In Batman l’idea di far morire Robin nacque dall’epidemia dell’HIV

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Il creatore del fumetto ha ricordato l'origine dell'idea di far morire il compagno di Batman.

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In un’intervista Jim Starlin, il creatore dei Guardiani della Galassia, ha parlato delle cause della morte di Robin, vicenda che scrisse personalmente sulle pagine del fumetto Batman.
Il fatto risale al 1998, quando Dc Comics diede vita a una delle mosse pubblicitarie più memorabili nella storia del fumetto. Tecnicamente, si trattava del secondo Robin a sparire. Il primo, creato nel ’39 e di nome Dick Grayson era sparito già anni prima. Il nuovo Robin era un ragazzo di strada di nome Jason Todd, che Batman sorprese mentre gli rubava una ruota della sua Batmobile.
Todd era un tipo ombroso e incline a scoppi di violenza. Molti lettori non amavano il personaggio e questo portò a Death in the Family, il numero della saga in cui Robin moriva per mano del Joker. Ma proprio prima dell’ultima puntata fu data ai lettori la possibilità di scegliere, attraverso un numero telefonico da chiamare.
Su 10.000 chiamate, per meno di 100 voti vinse la “condanna a morte” del compagno dell’uomo pipistrello. Solo però recentemente l’autore della storyline, Jim Starlin, ha raccontato un aneddoto su come sono andarono davvero all’epoca le cose.
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“L’idea di uccidere Robin venne alla fine degli anni ’80 con l’inizio dell’epidemia di Aids. Fu Dc comics a lanciare l’idea – quale personaggio dovrebbe morire di Aids? Io scelsi Robin. Alla fine però fu presa una decisione diversa: scelsero Jimmy Olsen, ma quando scoprirono che l’attore che lo impersonava nel film degli anni ’50 in Superman, Jack Larson, era gay, abbandonarono del tutto il progetto per paura delle conseguenze mediatiche.”
L’idea probabilmente nacque dalla volontà di cavalcare l’onda pubblicitaria che aveva portato all’onore delle cronache Ryan White, un ragazzo sieropositivo che divenne famoso in quegli anni proprio come simbolo della lotta all’HIV. L’episodio ha un valore forse marginale per la storia del fumetto ma evidenzia come l’HIV abbia influenzato la cultura popolare in modi talmente profondi da non risultare spesso riconoscibili.
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