Il rischio del piano B

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Scoprire di essere l'"opzione A" mentre il ragazzo appena conosciuto cerca l'"opzione B". Ovvero, essere tenuti in caldo mentre l'altro continua a cercare un "di meglio".

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Sono più di tre anni, da quando la crisi economica si è acuita più di quanto non lo fosse già in precedenza, che gira questa storiella dell’ideogramma cinese che significa tanto "crisi" quanto "opportunità". Da qui analisti economici, entusiastici dell’ultima ora e disperati senza lavoro in cerca di appigli emotivi hanno iniziato a credere a questa "favola" che troverebbe nelle difficoltà l’energia per il loro superamento. È così che in una sorta di isteria apotropaica sono iniziate a prendere piede anche altre teorie ottimistiche, buone solo a riempire sale da convention di provincia, come quella del "Piano B": una exit strategy da imboccare quando la crisi ci sta trascinando violentemente sull’orlo del precipizio.

Mentre pensavo con terrore al mio futuro e provavo a frugare tra i cassetti del mio carattere la forza per approntare anche io un piano B, mi sono venuti alla mente quanti applicano un principio analogo anche alle relazioni sentimentali. Fedeli alla filosofia pecoreccia della botte piena e della moglie ubriaca, molti, con estrema sportività, fanno del multidating (che di fatto è pur sempre un piano B), un vero stile di vita dove l’esclusiva, almeno iniziale, non è minimamente considerata. Non so a voi ma a me è capitato spessissimo di scoprire che, nello stesso periodo, il ragazzo con cui uscivo frequentava anche altre persone con la stessa naturalezza con la quale, prima di acquistare un’auto, si fa un giro di prova con almeno 3 modelli diversi. Peccato però che le persone non siano macchine e il rischio di ledere la suscettibilità altrui, mandando poi tutto a monte, è sempre molto alto e le conseguenze possono essere fatalmente tragiche.

Così mi è tornato alla mente un episodio raccontatomi da un amico che vive negli USA (questo in particolare lo ha anche pubblicato sul suo blog) dove il piano B di un suo conoscente si è rivelato un disastro completo. Tutto si svolge in una città della California (restiamo vaghi). Marco (i nomi sono fittizi per amor e timor di privacy), ha iniziato da poco a frequentare un ragazzo di cui sembra incredibilmente invaghito. Una sera Luca, il mio amico, riceve una telefonata da Marco il quale si dice disperato per non aver ricevuto da giorni notizie da parte di "Mr. Right", un tipo conosciuto e agganciato in palestra. Per consolarlo quindi, Luca lo invita ad uscire per un drink. Questo lo ringrazia ma declina l’invito. È a tal punto triste da aver rimorchiato un tipo in chat (il piano B) e lo sta aspettando da lui per un bicchiere, 2 chiacchiere e 4 salti sul materasso. Luca esce comunque per portare a spasso il cane quando, dopo neppure un’ora, riceve una telefonata. È Marco che, entusiasta, lo aggiorna sui fatti: "Alla fine Mr. Right mi ha chiamato! Mi ha chiesto di andare a dormire da lui e sono già per strada". Luca, un po’ confuso gli chiede cosa ne fosse stato del rimorchio da chat: "C’è rimasto male?". Marco: "Veramente non l’ho avvertito", risponde senza dare minimo accenno di rimorso. Luca, ancora più sorpreso, insiste: "Ma come?". Marco: "Purtroppo non avevo il suo cellulare e quando ho provato ad avvertirlo via chat era già off line". E questo sembra abbastanza per mettere a posto la sua coscienza.

L’indomani Luca riceve una telefonata da Marco che, furibondo, gli racconta cosa sia accaduto quella mattina al suo ritorno a casa: non solo aveva la macchina completamente rigata ma, accesa la chat, aveva trovato un messaggio ricevuto da un profilo misterioso che lo invitava ad un’orgia aperta a tutti, qualsiasi razza, età e ruolo (ma meglio più passivi visto l’alto numero di attivi presenti al "forum") presso il suo appartamento (che era in realtà quello di Marco) e che l’evento sarebbe andato avanti per tutto il  giorno successivo. Oltretutto, un vicino di casa gli aveva confermato che per tutta la notte aveva notato un via vai di persone bussare alla sua porta per poi andare via imprecando. Oltre a questo, Marco aveva passato buona parte della mattinata ad aprire la porta a decine di gay infoiati che avevano risposto all’invito e si erano presentati a casa sua reclamando quanto promesso, e ai quali aveva spiegato che evidentemente si trattava di un pessimo scherzo ordito da qualche nemico virtuale. A quanto pare infatti il "dismesso" della chat si era vendicato in questo modo e la ritorsione si era dimostrata tanto spietata quanto efficace. Poco dopo, Luca lo raggiunge e, insieme, contattano il gestore della chat per far eliminare il messaggio.

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