“Alcuni ci detestano: e tu?”: la prima campagna pro lgbt di Mauritius

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Nell'isola in mezzo all'Oceano Indiano la "sodomia" è ancora reato. Le foto della campagna

Nell'isola in mezzo all'Oceano Indiano la "sodomia" è ancora reato. Le foto della campagna"Alcuni ci detestano: e tu?": la prima campagna pro lgbt di MauritiusFoto 1 - Nell'isola in mezzo all'Oceano Indiano la "sodomia" è ancora reato. Le foto della campagna
\"Alcuni ci detestano: e tu?\": la prima campagna pro lgbt di Mauritius
"Alcuni ci detestano: e tu?": la prima campagna pro lgbt di MauritiusFoto 2 - Nell'isola in mezzo all'Oceano Indiano la "sodomia" è ancora reato. Le foto della campagna
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"Alcuni ci detestano: e tu?": la prima campagna pro lgbt di MauritiusFoto 3 - Nell'isola in mezzo all'Oceano Indiano la "sodomia" è ancora reato. Le foto della campagna
\"Alcuni ci detestano: e tu?\": la prima campagna pro lgbt di Mauritius
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    Una legge del 1838, ancora in vigore, punisce le persone lgbt per “sodomia” con pene che arrivano fino cinque anni di reclusione. Siamo a Mauritius, un’isola da favola in mezzo all’Oceano Indiano. Lì, per la prima volta, il collettivo Arc en ciel ha lanciato una campagna a favore delle persone gay, lesbiche e transgender. Tre immagini, una per ognuna delle tre categorie di persone, lanciano un messaggio di uguaglianza nelle due lingue nazionali: il francese e il creolo. “Reclamiamo il nostro diritto di amare. Alcuni ci detestano, e tu?” si legge in quella con la coppia gay. Il testo che accompagna l’immagine di una trans, invece, parla di “diritto ad esistere” e aggiunge:”alcuni ci escludono: e tu?”. La campagna, ripresa da Repubblica.it, è stata finanziata dal Fondo Canadese di Iniziativa Locale. Ecco le immagini della prima campagna lgbt della storia dell’Isola.

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