Quello che i ragazzi LGBT non dicono: reportage dal sito insegreto.it

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Sul portale i ragazzi LGBT riversano i propri segreti, ansie, paure, fantasie e confessioni: tra l'abbandono educativo e la voglia di determinarsi. Ecco alcune storie.

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Il sito insegreto.it non è una novità: comparso da qualche anno ispirandosi a whisper.sh, è una piattaforma dove chiunque può riversare i propri segreti. Per quanto la varietà di storie e soggetti sia ampia, il sito è molto frequentato da giovani e giovanissimi. Ho passato qualche ora a leggere e rileggere le confessioni, i dubbi e le paure di centinaia di ragazzi LGBT italiani.

Coming out
Il coming out è un tema ricorrente tra gli utenti di insegreto.it, sia con i genitori che con gli amici. Molti ragazzi, dai 14 ai 19, si domandano quando sia il momento giusto, cosa potrebbe accadere loro, quali sono le parole per dirlo. Altri ancora non vogliono o non riescono ad accettare la propria omosessualità o bisessualità, riversando in questo sito le speranze di ricevere qualche parola di conforto. Come tutte le realtà sociali on-line, anche insegreto.it risponde alle dinamiche di dileggio e presa in giro, costituendo una minaccia per quelle persone che cercano solo un aiuto. Già da questo aspetto emerge come sia sempre più necessario dare un servizio per le persone, in particolare per i teenager, che tratti le tematiche sessuali, affettive e di identità di genere e orientamento sessuale.
Certo, non manca il buon umore anche quando si trattano temi come questi: “Fino a poco tempo fa credevo che il coming out fosse una specie di viaggio spirituale fatto da gay e da lesbiche. Insomma, credevo che ci fossero dei pullman appositi e pensavo che gli omosessuali facessero questo viaggio per ritrovare la pace interiore” (donna di 14 anni).

Sesso e pornografia
Tra le tematiche, ritroviamo spesso dubbi o confessioni sulla dimensione del sesso, praticato o fantasticato. Da chi si domanda se possano accadere incidenti durante il sesso anale, a chi afferma la facilità del sesso tra donne, fino a chi confessa di tenere una condotta sessuale che sarebbe pubblicamente condannata: “Sono gay e mi piace far sesso con ragazzi più piccoli, senza lubrificante. Mi fa sentire (il) loro padrone” (uomo di 19 anni).
Anche le confessioni sul tipo di pornografia fruita sono ricorrenti: un tema del quale avevamo parlato anche in quest’altro articolo. “Mi attraggono i gay e mi viene voglia di farci sesso” confessa una ragazza di 14 anni “Sono felicemente bisex e posso dire con certezza una cosa. Sarà anche bello, ma il sesso etero è proprio noioso” scrive un ragazzo di 21 anni. Ma non ci sono solo confessioni spensierate, ma anche vere e proprie liberazioni: provo un odio profondo verso i gay, beh il segreto è che mi masturbo su porno gay e trans…” racconta un ragazzino di 14 anni.

Amore e identità
Tra le confessioni più commentate trovano spazio le storie d’amore e alcuni dubbi, conseguenti, sulla propria identità. “Questa estate l’amore della mia vita mi ha detto che era innamorato di me. Ma io non ho avuto il coraggio di dirgli che per me era lo stesso. Questo perché tutti in paese supponevano che fosse gay. Ma io lo amo tanto…” confessa un ragazzo di 16 anni. E l’amore è spesso quel sentimento che mette in dubbio le certezze maturate dai ragazzi su base culturale: “mi piace molto il mio amico i suoi occhi azzurri mi piacciono e il suo ciuffo biondo è bellissimo e ha dei pantaloni stracciati così belli,non sono gay ma mi piace” scrive un ragazzo quattordicenne.

Come per il coming out e il sesso, anche le questioni dell’affettività e dell’identità dovrebbero essere trattate in un ambiente protetto, possibilmente legato a un servizio pubblico e quotidiano – per esempio, la scuola – dove le ragazze e i ragazzi possano trovare sostegno e chiarezza.

Il dolore
Proprio nelle scuole, spesso, i ragazzi sperimentano i limiti della dimensione del dolore. “Vengo bullizzato a scuola perché sono gay ed è da un qualche mese che ho problemi d’ansia, ho paura di parlare con i ragazzi, anche se non sanno che sono gay, anche solo camminare vicino ad un gruppo di ragazzi o stare in un posto con molti ragazzi mi mette un ansia tremenda, mi manca l’aria e mi si asciuga la bocca“, si sfoga così un ragazzo di 16 anni. E non solo violenza a scuola, ma anche in famiglia: “quando avevo 8 anni quel figlio di puttana di mio cugino (15anni) abusava di me, non so se sono gay o etero mi sento sporco dentro…” racconta un ragazzo di 14 anni. “Sono lesbica. Era tutto tranquillo un tempo quando non lo sapeva nessuno. Poi qualcuno ha spifferato tutto, non so chi – racconta una ragazza di 15anni – Ogni volta che dovevo uscire avevo sempre paura, perché ero sempre seguita da qualcuno. La prima volta mi hanno picchiata. La seconda quasi stuprata. Da li in poi altro, e sempre peggio. Però amo la mia ragazza, anche lei ha tanti problemi. Non ti lascerò sola“.

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E il dolore raccontato dagli anonimi utenti di insegreto.it è anche intimo, celato. Quel dolore che divora giorno per giorno, dove la solitudine è solo il primo stadio: “Mi sento terribilmente solo: il 7 settembre compirò 16 e festeggerò in famiglia, non avendo molti amici […] Mi sento uno schifo, un asociale e, di male in peggio, quest’estate ho sofferto molto perché non riuscivo a credere di essere gay. La mia vita fa schifo” scrive un ragazzo di 15 anni.

Correndo il rischio di risultare monotematico, insisto: è urgente che venga creato un servizio ai ragazzi per poter parlare di tematiche legate alla propria percezione di identità, orientamento sessuale, sesso, emozioni, pornografia, amore, solitudine e dolore. Un’urgenza che non può aspettare ancora.

Adulti
Nel favoloso mondo degli adulti esiste una credenza per la quale quando sei “grande” hai avuto abbastanza tempo per imparare tutto dalla vita. Niente di più sbagliato. “Sono bisex e preferisco le donne. Ma sono sposata da 10 anni e ho tre figli – confessa una donna di 29 anni –  All’epoca pensavo che fosse la cosa giusta da fare, non credevo che si sarebbe arrivati a considerarlo normale (sic.), ed oggi mi pento della scelta che ho fatto, ma ho paura che mio marito cerchi di togliermi la custodia dei miei figli“. E per una donna di 31 anni la situazione è altrettanto complessa “sono completamente innamorata della prof di mio figlio. Ecco queste sono le volte in cui vorrei dire al mondo di essere lesbica e vivere alla luce del sole“.

Una menzione speciale la lascio per i “tuttologi” che infestano ogni angolo conosciuto del web. Tra i mie preferiti ci sono questi due: “Non capisco da dove è saltata fuori la moda di diventare gay! Ovunque ti giri vedi ragazzini di 14-15 dire di esser felici di esser gay e hanno paura di dirlo ai loro genitori…E CI CREDO! Dicessi una cosa del genere a mio padre mi sbatterebbe fuori di casa… Fritta lessa o bagnata dio benedica la patata!” ci redarguisce un ragazzo di 15 anni. E anche: “Odio gli stereotipi. Sono gay ed ho fatto coming out con tutta la mia famiglia quasi 3 anni fa e tutti sono felici. Attualmente convivo col mio fidanzato – e fino a qui, tutto bene per questo ventenne – La cosa è che sono alto 1.85, sono robusto, ho la barba e ho la voce profonda. Quando dico di essere gay nessuno mi crede e per farglielo capire devo sempre far vedere le foto col mio ragazzo. Non tutti sono delle checche isteriche!” e alla faccia che odiava gli stereotipi!

Photo credits: Elmo Love; insegreto.it

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