Può esistere l’amicizia tra uomini etero e uomini gay?

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Le relazioni "bromosexuals" segnano davvero l'inizio di una nuova era?

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Per anni la società ha accettato, se non esaltato, l’amicizia tra il maschio gay e la donna etero. Il New York Times ha cercato di esplorare un po’ i nuovi legami tra uomini gay e uomini etero.

Le relazioni “bromosexuals” – dal termine bromance (ovvero rapporto stretto m non sessuale tra due uomini) – secondo alcuni segnano l’inizio di un’era in cui un’intera generazione non solo ha cambiato le sue idee sull’omosessualità, ma è andata ampiamente oltre. Impensabile fino a dieci anni fa, cinema, tv e libri stanno proponendo insistentemente narrazioni di questo nuovo atteggiamento. Da Scream Queens, dove Nick Jonas è ampiamente accettato dai suoi compagni universitari, passando per Le Regole del Delitto Perfetto dove una coppia gay è perfettamente inserita nel gruppo di universitari, fino a Andy Cohn Diaries dove l’autore scrive di quando ha portato il suo amico etero al Gay Pride, molti degli americani di una certa fascia d’età, ovvero i più giovani, sembrano ormai essere pronti a esplorare una delle poche frontiere rimaste nel mondo delle differenze di genere.
“Tra amici maschi etero, qualche volta emergono argomenti che sembrano richiede una particolare attenzione a quello che i partecipanti dovrebbero dire o fare. E questo può portare a simulare per sentirsi all’altezza. Avere un gay nella discussione permette di no doversi allineare al pregiudizio imperante” spiega Odie Lindsey la cui raccolta di racconti, We come to our senses, parla di molti ragazzi gay.
Così, se ai ragazzi eterosessuali viene evitata la solita retorica eterosessuale, in queste amicizie i ragazzi gay trovano accettazione e riconoscimento: “L’intensa paura di perdere le amicizie mascoline che abbiamo è il motivo che ha spinto molti uomini gay a rimanere nascosti”, racconta al NYT Vin Testa, 26 anni, insegnante di matematica a Washington, parlando delle sue classi.
Ma se è vero che si forma un legame, questo non è senza ricadute. Da una parte può scattare una forma di invidia per la nostra cultura degli incontri sessuali senza impegno, amplificata da apps come Grindr: “Puoi incontrare un ragazzo e farci sesso mentre con una ragazza devi portarla fuori e fare tutte quelle moine quando l’unica cosa che vuoi fare è scopare”, come dice l’autore David Toussaint.
Un altro elemento di distanza è il diverso atteggiamento verso il proprio corpo che vige tra i gay: “I ragazzi etero possono lasciarsi andare e questo non importa a nessuno. Gli uomini gay si giudicano tra di loro peggio delle donne quando si parla di aspetto fisico e di insulti relativi ad esso”. 
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