Proposta leggera
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Proposta leggera
I diversi metodi e approcci non sono facilmente riconducibili ad un minimo comune denominatore. Tra le più note correnti e oggetti di ricerca vi sono la Teoria degli atti linguistici di Austin e Searle, la teoria delle massime conversazionali di Paul Grice, la pragmatica universale di Jürgen Habermas e la pragmatica funzionale riconducibile a Karl Bühler. L'analisi conversazionale orientata e costruttiva di Harvey Sacks e della fenomenologia viene tradizionalmente annoverata nella pragmatica, anche se l'azione non occupa un posto centrale. Nella pragmatica funzionale è decisiva la categoria dello scopo di un'azione. L'agire è ripartito socialmente in modelli di attività finalizzati ad uno scopo (per esempio Domanda-Risposta, Complicazione-Soluzione), ai quali corrisponde una specifica azione dell´attante. Lo scopo del modello della domanda è infatti il superamento delle lacune nella conoscenza enciclopedica del parlante.
Stephen C. Levinson ha suddiviso la pragmatica nei campi seguenti:
Deissi
Implicazioni conversazionali
Presupposizioni
Teoria degli atti linguistici
Struttura conversazionale
- Ospite
Re: Proposta leggera
Jude the Obscure ha scritto:John Langshaw Austin ha affermato, nel 1962, che in pragmatica si cercano risposte alla questione relativa all' How to do things with words (cioè al "come compiere azioni con le parole"). Con enunciati linguistici non si descrive solamente uno stato di cose: si può promettere, minacciare, avvertire, affermare. Spesso non si distingue tra contenuti specialistici veri o falsi, dei quali si occupa la logica da più di 2000 anni. Una domanda non è né vera né falsa. La pragmatica nasce nel XX secolo e deriva direttamente da Aristotele e dalla filosofia stoica, di John Locke, di Ludwig Wittgenstein e vede i suoi padri fondatori in Austin e John R. Searle. Nel campo linguistico Wilhelm von Humboldt, Philipp Wegener e soprattutto Karl Bühler possono essere considerati i suoi eminenti fondatori.
I diversi metodi e approcci non sono facilmente riconducibili ad un minimo comune denominatore. Tra le più note correnti e oggetti di ricerca vi sono la Teoria degli atti linguistici di Austin e Searle, la teoria delle massime conversazionali di Paul Grice, la pragmatica universale di Jürgen Habermas e la pragmatica funzionale riconducibile a Karl Bühler. L'analisi conversazionale orientata e costruttiva di Harvey Sacks e della fenomenologia viene tradizionalmente annoverata nella pragmatica, anche se l'azione non occupa un posto centrale. Nella pragmatica funzionale è decisiva la categoria dello scopo di un'azione. L'agire è ripartito socialmente in modelli di attività finalizzati ad uno scopo (per esempio Domanda-Risposta, Complicazione-Soluzione), ai quali corrisponde una specifica azione dell´attante. Lo scopo del modello della domanda è infatti il superamento delle lacune nella conoscenza enciclopedica del parlante.
Stephen C. Levinson ha suddiviso la pragmatica nei campi seguenti:
Deissi
Implicazioni conversazionali
Presupposizioni
Teoria degli atti linguistici
Struttura conversazionale
guarda, qui cade a fagiolo la frase che Wittgenstein disse della metafisica: "E' meglio non parlare delle cose che non si conoscono".
Hai scelto il filosofo sbagliato: Wittgenstein non si attaglia a burle su uno di noi, in un forum gay, perché dovrebbe essere un nostro Padre Amato.
Era gay ed ebbe una vita tormentatissima.
Però, sul letto di morte, disse, alla signora che gli affittava la misera stanzetta in cui viveva, di dire agli amici-discepoli, a cui aveva sempre detto che la vita era uno schifo:
"Dica loro che è stata un'avventura meravigliosa".
Fai che anche la tua vita sia un'avventura meravigliosa. Dice il Talmud che chi accresce il Caos del mondo, già così grande, sottrae anche a se stesso un pezzettino di quieto e sereno ordine in cui campare.
- Ospite
Re: Proposta leggera
Jude the Obscure ha scritto:Jude the Obscure ha scritto:John Langshaw Austin ha affermato, nel 1962, che in pragmatica si cercano risposte alla questione relativa all' How to do things with words (cioè al "come compiere azioni con le parole"). Con enunciati linguistici non si descrive solamente uno stato di cose: si può promettere, minacciare, avvertire, affermare. Spesso non si distingue tra contenuti specialistici veri o falsi, dei quali si occupa la logica da più di 2000 anni. Una domanda non è né vera né falsa. La pragmatica nasce nel XX secolo e deriva direttamente da Aristotele e dalla filosofia stoica, di John Locke, di Ludwig Wittgenstein e vede i suoi padri fondatori in Austin e John R. Searle. Nel campo linguistico Wilhelm von Humboldt, Philipp Wegener e soprattutto Karl Bühler possono essere considerati i suoi eminenti fondatori.
I diversi metodi e approcci non sono facilmente riconducibili ad un minimo comune denominatore. Tra le più note correnti e oggetti di ricerca vi sono la Teoria degli atti linguistici di Austin e Searle, la teoria delle massime conversazionali di Paul Grice, la pragmatica universale di Jürgen Habermas e la pragmatica funzionale riconducibile a Karl Bühler. L'analisi conversazionale orientata e costruttiva di Harvey Sacks e della fenomenologia viene tradizionalmente annoverata nella pragmatica, anche se l'azione non occupa un posto centrale. Nella pragmatica funzionale è decisiva la categoria dello scopo di un'azione. L'agire è ripartito socialmente in modelli di attività finalizzati ad uno scopo (per esempio Domanda-Risposta, Complicazione-Soluzione), ai quali corrisponde una specifica azione dell´attante. Lo scopo del modello della domanda è infatti il superamento delle lacune nella conoscenza enciclopedica del parlante.
Stephen C. Levinson ha suddiviso la pragmatica nei campi seguenti:
Deissi
Implicazioni conversazionali
Presupposizioni
Teoria degli atti linguistici
Struttura conversazionale
guarda, qui cade a fagiolo la frase che Wittgenstein disse della metafisica: "E' meglio non parlare delle cose che non si conoscono".
Hai scelto il filosofo sbagliato: Wittgenstein non si attaglia a burle su uno di noi, in un forum gay, perché dovrebbe essere un nostro Padre Amato.
Era gay ed ebbe una vita tormentatissima.
Però, sul letto di morte, disse, alla signora che gli affittava la misera stanzetta in cui viveva, di dire agli amici-discepoli, a cui aveva sempre detto che la vita era uno schifo:
"Dica loro che è stata un'avventura meravigliosa".
Fai che anche la tua vita sia un'avventura meravigliosa. Dice il Talmud che chi accresce il Caos del mondo, già così grande, sottrae anche a se stesso un pezzettino di quieto e sereno ordine in cui campare.
e solo più questo: forse qualcuno non se lo è ricordato, ma oggi 27 gennaio è il Giorno della Memoria.
Entro e ti trovo uno che come battuta spiritosa dice "scusate, vado di fretta, perché ho lasciato i gay nel forno".
Ho creduto che fosse il solito omofobo nazi, e ho aperto quel thead sull'Omocausto (io non ho, sennò, coraggio ad aprirne).
Poi quello ha detto che invece era gay (!). Ci sono rimasta ancora peggio, perché non è possibile che non conosciamo la storia dei nostri morti ammazzati. Ecco il motivo perché ho scritto tanto di cose pesanti in quel 3D. Voglio che quelli che non sanno sappiano.
E' anche a tuo favore, no? non lo capisci
- Miss_Jean_Brodie
- Messaggi: 843
- Iscritto il: mar nov 20, 2007 3:54 pm
Re: Proposta leggera
Jude the Obscure ha scritto:Jude the Obscure ha scritto:Jude the Obscure ha scritto:John Langshaw Austin ha affermato, nel 1962, che in pragmatica si cercano risposte alla questione relativa all' How to do things with words (cioè al "come compiere azioni con le parole"). Con enunciati linguistici non si descrive solamente uno stato di cose: si può promettere, minacciare, avvertire, affermare. Spesso non si distingue tra contenuti specialistici veri o falsi, dei quali si occupa la logica da più di 2000 anni. Una domanda non è né vera né falsa. La pragmatica nasce nel XX secolo e deriva direttamente da Aristotele e dalla filosofia stoica, di John Locke, di Ludwig Wittgenstein e vede i suoi padri fondatori in Austin e John R. Searle. Nel campo linguistico Wilhelm von Humboldt, Philipp Wegener e soprattutto Karl Bühler possono essere considerati i suoi eminenti fondatori.
I diversi metodi e approcci non sono facilmente riconducibili ad un minimo comune denominatore. Tra le più note correnti e oggetti di ricerca vi sono la Teoria degli atti linguistici di Austin e Searle, la teoria delle massime conversazionali di Paul Grice, la pragmatica universale di Jürgen Habermas e la pragmatica funzionale riconducibile a Karl Bühler. L'analisi conversazionale orientata e costruttiva di Harvey Sacks e della fenomenologia viene tradizionalmente annoverata nella pragmatica, anche se l'azione non occupa un posto centrale. Nella pragmatica funzionale è decisiva la categoria dello scopo di un'azione. L'agire è ripartito socialmente in modelli di attività finalizzati ad uno scopo (per esempio Domanda-Risposta, Complicazione-Soluzione), ai quali corrisponde una specifica azione dell´attante. Lo scopo del modello della domanda è infatti il superamento delle lacune nella conoscenza enciclopedica del parlante.
Stephen C. Levinson ha suddiviso la pragmatica nei campi seguenti:
Deissi
Implicazioni conversazionali
Presupposizioni
Teoria degli atti linguistici
Struttura conversazionale
guarda, qui cade a fagiolo la frase che Wittgenstein disse della metafisica: "E' meglio non parlare delle cose che non si conoscono".
Hai scelto il filosofo sbagliato: Wittgenstein non si attaglia a burle su uno di noi, in un forum gay, perché dovrebbe essere un nostro Padre Amato.
Era gay ed ebbe una vita tormentatissima.
Però, sul letto di morte, disse, alla signora che gli affittava la misera stanzetta in cui viveva, di dire agli amici-discepoli, a cui aveva sempre detto che la vita era uno schifo:
"Dica loro che è stata un'avventura meravigliosa".
Fai che anche la tua vita sia un'avventura meravigliosa. Dice il Talmud che chi accresce il Caos del mondo, già così grande, sottrae anche a se stesso un pezzettino di quieto e sereno ordine in cui campare.
e solo più questo: forse qualcuno non se lo è ricordato, ma oggi 27 gennaio è il Giorno della Memoria.
Entro e ti trovo uno che come battuta spiritosa dice "scusate, vado di fretta, perché ho lasciato i gay nel forno".
Ho creduto che fosse il solito omofobo nazi, e ho aperto quel thead sull'Omocausto (io non ho, sennò, coraggio ad aprirne).
Poi quello ha detto che invece era gay (!). Ci sono rimasta ancora peggio, perché non è possibile che non conosciamo la storia dei nostri morti ammazzati. Ecco il motivo perché ho scritto tanto di cose pesanti in quel 3D. Voglio che quelli che non sanno sappiano.
E' anche a tuo favore, no? non lo capisci![]()
![]()
? è la tua gente anche no??? la tua storia! Dunque, nn essere ostile. Fa' il bravo, smetti, per favore. Grazie
Jude, sei impagabile....
- Ospite
Re: Proposta leggera
per esempio questa:
Miss_Jean_Brodie ha scritto: Jude, sei impagabile....
non è vero: se mi fai amica (come spero), l'amicizia te la do "a gratis" et eternamente
- Ospite
Re: Proposta leggera
Jude the Obscure ha scritto:Jude the Obscure ha scritto:John Langshaw Austin ha affermato, nel 1962, che in pragmatica si cercano risposte alla questione relativa all' How to do things with words (cioè al "come compiere azioni con le parole"). Con enunciati linguistici non si descrive solamente uno stato di cose: si può promettere, minacciare, avvertire, affermare. Spesso non si distingue tra contenuti specialistici veri o falsi, dei quali si occupa la logica da più di 2000 anni. Una domanda non è né vera né falsa. La pragmatica nasce nel XX secolo e deriva direttamente da Aristotele e dalla filosofia stoica, di John Locke, di Ludwig Wittgenstein e vede i suoi padri fondatori in Austin e John R. Searle. Nel campo linguistico Wilhelm von Humboldt, Philipp Wegener e soprattutto Karl Bühler possono essere considerati i suoi eminenti fondatori.
I diversi metodi e approcci non sono facilmente riconducibili ad un minimo comune denominatore. Tra le più note correnti e oggetti di ricerca vi sono la Teoria degli atti linguistici di Austin e Searle, la teoria delle massime conversazionali di Paul Grice, la pragmatica universale di Jürgen Habermas e la pragmatica funzionale riconducibile a Karl Bühler. L'analisi conversazionale orientata e costruttiva di Harvey Sacks e della fenomenologia viene tradizionalmente annoverata nella pragmatica, anche se l'azione non occupa un posto centrale. Nella pragmatica funzionale è decisiva la categoria dello scopo di un'azione. L'agire è ripartito socialmente in modelli di attività finalizzati ad uno scopo (per esempio Domanda-Risposta, Complicazione-Soluzione), ai quali corrisponde una specifica azione dell´attante. Lo scopo del modello della domanda è infatti il superamento delle lacune nella conoscenza enciclopedica del parlante.
Stephen C. Levinson ha suddiviso la pragmatica nei campi seguenti:
Deissi
Implicazioni conversazionali
Presupposizioni
Teoria degli atti linguistici
Struttura conversazionale
guarda, qui cade a fagiolo la frase che Wittgenstein disse della metafisica: "E' meglio non parlare delle cose che non si conoscono".
Hai scelto il filosofo sbagliato: Wittgenstein non si attaglia a burle su uno di noi, in un forum gay, perché dovrebbe essere un nostro Padre Amato.
Era gay ed ebbe una vita tormentatissima.
Però, sul letto di morte, disse, alla signora che gli affittava la misera stanzetta in cui viveva, di dire agli amici-discepoli, a cui aveva sempre detto che la vita era uno schifo:
"Dica loro che è stata un'avventura meravigliosa".
Fai che anche la tua vita sia un'avventura meravigliosa. Dice il Talmud che chi accresce il Caos del mondo, già così grande, sottrae anche a se stesso un pezzettino di quieto e sereno ordine in cui campare.
E dire che ho postato un mattoncino a caso...
- Miss_Jean_Brodie
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- Iscritto il: mar nov 20, 2007 3:54 pm
Re: Proposta leggera
Acara Dea Madre ha scritto:Jude the Obscure ha scritto:Jude the Obscure ha scritto:John Langshaw Austin ha affermato, nel 1962, che in pragmatica si cercano risposte alla questione relativa all' How to do things with words (cioè al "come compiere azioni con le parole"). Con enunciati linguistici non si descrive solamente uno stato di cose: si può promettere, minacciare, avvertire, affermare. Spesso non si distingue tra contenuti specialistici veri o falsi, dei quali si occupa la logica da più di 2000 anni. Una domanda non è né vera né falsa. La pragmatica nasce nel XX secolo e deriva direttamente da Aristotele e dalla filosofia stoica, di John Locke, di Ludwig Wittgenstein e vede i suoi padri fondatori in Austin e John R. Searle. Nel campo linguistico Wilhelm von Humboldt, Philipp Wegener e soprattutto Karl Bühler possono essere considerati i suoi eminenti fondatori.
I diversi metodi e approcci non sono facilmente riconducibili ad un minimo comune denominatore. Tra le più note correnti e oggetti di ricerca vi sono la Teoria degli atti linguistici di Austin e Searle, la teoria delle massime conversazionali di Paul Grice, la pragmatica universale di Jürgen Habermas e la pragmatica funzionale riconducibile a Karl Bühler. L'analisi conversazionale orientata e costruttiva di Harvey Sacks e della fenomenologia viene tradizionalmente annoverata nella pragmatica, anche se l'azione non occupa un posto centrale. Nella pragmatica funzionale è decisiva la categoria dello scopo di un'azione. L'agire è ripartito socialmente in modelli di attività finalizzati ad uno scopo (per esempio Domanda-Risposta, Complicazione-Soluzione), ai quali corrisponde una specifica azione dell´attante. Lo scopo del modello della domanda è infatti il superamento delle lacune nella conoscenza enciclopedica del parlante.
Stephen C. Levinson ha suddiviso la pragmatica nei campi seguenti:
Deissi
Implicazioni conversazionali
Presupposizioni
Teoria degli atti linguistici
Struttura conversazionale
guarda, qui cade a fagiolo la frase che Wittgenstein disse della metafisica: "E' meglio non parlare delle cose che non si conoscono".
Hai scelto il filosofo sbagliato: Wittgenstein non si attaglia a burle su uno di noi, in un forum gay, perché dovrebbe essere un nostro Padre Amato.
Era gay ed ebbe una vita tormentatissima.
Però, sul letto di morte, disse, alla signora che gli affittava la misera stanzetta in cui viveva, di dire agli amici-discepoli, a cui aveva sempre detto che la vita era uno schifo:
"Dica loro che è stata un'avventura meravigliosa".
Fai che anche la tua vita sia un'avventura meravigliosa. Dice il Talmud che chi accresce il Caos del mondo, già così grande, sottrae anche a se stesso un pezzettino di quieto e sereno ordine in cui campare.
E dire che ho postato un mattoncino a caso...![]()
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Sí, veda di stare attenta, perché alla prossima citazione del Talmud con tanto di nota a pié di pagina della Jude, penso avró una crisi isterica.
- Ospite
Dea, se non eri te quella che ti sei registrata oggi, non mi importa che ti registri (io sono contro registrarsi), basta che vieni qualche sera e mi dici un po' meno ermeticamente
- Ospite
...anch'io ho fatto nuoto 1 volta - credo fu nel 2002. E la bicicletta (io possiedo solo quella, non la macchina), la usavo sporadicamente per andare al lavoro fino ad agosto, quando, col passare di botto da zero sigarette (avevo brevemente smesso: vana illusion) a 2-3 pacchetti/die, come sono montata sopra la mia bella vecchia due ruote, mi si è schiantato il pericardio.
- Ospite
filosofi gay, macellai etero e idraulici bisex...
ho aperto questa pagina seguendo un riferimento di linguistica, e l'accento viene posto subito sull'omosessualità di wittgenstein... ma siete ossessionati???
non ho dato peso al sito in cui andavo, ma devo pensare di aver sbagliato???dovevo andare in un sito etero (!!!!che cazzata!!!)?
pensate alle idee delle persone, non ai loro gusti sessuali...libertà significa anche poter vivere senza identificarsi con le proprie voglie a letto. altrimenti l'ottica dei milioni di omofobici in giro viene reiterata, anche dal suo contrario.
Senza in-group non c'è out-group...senza out-group non c'è discriminazione.
ovviamente libertà di espressione della propria identità per tutti!!!
ma parlare di persone e personaggi in termini di gay o non gay è (auto)discriminante, oltre che stupido e triste, come lo sarebbe parlarne in termini di etero o non etero...liberatevi (anzi proprio per evitare in-group, liberiamoci) di tutto questo. e viviamo liberi davvero.
specifico che non vorrei offendere nessuno, e anzi questo messaggio vorrebbe essere propositivo per tutti.
per un mondo libero davvero.
- soledamore
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- Iscritto il: sab gen 03, 2009 9:49 pm
Re: Proposta leggera
Senza orgasmo, non c'è fallo.
soledamore@mail.com
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