Perché la comunità latina è ad altissimo rischio di contrarre l’HIV?

di

Secondo un'associazione americana, se le statistiche vengono confermate un latino su quattro diventerà sieropositivo nel corso della sua vita.

CONDIVIDI
41 Condivisioni Facebook 41 Twitter Google WhatsApp
7211 1

Sebbene la popolazione latina rappresenti solo il 17% dei cittadini statunitensi, conta per il 24 % dei nuovi casi di infezione da HIV. La comunità LGBT latina, in particolare, copre l’84% delle diagnosi di HIV nel 2014. A rivelarlo è il Centers for Disease Control and Prevention americano.

Queste statistiche rivelano un’incidenza sproporzionata all’interno di questa comunità. Ma quali sono le cause?
La prima causa identificata è lo stigma, il senso di vergogna e colpa instillato dalla religione“, afferma Iliana Gilliland, direttrice della AIDS Foundation di Chicago. “Tra i latini c’è paura nel recarsi a fare il test proprio per non essere identificati come gay o, peggio, malati. Un senso di colpa che deriva dalla forte presenza nella cultura del cattolicesimo, soprattutto negli strati meno istruiti e consapevoli“. Un dato che conferma una fatto allarmante: in molti paesi nei quali la forte presenza della religione si unisce alla difficoltà di accesso all’assistenza sanitaria, il rischio statistico di contrarre l’HIV aumenta esponenzialmente.
Tra le altre cause c’è da segnalare la difficoltà di accedere alle cure mediche per molte ragioni, tra le quali la lingua, la copertura assicurativa e le barriere finanziarie. Ma anche una cultura sociale che cerca il medico solo in caso di bisogno acuto e mai per una cura preventiva. Questi fattori sfociano in una percentuale di contagio da HIV molto alta. Spaventa sapere che il 36% delle persone che erano state testate sieropositive sono dopo pochi anni progredite allo stato conclamato, segno di una completa mancanza di cure dopo la diagnosi.
Quando i fondi arrivano solo per fare i test e non facciamo nulla per l’istruzione e la sensibilizzazione, questi sono i risultati“, dice Elicia Gonzales, direttore esecutivo dell’associazione queer latina Galalei.
Altro grosso problema è il rischio di deportazione che grava sulle persone che si rivolgono al sistema sanitario senza essere in regola coi permessi Visa (un problema che anche l’Italia deve affrontare: l’erogazione di servizi medici è vincolata a una regolarità burocratica, aumentando il rischio che le persone non si controllino più per ignavia che altro, ndr)”.
La sensibilizzazione è l’anello mancante che potrebbe fare la differenza, ma non è sempre disponibile, soprattutto in spagnolo. La necessità di fornire messaggi adeguati sia in inglese che in spagnolo per insegnare ai più giovani come si trasmette l’HIV, come si usa un preservativo, cosa è la PrEP e come ci si cura in caso di infezione è molto sentita, soprattutto in un paese come l’America dove la popolazione latina ha un numero elevato.
Quindi cosa si vuole fare? Le campagne di prevenzione esistenti,  che costano allo Stato circa 11 milioni di dollari l’anno, devono essere rinnovate: ma tutto dipende da chi diventerà presidente degli Stati Uniti a novembre. Donald Trump ha già dichiarato che saranno tagliate tutte le iniziative a carico dello Stato che mirano alla tutela dei clandestini.
Leggi   Harry e Meghan, come regalo di nozze donazioni a un'associazione che si occupa di Hiv
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...