È legale che un hotel si rifiuti di accogliere i gay? La risposta dell’avvocata Cathy LaTorre

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È normale quello che è successo in Calabria? È legale?

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La storia dei due ragazzi omosessuali discriminati dalla casa vacanze in Calabria nelle ultime ore ha fatto il giro del web (LEGGI >>>). Il Corriere.it ha provato a chiedersi: è normale quello che è successo? È legale? In particolare ha intervistato l’avvocata Cathy La Torre, fondatrice di GayLex ed esperta di diritto antidiscriminatorio.

Avvocato, hotel, bed & breakfast e altri tipi di strutture hanno il diritto di rifiutare di ospitare qualcuno per il loro orientamento sessuale?

Negli ultimi tempi assistiamo a un’escalation di discriminazioni verso le quali spesso non sappiamo come agire. Case in affitto «vietate agli stranieri». Lavoratori licenziati o mobbizzati perché trans o disabili. Albergatori, ristoratori, strutture ricettive che affermano espressamente di non accettare gay, lesbiche, trans, stranieri. Tutto ciò è davvero lecito? È davvero possibile o ammesso dalla Legge? La regola per cui a casa nostra, nel nostro ristorante, nel nostro albergo possiamo scegliere chi far entrare e chi no, supera i principi di eguaglianza e di parità di trattamento? La risposta è no.

Cosa prevede la legge? E cosa bisogna fare se si è vittima di una discriminazione di questo tipo?

In Italia, come nel resto d’Europa, esistono delle specifiche leggi contro le discriminazioni. I Decreti Legislativi 215 e 216 del 2003 riguardano la parità di trattamento fra le persone indipendentemente dall’origine etnica, dalla provenienza, dalla religione, dalle convinzioni personali, dalle disabilità, dall’età e dall’orientamento sessuale. Il principio di parità di trattamento stabilisce che nessuno può essere trattato meno favorevolmente di altri in ragione della sua origine etnica, provenienza, religione, delle sue convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.

A quali ambiti si applica questo principio?

All’accesso al lavoro, sia autonomo che dipendente. All’assistenza sanitaria. Alle prestazioni sociali. All’istruzione. All’accesso a beni e servizi, incluso l’alloggio. Chi è vittima di una discriminazione in base ai fattori su elencati, può rivolgersi ad un giudice e chiederne la rimozione oltre al risarcimento del danno. La sentenza che condanna la parte a risarcire il danno per la discriminazione può anche essere pubblicata sui maggiori organi di stampa. Oltre ai rimedi previsti dalla legge, nelle nostre mani esistono altri potenti strumenti per lottare contro le discriminazioni.

Quali?

Il boicottaggio è di gran lunga lo strumento più immediato nelle mani di tutti noi consumatori. Scegliamo cosa comprare, dove e come in modo critico e boicottiamo chi non rispetta i principi di uguaglianza e non discriminazione. Quello che stiamo tentando di fare contro la casa vacanza «Ciufo» di Santa Maria di Ricardi che si è rifiutata di ospitare i due ragazzi in CalabriaAbbiamo aperto una petizione su Change. E stiamo chiedendo a tutti di aderire. Possiamo anche segnalare l’episodio all’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni su www.unar.it

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