedie. le persone come me probabilmente non sanno quanto siano fortunate, con una grande citta che dopottutto le protegge (anche se i pericoli magari sono altri). l'ignoranza uccide qualsiasi forma di espressione ma, purtroppo, questa volta ha fatto danni peggiori. sono vicino ad alessandra ma perlomeno spero che la morte di elena non sia stata vana. loveforfree@hotmail.it
Chiacchiere da frocetti terzomondisti. Io vivo a Londra. Più di 300 lesbiche. Essere lesbiche non significa un cazzo in questa città. La tua provenienza scompare tra la folla. Conta solo quello che sei
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"Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
Mi faccio questa domanda perché a Londra, per esempio, vengono denunciati due crimini legati all'odio nei confronti dei gay al giorno (gay hate crimes) come potete leggere a questo link:
http://findarticles.com/p/articles/mi_q ... _n16495001
e alle volte si tratta di omicidi..
Agghiacciante.
Auguro a tutti coloro che sono perseguitati a causa del loro orientamento sessuale dovunque sia (a scuola, sul lavoro, in famiglia, nella vita in genere) di avere la forza di non arrendersi, di continuare a combattere per l'affermazione della propria dignità, la fortuna di trovare dei testimoni solidali e il coraggio di rendere nota la loro condizione di sofferenza: a mio parere è solo sconfiggendo il silenzio, l'omertà e l'indifferenza, che quasi sempre avvolgono e rendono possibili queste situazioni che si potrà sperare in giorni migliori
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"Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
fare della tua vita
soomn tremendi ankela voglia
di farla finita intutti i sensi. se qualcuno vorra contattarmi per faRE ANKE SOLO AMICIZIA E PARLARE contattatemi tranquillamente ciao
delizia75@hotmail.it
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"Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
Storie come queste ne ascolto e continuerò a sentirne di: acqua benedetta lanciata sulle porte di casa, figli tolti dalle suocere, fughe notturne con zaini pieni e portafogli vuoti...
Fuggire non è sempre la soluzione migliore visto che la rabbia e l'incomprenzione del comportamento dei familiari ti segue, anzi ti perseguita se non sei abbastanza forte e fortunata a trovare chi ti dà una mano.
Nel territorio sono dislocati centri di "accoglienza" per donne e uomini in difficoltà.. gestiti da volontari che come elena e alessandra sono stati abbandonati dalle rispettive famiglie
il cui unico obbiettivo è di far credere di essere isolati e diversi.
L'unica cosa che ripeto sempre è: NON RIMANETE SOLI E ISOLATI... andate in posti dove ti possono ascoltare e comprendere... posti dove si creano amicizie che hanno un modo di vedere limeare e sicuro... posti dove la parola gay e lesbica sia usuale... posti come arci gay, arci lesbica, casa della donna... etilizare il telefono amico anche per una sola chiacchierata.
NON ESITATE E AGITE TRANQUILLAMENTE... COME TE SONO FUGGITA ANCHE IO E PIANO PIANO MI SONO CREATA UNA FAMIGLIA ALTERNATIVA CAPACE DI VOLERMI BENE E ACCOGLIERMI SENZA MEZZI TERMINI.
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"Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
Elena alla fine è andata via da questa vita perchè ha scelto di essere libera finalmente.
Purtroppo nel Sud Italia ci sono ancora grossi condizionamenti culturali che permettono queste disfattezze piscologiche. Si guarda al vicino, si osserva con quella curiosità morbosa, si cerca il giudizio. Non è retorica, ma la verità assoluta. Il mio messaggio è un messaggio di coraggio. Io nn ho mai vissuto discriminazioni sociali e nn posso sapere come ci si senta. Ma se questo serve a qualcuno, vi scrivo con tutta la mia anima: coraggio, abbiate il coraggio di seguire solo la strada del vostro cuore.
Forza Ale, sono con te
Con affetto, Nunzia
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"Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
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Re: "Vi racconto perché la mia ex si è suicidata"
brunoo ha scritto:capisco il dolore capisco la sofferenza ma non capisco perche' per forza di cosa ha dovuto restare a TORRE MAGGIORE. ci sono tanti bellissimi posti dove vivere serenamente e lasciare l'ignoranza a crescere come l'erba cattiva. non pensiate che sia cinico e freddo, ho perso entrambi i genitori so la sofferenza cos'e' ma non permetto a nessuno di farmi morire. Solo Dio ha questo priviliegio. Lottate ragazzi lottate sempre con coraggio ma lottate perche' la nostra vita la scriviamo solo noi.
...i posti bellissimi non esistono..
..le tue radici sono bellissime ma se non le osservi, non le capisci, non sai cosa siano....allora..........
la perdita di qualcuno che si ama è filogenetico, non puoi fare niente e il ricordo non aiuta.
lottare contro i mulini a vento non tutti ci riescono e, quelli che lo fanno, a volte si pentono
Aladim
- Marco1975b
- Messaggi: 8
- Iscritto il: sab ott 13, 2007 11:18 am
E’ una storia come tante, ma che mi ha rafforzato per essere ancor di più uomo!
Quando avevo 14 anni, durante un’estate serena, dopo la fine della scuola media, mi affezionai ad un ragazzino, mio coetaneo che dopo due mesi di giochi e svago insieme, raccolse le mie confidenze per quel sentimento “diverso” che sentivo nei suoi confronti. Mi sembrò comprensivo, mi abbraccio, mi disse “non preoccuparti”! Dio quanto fui folle! Si tenne la “notizia” per se due giorni, dopo di che mi sputtanò con tutti gli altri ragazzini della compagnia! Fu la fine. Dovetti scappare, troncare immediatamente i rapporti e smettere di uscire di casa per una settimana. Che fare però con i miei? Si accorsero del repentino cambiamento di umore e allora decisi di tornare ad uscire e affondarli, tentando di cambiare versione, di negare di scherzare con la cosa. Ma niente! Iniziarono a chiamarmi secchione e frocio ad incontrarmi per strada e a schernirmi! Dovetti rifugiarmi in casa e credete che vivere in un paesino di 2000 anime, non è facile! Mi ricordo che una sera mi tirarono anche dei sassi per scacciarmi!
Iniziò la scuola superiore e la paura che avevo di dover affrontare il viaggio da pendolare sul pulman era terribile! Non potevo mettermi dietro, in fondo, perché mi avrebbero reso la vita infelice. Potevo solo mettermi davanti insieme ai “grandi” e lasciarmi dietro i coetanei, ma la battuta c’era sempre: “ciao frocetto!”.
E’ stato massacrante! Trovano un po’ di sollievo solo a scuola, dove fortunatamente non c’erano miei compaesani. Ma il viaggio del ritorno era sempre un incubo. Ben presto, dopo il secondo quadrimestre, anche mio padre si è accorto di tutto e dopo una bella scarica di botte mi ha portato dallo psicologo insieme a mia madre. Tornati a casa mi butto sul letto un paio di riveste porno dove c’erano solo donne e mi disse “da oggi ti devi fare le seghe con questi!”.
Ovviamente non ho potuto più avere spunti di confronto con altri ragazzi del paese, anche se mio padre mise a tacere qualsiasi ulteriore pettegolezzo e diceria me ne stavo dentro casa, ero tutto scuola la mattina, viaggio sul pulman e studio a casa. Per 4 anni non sono uscito più di domenica. Ero sorvegliatissimo da mio padre! Ho continuato a studiare, ad essere il primo della classe ad informarmi e a ripetermi che dopo la maturità sarei andato via, lontano da quella vita, da questa situazione di ignoranza. E il giorno dopo gli orali della maturità, di buon’ora usci di casa con poche cose e scappai, nel vero senso della parola! Avevo il cuore in gola, le gambe che mi tremavano, avevo 19 anni ed arrivavo in una città sconosciuta con un caldo pazzesco e senza avere un punto di appoggio. Ma me la sono cavata! Eh Sì! Amici miei ho avuto fortuna e coraggio e posso dire di avercela fatta. Ho la mia vita, la mia indipendenza, la mia posizione sociale e sono stimatissimo e apprezzato nel mio lavoro! Tutto quello che c’è stato prima dei 19 anni, me lo sono lasciato alle spalle anche se a volte come in questo momento, quei fantasmi mi tornano alla mente. Io ragazzino diverso immezzo agli altri e non c’era internet né i cellulari.
Ammetto però che non siamo tutti uguali e quante storie in questi anni ho letto di ragazzi e ragazze meno fortunate di me che purtroppo non ce l’hanno fatta!
Ragazzi bisogna lottare perché la vita è una sola e va vissuta sempre! Ai tanti ragazzi adolescenti che leggeranno questa storia voglio soltanto dire di avere coraggio e fiducia nelle loro forze. Nessuno può aiutarvi a vincere se non voi stessi! Un abbraccio a tutti.
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