Il PD, il voto gay e questa campagna elettorale
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Il PD, il voto gay e questa campagna elettorale
non sono per niente d'accordo con la tua posizione, ovvero che abbiamo bisogni di rappresentanti del mondo glbt in politica piuttosto che di politici glbt. A me è sempre parso molto offensivo il trattamento che i DS avevano dei gay. Ovvero: ti candido Grillini, presidente Arcigay e lui si occupa dei diritti dei gay. Mi sembrano molto più edificanti altri esempi come Niki Vendola che ha fatto e fa il politico e non solo il politico gay.. Quindi ben venga la candidatura della Concia, che cmq non basta a rassicucarci dallo squadrone cattolico del PD.
Poi dire che il programma della SinistrArcobaleno non sia soddisfacente per le richieste del movimento gay mi sembra davvero fazioso e di parte.. di parte PD naturalmente.. ma su questo sito ci siamo abituati!
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Re: Il PD, il voto gay e questa campagna elettorale
nhgraduate ha scritto:La questione morale, tuttavia, resta. Come si fa a votare per De Michelis o per chi ha ancora la spudoratezza di esaltare il pregiudicato Craxi?
Ti quoto.
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come ha detto ieri sera Boselli a Telelombardia, la questione morale è ormai superata. Il PS di Boselli non è il Garofano di Craxi.
Ora si parla di socialismo europeo, a cui aderisce anche Zapatero.
Il voto al PS di Boselli va dato per i suoi nobili principi e ideali attuali, in difesa della laicità, della libertà e del riconoscimento dei diritti civili anche per i gay, in linea con ciò che ha fatto e sta facendo Zapatero in Spagna.
E chissenefrega se nel PS c'è ancora quel cretino di De Michelis che ormai conta come un 2 di picche!? Il voto lo si dà a Boselli, leader del PSE, che è una persona pulita, onesta, coerente e coraggioso.
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ZEPPE DI “FIGLIE DI”, “MOGLI DI”, AMICHE DELLE “MOGLI DI”, GRIGI ADDETTI STAMPA
I SEGRETARI DI ROSY BINDI E DI FRANCESCHINI, GLI STAFF DI PRODI E DI VELTRONI
Quando Rino Formica nel 1991 coniò la fortunatissima espressione “corte di nani e ballerini” in riferimento all’assemblea del Partito Socialista piena di soubrette e personaggi dello spettacolo, credeva di fare un dispetto al suo arcinemico Bettino Craxi. E invece non fece altro che contribuire alla sua santificazione postuma. Ma oggi il modello craxiano sembra ancora più maestoso in confronto allo spettacolo desolante regalato dalla chiusura delle liste del Partito Democratico, che ieri ha visto riuniti per tutta la giornata Walter Veltroni, Goffredo Bettini e Dario Franceschini alla sede della Margherita per la limatura finale.
Perlomeno i nani sono divertenti e le ballerine per definizioni so’ bbone. Invece dagli elenchi di candidati/nominati che sono usciti dal Loft emerge una mirabolante lista della serva con forte incentivo al mercato della verdura e degli ortaggi. Sì, per posizionarsi davanti a Montecitorio e tirarne a più non posso a chi entra ed esce.
Pagina per pagina, dai nomi piazzati nelle postazioni sicure viene fuori una lunga sequela di “figlie di”, “mogli di”, amiche delle “mogli di”, grigi addetti stampa e portavoce, sconosciute segretarie, collaboratori vari e avariati, capi segreteria. Leader e mezzi leader del Pd hanno passato le ultime ore a trattare per imbottire il nuovo parlamento dei propri famigli e collaboratori. Da Veltroni a Prodi, da Franceschini a Fioroni fino a Visco, non manca praticamente nessuno all’appello.
Fabio Martini sulla “Stampa”, in maniera apparentemente pudica e in quindi ancora più maligna, la chiama “valorizzazione senza precedenti degli staff”. Almeno il Cavaliere ha sempre avuto il buon gusto di infarcire le proprie liste con stuoli di avvocati che popolano gli studi legali che lo difendono. Insomma, gente che in ogni caso un mestiere ce l’ha.
I nuovi gruppi parlamentari del Pd, invece, avranno il proprio pilastro su fenomenali personaggi che fino ad oggi hanno sguazzato nel sottobosco politico e tra due mesi saranno onorevoli e senatori della Repubblica.
Nella categoria delle “figlie di” non c’è solo l’ormai arcinota Marianna Madia, il cui padre era amico di Veltroni e consigliere comunale della lista civica che in Campidoglio ha portato il suo nome, e il cui zio è il celebre avvocato (tra gli altri di Mastella) Titta Madia. Per non parlare poi della celeberrima trimurti che sponsorizza la fighetta del Loft: Enrico Letta-Giovanni Minoli-
Da segnalare, infatti, nel collegio Sicilia 1 alla Camera il caso di Daniela Cardinale, figlia dell’ex ministro Salvatore Cardinale cui è stato impedito di candidarsi personalmente. “Adesso è tutto ha posto. Lafamiglia conserva il seggio a Montecitorio. E noi sappiamo che, nel 2008, si può diventare deputati anche per diritto ereditario”, chiosa sarcastico non Feltri su “Libero” ma Sebastiano Messina su “La Repubblica”.
Sul fronte “mogli di” si è riproposto lo scenario del 2006. Anna Serafini, la battagliera Lady Fassino che aveva sputato veleni corrosivi contro Veltroni quando per la regola dei tre mandati rischiava di rimanere fuori, viene tranquillamente confermata con un seggio sicuro al Senato in Sicilia. Stesso destino per Anna Maria Carloni, al numero 3 nella circoscrizione Senato in Campania: Veltroni dice di voler fare fuori il marito, Antonio Bassolino, ma intanto si tiene stretta la moglie.
Vanno forte segretarie e segretari. Il ministro dell’Istruzione e mariniano storico, Giuseppe Fioroni, ha imposto la sua segretaria Luciana Pedoto in un posto sicuro niente meno che in Campania 2 alla Camera, certamente per le sue proposte forti in tema di rifiuti, soprattutto per quanto riguarda la pulizia degli uffici… La dura e pura Rosy Bindi non ha voluto sentire storie: il suo collaboratore Salvatore Russillo figura al quarto posto nella circoscrizione Basilicata alla Camera.
Sotto la casella “addetti stampa e portavoce” figura, oltre al solito Silvio Sircana, portacroce di Prodi transitato dalla Camera al collegio senatoriale della Campania, anche Piero Martino, portavoce di Dario Franceschini piazzato nella circoscrizione Sicilia 1 alla Camera. Sandra Zampa, invece, è a metà tra questa categoria (come capo ufficio stampa di Palazzo Chigi) e un’altra, quella delle “amiche delle mogli di”, in quanto candidata alla Camera Emilia Romagna anche come intima confidente di Flavia Franzoni Prodi.
A proposito del Professore, il suo staff è stato infilato al completo: il delegato alle questioni di San Marino, Sandro Gozi, alla Camera in Umbria; il responsabile “contegno british”, Ricky Levi, alla Camera Sicilia 2; l’ex “saggio” del Pd in quota prodiana, Mario Barbi, alla Camera Piemonte 2.
Anche il segretario Veltroni ha deciso di promuovere un mazzetto dei suoi collaboratori: il capo segreteria Vinicio Peluffo alla Camera in Lombardia 1; il responsabile del sito internet Francesco Verducci alla Camera nelle Marche; lo storico capo segreteria prima a Botteghe Oscure e poi in Campidoglio, Walter Verini, in Umbria diretto anche lui a Montecitorio.
Non è voluto essere da meno il suo vice, Franceschini, che oltre al portavoce Martino ha ottenuto poltrone sicure anche per il suo capo segreteria alla Camera quando era capogruppo del Pd, Alberto Losacco (ora dirigente del Loft), e l’attuale capo segreteria Antonello Giacomelli, candidati rispettivamente in Puglia e in Toscana alla Camera.
Altri due collaboratori promossi nelle liste: il consigliere di Vincenzo “Vlad” Visco al ministero delle Finanze, Stefano Fassina (Liguria Camera), e il braccio destro di Arturo Parisi al ministero della Difesa, Fausto Recchia (Lazio 1 Camera).
E poi dice che uno si butta su Beppe Grillo…
Dagospia 04 Marzo 2008
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La politica, che è l'organizzazione e la gestione di un Paese, ne determina la sua prosperità, poche balle... fa bene Grillo a ricordare le colpe dei politici, sempre pronti a fare da scarica barile, e a spingere per un miglioramento: va ascoltato per riflettere, non dico poi di seguirlo come portatore della verità Assoluta, ma rappresenta dell'ottima contro-informazione...
E mai rinunciare alla politica, perchè che piaccia o no ci influenza, e determina il corso delle nostre vite... quindi per me bisogna sempre e cmq votare e fare il possibile per migliorarla...
Scusate la predica, ma ogni voto/presa di posizione è utile, specie durante le ingerenze della Chiesa...
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Quanto all'appartenenza all'internazionale socialista del PS, D'Alema ne e' il vicepresidente il che e' tutto dire....
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ma se si ragiona così non ne usciamo più.
Il passato è passato. Nessuno dei partiti dell'attuale panorama politico ha un passato "pulito" al 100% alle spalle. Anzi, alcuni di essi (vedi l'UDC, l'UDEUR, Forza italia, AN) hanno ancora al loro interno vari inquisiti esemplari...
Vi sono due aspetti da sottolineare:
1) rispetto ad oggi (dove si ruba e si chiacchiera e basta), negli anni '80 quando eramo governati da Craxi e dal suo "Garofano" tutto sommato l'Italia andava bene, vi era benessere economico diffuso, la gente stava bene, si vedeva una prospettiva futura e qualcosa veniva fatto per la società. Insomma qualcuno (ma non solo del Garofano) si arricchiva ma qualcosa veniva fatto anche per i cittadini. Ora questo non succede più.
2) Il Garofano è stato il partito che guarda caso è stato falcidiato e spazzato via da Mani Pulite e ha pagato più di tutti in tal senso ( e non era l'unico partito che "rubava"). Ed è molto strano che a pagare così pesantemente sia stato solo il "Garofano". Mi viene da pensare, ma non sono l'unico, che "l'ex Garofano" sia stato oggetto di rivendicazioni del Vaticano e della Chiesa cattolica per la revisione del Concordato voluta a i tempi da Craxi, per la legge fatta sulla non obbligatorietà di seguire l'insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche e ai vari niet che Craxi mandava al Vaticano quando vi erano ingerenze ecclesiastiche. Perchè è vero Craxi ha rubato, ma è stato uno dei pochi che allora ha difeso la laicità dello stato e ha contrastato l'ingerenza del Vaticano.
Bene detto questo, visto che sono tempi passati, direi di metterci una bella pietra sopra. Erano altri tempi.
Ora Boselli ha fondato un partito socialista nuovo, che si rifà ai principi e agli ideali del socialismo europeo a cui aderisce anche Zapatero. Boselli è un politico onesto, coerente, pulito, coraggioso, progressista. liberista. Ha a cuore la laicità, la libertà, il riconoscimento dei diritti civili anche per i gay.
Non ci basta questo? Dobbiamo stare qui a menarci il torrone su ciò che è successo o hanno fatto di "disonesto" alcuni esponenti dell'ex Garofano(che hanno rubato ma oggettivamente che hanno anche fatto qualcosa di buono per l'Italia)???
Basta. dobbiamo essere pratici e concreti e guardare al futuro. Abbiamo un leader e un partito (Boselli e il suo PSE) che si fanno portatori della causa "gay". Che altro vogliamo??
Guarda che i nostri "nemici" non sono quei rari casi di politici dell'ex Garofano che sono confluiti dell'attuale PSE (De Michelis, che è assolutamente innocuo ora), ma sono il bigotto PD e il disegno clerico-fascista (dio, patria, famiglia) del vaticano, della Cosa Bianca e della destra di Berlusconi.
Forza, voltiamo pagina e facciamo valere i nostri diritti: votiamo Boselli alla Camera e Bertinotti al Senato!!
Ciao
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Il PD, il voto gay e questa campagna elettorale
“la candidatura di Paola Concia, una donna lesbica dichiarata che però non ha a che fare con il movimento. Mi spiace, ma questa non è una risposta”.
E ancora: “…noi non consideriamo qualcuno parte del movimento semplicemente perché gay o lesbica o trans”.
Quindi?
Anche tralasciando di sottolineare la totale miopia politica e il conseguente fallimento di Arcigay nel campo dei diritti civili dei gay, la domanda è: chi ha dato a Gottardi e all’organizzazione che presiede la patente per rappresentare il mondo gay italiano, per stabilire quali siano o non siano le rivendicazioni giuste e per decidere chi è più adatto o meno adatto a farlo? Forse che i diritti sono tali solo se c’è sopra la firma di Arcigay? In questo caso sarebbe facilissimo capire perché non li abbiamo ancora…
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Re: Il PD, il voto gay e questa campagna elettorale
Gregorio ha scritto:Non ci si può credere! Ditemi che è uno scherzo… Gottardi non può aver scritto queste cose!
“la candidatura di Paola Concia, una donna lesbica dichiarata che però non ha a che fare con il movimento. Mi spiace, ma questa non è una risposta”.
E ancora: “…noi non consideriamo qualcuno parte del movimento semplicemente perché gay o lesbica o trans”.
Quindi?
Anche tralasciando di sottolineare la totale miopia politica e il conseguente fallimento di Arcigay nel campo dei diritti civili dei gay, la domanda è: chi ha dato a Gottardi e all’organizzazione che presiede la patente per rappresentare il mondo gay italiano, per stabilire quali siano o non siano le rivendicazioni giuste e per decidere chi è più adatto o meno adatto a farlo? Forse che i diritti sono tali solo se c’è sopra la firma di Arcigay? In questo caso sarebbe facilissimo capire perché non li abbiamo ancora…
Credo che il succo del discorso è che ha più importanza il programma o gli eventuali impegni che decide di prendersi un partito, anzichè mettere in bella mostra una persona simpatizzante ma che poi non è in grado di far nulla... non me ne voglia maschioroma se ancora una volta chiamo in causa il pd, ma il succo del discorso è questo: cosa sarà in grado di fare in mezzo ai teodem? Nell'ultimo scontro, non è riuscita a salvare la legge contro l'omofobia... lungi dal darsi per vinti, ma la cosa lascia una certa amarezza...
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Re: Il PD, il voto gay e questa campagna elettorale
Luca Boy ha scritto:Gregorio ha scritto:Non ci si può credere! Ditemi che è uno scherzo… Gottardi non può aver scritto queste cose!
“la candidatura di Paola Concia, una donna lesbica dichiarata che però non ha a che fare con il movimento. Mi spiace, ma questa non è una risposta”.
E ancora: “…noi non consideriamo qualcuno parte del movimento semplicemente perché gay o lesbica o trans”.
Quindi?
Anche tralasciando di sottolineare la totale miopia politica e il conseguente fallimento di Arcigay nel campo dei diritti civili dei gay, la domanda è: chi ha dato a Gottardi e all’organizzazione che presiede la patente per rappresentare il mondo gay italiano, per stabilire quali siano o non siano le rivendicazioni giuste e per decidere chi è più adatto o meno adatto a farlo? Forse che i diritti sono tali solo se c’è sopra la firma di Arcigay? In questo caso sarebbe facilissimo capire perché non li abbiamo ancora…
Credo che il succo del discorso è che ha più importanza il programma o gli eventuali impegni che decide di prendersi un partito, anzichè mettere in bella mostra una persona simpatizzante ma che poi non è in grado di far nulla... non me ne voglia maschioroma se ancora una volta chiamo in causa il pd, ma il succo del discorso è questo: cosa sarà in grado di fare in mezzo ai teodem? Nell'ultimo scontro, non è riuscita a salvare la legge contro l'omofobia... lungi dal darsi per vinti, ma la cosa lascia una certa amarezza...
E' vero nell'ultimo governo Prodi la legge sulle unioni civili, la Bindi-Pollastrini, e la legge sull'omofobia sono state affossate dalla binetti e dai teodem,
ma il governo Prodi, e probabilmente anche il prossimo, è frutto di questa porcata di legge elettorale che non permette ampie maggioranze, al senato con due soli voti di scarto Prodi era ostaggio di chiunque, in questo caso della Binetti,
nell'ultimo governo Berlusconi nessuno ricorda più i vari senatori di AN (Fisichella era furente), alcuni della Lega e perfino di Forza Italia che votarono contro le leggi ad personam di Berlusconi, ma tutte le leggi passarono, Berlusconi aveva un amaggioranza ampissima, frutto della precedente legge elettorale maggioritaria,
E' del tutto normale, succede in tutti i paesi del mondo che esponenti del governo votino contro singole leggi dello stesso governo di cui fanno parte, anche in un partito compatto non si può essere d'accordo su tutto.
Se Veltroni avesse una maggioranza da paese normale, ovvero almeno 10 senatori in più, potrebbe varare tutte le leggi sui diritti gay senza nemmeno tener conto dei 5-6 senatori teodem che voterebbero contro senza incidere in niente.
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