Franco e Gianni: presentato il libro sulla prima coppia a essersi unita civilmente a Torino

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Al Circolo dei Lettori torinese il primo sposo gay torinese ha ricordato il marito scomparso a gennaio. Presente anche la sindaca Appendino.

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È stata una serata ad alto tasso emotivo, tra lacrime e ricordi, quella di venerdì sera al Circolo dei Lettori di Torino, dove è stato presentato il libro Franco e Gianni – 14 luglio 1964 (Echos Edizioni) di Roberta Fontana e Stefano Peiretti.

Scritti, memorie e poesie romantiche che testimoniano la lunghissima storia d’amore, 52 anni e mezzo, di Franco Perrello (scomparso a 83 anni lo scorso gennaio) e Gianni Reinetti, combattivo ottantenne, la prima coppia gay unitasi a Torino nello scorso luglio grazie alla legge sulle Unioni Civili.

Il portavoce della coppia, Stefano Francescon, marito dell’autore Peiretti, ha introdotto la serata condotta dalla giornalista Letizia Tortello:  “Questa sera è un piacere essere qui. Dovrei ringraziare tante persone, in primis Franco e Gianni, perché per tutto l’anno mi sono messo al loro servizio con coraggio e determinazione quando pensavamo che Franco non ce l’avrebbe fatta a sposarsi e invece abbiamo lottato perché la prima unione civile a Torino fosse la più bella del mondo. Franco e Gianni hanno aperto una porta di libertà e amore. Franco era una persona speciale, l’amico che tutti vorremmo avere. Lui era felice, si spense con il sorriso. Usciti da questa sala abbiamo un impegno, quello di continuare a portare avanti questa battaglia di civiltà. In queste settimane abbiamo lanciato una nuova campagna, #vietatoarrendersi (la madrina è Orietta Berti, n.d.r.). Accompagnerò Gianni in tutta Italia per raccontare questa storia”.

“Non ho mai incontrato Orietta Berti – spiega Gianni Reinettima l’ho vista nei suoi peregrinaggi artistici. È un grande onore, una felicità che non mi aspettavo, la ringrazio infinitamente. Cercavo di trascinare Franco sulla pista da ballo ma era una scopa! Quando cercavamo casa negli anni Sessanta molti temevano che, essendo due uomini, che facessimo ‘casino’. Poi abbiamo trovato un signore che voleva solo che pagassimo l’affitto. Non abbiamo mai negato di essere omosessuali. In corso Francia c’era una sede del partito fascista e ogni tanto mandavano squadroni di sera con catene e bastoni nei luoghi di ritrovi gay all’aperto. Noi frequentavamo solo una sala da ballo con al centro un ring su cui si ballava tra uomini. Vorrei ringraziare Stefano, il nostro angelo custode. Franco ha anche scritto una bellissima lettera al Papa. Io penso anche che due uomini possano essere all’altezza di allevare un bambino”.

 

 

“Ho avuto l’onore di sposare Franco e Gianni – racconta il sindaco Chiara Appendinol’ho scritto nella premessa del libro, un’esperienza straordinaria e terribile: straordinaria perché ho vissuto coi miei occhi l’emozione di quel giorno, terribile per quello che è successo subito dopo. Da lì l’amicizia con Gianni si è rafforzata. Torino ha degli anticorpi incredibili ma i fenomeni di omofobia ci sono: Gianni mi ha raccontato di gente che ancora oggi lo guarda, si gira e sputa. Bisogna combattere l’omofobia e guardare al futuro”.

“La sera dell’undici maggio – segue la senatrice Magda Zanoniquando è stata approvata la legge sulle Unioni Civili, è stato molto emozionante. Con Gianni c’è una grande amicizia, un grande affetto. Avevamo davvero, intimamente, la coscienza che questo era un passo che cambiava la vita delle persone. Ma sapevamo che per qualcuno non c’era più tempo per aspettare, c’era un’urgenza. Franco era un uomo mite, dolce e buono”.

“Conoscevo Franco da venticinque anni – continua Giovanni Minerba, Presidente del Lovers Film Festival – Abbiamo iniziato a frequentarci dopo che è mancato Ottavio (Mai, storico compagno di Minerba, deceduto nel 1992, n.d.r.). Qualche giorno dopo l’undici maggio ricevo una telefonata: “Visto che c’è la legge, noi vorremmo farlo subito. Devi aiutarci per capire che cosa dobbiamo fare!”. Avevo letto qualcosa che aveva scritto Stefano, gli ho spiegato che c’erano due vecchi bacucchi che volevano sposarsi! Sono contento che Stefano abbia preso a cuore la loro storia”.

“Io arrivo a Franco e Gianni con una telefonata di Giovanni Minerba – racconta Alessandro Battaglia, presidente del Coordinamento Torino Pridesubito dopo l’approvazione della legge sulle Unioni Civili. Noi ricevevamo moltissime telefonate che ci chiedevano come fare e noi eravamo consapevoli di una serie di difficoltà dovute alla mancanza di atti amministrativi e documentazione, a difficoltà dell’anagrafe che non riceveva la modulistica dal Ministero. C’erano coppie infuriate che ci telefonavano e quando Giovanni mi chiese come fare per aiutarli gli dissi che non sapevo, stavamo navigando a vista. Per fortuna due temerari come i due Stefani ossessionavano le operatrici dell’Anagrafe. È stato molto emozionante partecipare alla loro unione. Ma c’è ancora molto da fare: la legge contro l’omofobia e la transfobia la stiamo aspettando da tantissimo tempo”.

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