Ecco cosa ci aspettiamo in chat dagli utenti che scrivono ‘No Effemminati’

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La ricerca ha preso in considerazione le app di dating per gay e come gli utenti percepiscono i profili che usano un linguaggio misogino o machista.

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Ormai lo si trova scritto ovunque: “profili maschili”, “solo virili”, “solo maschili”, “no donne”, “no effeminati”, “solo veri uomini”. Alcuni pensano di essere educati aggiungendoci un “è la mia preferenza, mi dispiace” alla fine del profilo. Come se la cosa diventasse così più accettabile.
Al di là del fatto che queste categorie lasciano un po’ il tempo che trovano (maschile e effemminato sono effetti soggettivi, e spesso chi pensa di essere “maschile” in realtà pensa di esserlo semplicemente sulla base della tonicità muscolare, della barba e dei colori poco vivaci indossati), pare che l’insistenza su queste etichette abbia un ricaduta negativa sugli stessi che le utilizzano. Uno studio, pubblicato sul numero di settembre di Computers in Humans Behaviour – intitolato “Masculine guys only: gli effetti della fobia verso il femminile nei profili delle app per incontrare partners tra uomini che cercano uomini” – infatti pare proprio andare in questa direzione. La ricerca ha preso in considerazione, come il titolo suggerisce, le app di dating per gay e come gli utenti percepiscono i profili che usano un linguaggio misogino o machista.
Sono stati presi in considerazione 144 uomini queer, l’età media del campione utilizzato è di 27 anni e l’84% di loro ha dichiarato di identificarsi come gay, il 13% come bisex e il resto si definisce fluido. Quello che la ricerca ha portato alla luce è che gli uomini che cercano “solo veri uomini” sono percepiti tendenzialmente come significativamente meno intelligenti, meno sessualmente sicuri e molto meno considerati come partner potenziali di lungo periodo.
C’è solo un gruppo di uomini che considerano questi profili come profili positivi e desiderabili. Sono proprio quelli che postano lo stesso tipo di profilo, i “solo maschili”, i “masc x masc”. In Italia è ormai la normalità esporre profili simili in chat e la cosa, proprio per la sua diffusione, fa supporre che l’omofobia interiorizzata, anche nella comunità LGBT, sia ben più diffusa di quanto si possa pensare.
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