Disturbiamo la società etero-normata per rivoluzionarla

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Chi si mostra per com'è senza censurarsi, rompe gli schemi e smentisce le falsità dell'etero-normatività.

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L’elemento di disturbo è colui o colei che mette in crisi la società etero-normata e anticipa il cambiamento. L’elemento di disturbo è la persona che spontaneamente e serenamente si mostra per come è senza censurarsi.

L’elemento di disturbo rompe gli schemi a cui tutti e tutte sono abituat* per spingere sé e le altre persone a doverne ricostruire di nuovi, dimostrando pian piano che tutti gli schemi in cui si era pensato di inquadrare la vita possono essere smentiti, da un momento all’altro.

L’elemento disturbante non si preoccupa di chi ripete il mantraIo sono etero… etero… perché poi… etero… no, ma io sono etero… etero, etero…” perché sa che ci sono cose che, più vengono dette e più è facile che non siano vere.

L’elemento di disturbo è trasparente e sfacciato e mostra sé stess*, non per “ostentare”, ma per raccontare. Pronto o pronta a rispondere, spiegare, ascoltare… prova a non giudicare. Il suo obiettivo è comunicare intimamente con “gli altri” e smentire le bugie che l’educazione sessofobica, omotransfobica, sessista, etero-normata… insegnano a tutti e tutte sin dalla tenera infanzia.

Se i gay parlassero! Se le lesbiche parlassero! Se i/le trans parlassero! Di tutti e tutte quell* di cui “non si direbbe“, ma che ciò nonostante si sono fatti, fatte, baciati, flirtate, toccati, confusi e conquistate… quante famiglie o persone ne uscirebbero sconvolte, per non dire “lese”, nella loro immagine pubblica!

cavallo-con-dito-medio-che-corre-davanti-all-arcobalenoEppure l’outing non usa, perché anticipare o sbandierare fatti altrui è mancanza di rispetto, su questo non ci piove. D’altra parte, però, gay lesbiche e transessuali spesso hanno relazioni segrete, tenute nell’ombra dalle paure di chi non ce la fa a dichiararsi e, per rispetto altrui, accettano di viverle in modo “illegale” o “da nascondere”.

L’Italia è formata da 8.000 comuni, la maggior parte dei quali di piccole dimensioni. In Italia le grandi città si contano sulle dita di due mani e per il resto si parla di province con poche decine di migliaia di abitanti, o meno. Ed è proprio qui che, se gli elementi di “disturbo” si facessero sentire e vedere, in breve tempo potrebbero cambiare le cose.

Diventare elementi di disturbo potrebbe essere una mission per svariati motivi: per anticipare il cambiamento, perché la libertà sessuale e affettiva sono bisogni primari, perché le persone represse a vita possono essere molto pericolose per la società, perché le generazioni future, figlie e figlie nostre o meno, hanno diritto a vivere i propri sentimenti senza più soffrirne o far soffrire chi, di certo, non se lo merita.

Costerà fatica, impegno e sofferenza, a volte, costerà tempo ed energia andare “contro” la norma, in qualsiasi ambito lo si faccia, farà sentire sole e soli in alcuni momenti, ma probabilmente sortirà risultati in minor tempo del previsto. Quanto non ci è dato saperlo. E voi, vi sentite elementi di “disturbo” per la comunità dove vivete, sul lavoro, in famiglia, in amicizia o con chiunque incontriate?

Come ricordava qualche giorno fa Jonathan Bazzi, c’è così bisogno di cercare l’approvazione eterosessuale per un mondo dinamico, eterogeneo e in fase di decostruzione come quello LGBTQI?


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