PALOMA FAITH: LA NUOVA ICONA GAY DELLA MUSICA

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In Italia per presentare il primo album alla stampa e per la sua prima esibizione live all’Hollywood di Milano. Una beat girl a metà tra Judy Garland e...

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MILANO – Con un look così è sicuramente candidata a diventare la nuova icona gay della musica internazionale. Vestita interamente di paillettes e truccata di tutto punto, alle 11 del mattino ha incontrato i giornalisti nella sala conferenze della Sony, la sua casa discografica che il prossimo 25 settembre pubblicherà l’album d’esordio: “Do you want the truth or something beautiful?”. Paloma Faith, questo il suo nome, nata nel quartiere londinese di Hacney, è per metà spagnola e ha alcuni parenti che vivono in Italia.  La sua ascesa al successo ha compiuto un balzo fulmineo con primo il singolo “Stone Cold Sober”, accolto con fanatico fervore dalle radio inglesi che non riuscivano a smettere di programmarlo. 

Ex assistente di un prestigiatore (faceva la donna tagliata in due!), ballerina di danza moderna, laureata in regia teatrale con diploma conseguito al St Martin’s, performer in spettacoli burlesque e attrice nel film ‘St Trinian’s’ e nella nuova pellicola di Terry Gilliam "The Imaginarium of Dr Parnassus", Paloma, in soli ventiquattro anni di vita, ha abbracciato e mescolato svariate esperienze artistiche. Ha persino lavorato come assistente per Agent Provocateur (uno dei marchi più provocatori di lingerie hot). Solo pochi anni fa ha aggiunto la musica, il suo primo amore, all’inizio scimmiottando i cantanti blues e soul che tanto ammirava, successivamente individuando la propria vocalità.

Glam e baraccona come poche, ha confessato che il suo miglior amico fa la drag queen ed è con lui che spesso si consiglia sull’abbigliamento o si scambia i vestiti. In effetti è degna del frasario di una drag di tutto rispetto la sua celebre battuta: “Qualunque posto dove non puoi indossare i tacchi a spillo non vale la pena di essere frequentato”.

Nelle sue esibizioni live d’oltremanica il pubblico si presenta agghindato per l’occasione conosce già i testi di tutti i brani del cd di prossima pubblicazione. Il palco è allestito impeccabilmente da lei stessa in modo da rispecchiare la perfetta sintonia della sua percezione visiva e le sue sono scelte basate su una vasta conoscenza della cultura cinematografica e teatrale: “Mi ispiro alle regine della tragedia – Billie Holiday, Edith Piaf e Judy Garland. Metteteci poi un tocco di Nick Cave, Etta James e PJ Harvey, Antony and the Johnsons e Grace Jones. Aggiungete tutte le influenze esercitate su di me dal cinema d’avanguardia, e comincerete ad avvicinarvi al punto. Il mio stile esteriore si basa sul travestimento, poiché non ho mai abbandonato l’idea di abbellire i contenitori! Le mie prime esibizioni ricalcavano il genere David Lynch incontra William Blake al circo. Benvenuti nel mio mondo!”

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