La storia dei campeggi gay: processioni pagane, matrimoni improvvisati e folli feste

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Troppe poche parole per descrivere l'atmosfera che avvolgeva queste giornate. Qui si può "osservare da vicino le specie più rare della fauna omosessuale, al riparo dall’impallinamento".

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Ho sotto gli occhi un bellissimo libro: “Cercando il paradiso perduto”, edito da Gammalibri, a cura del sottoscritto e di Ivan Teobaldelli. Il modello di copertina è un mio carissimo amico, Luciano Parisi, che coraggiosamente accettò di essere il cover boy nudista sulla spiaggia di Capo Rizzuto: la foto risale al 1979 e già allora appariva il simbolo arcobaleno degli omosessuali su un ombrellone rainbow. Caro Luciano, caro Andrea Pini, caro Ciro Cascina, quanti ricordi quella foto e questo libro ormai introvabile. Modestamente, ho attraversato molti di questi difficili anni e ho tanto da raccontare.

Cover di "Cercando il Paradiso Perduto".
Cover di “Cercando il Paradiso Perduto”.

Il 1978 è stato l’anno in cui decine di omosessuali si sono ritrovati in Grecia su invito dell’Akoe, un movimento gay greco che voleva protestare contro la repressione delle istituzioni elleniche: al porto di Brindisi scopriamo però che non possiamo sbarcare a Zacinto (ci sono problemi con la popolazione che proprio non ci vuole), quindi assieme ai compagni stranieri affittiamo due pullman… e comincia l’odissea! Prima nel Peloponneso, poi in un villaggio di nome Katakali (ribattezzato Katakuli…) e infine a Paros nell’Egeo. Tutti col sacco a pelo, ci siamo ritrovati per mancanza di soldi, per disadattamento, per spirito d’avventura in un campeggio gay internazionale, in luoghi e tempi difficilmente prevedibili e, come scriveva il mio amico Teobaldelli: “dove si potrà osservare da vicino le specie più rare della fauna omosessuale, al riparo dall’impallinamento”.

 "Lambda", numero 16-17 del 1978, con copertina dedicata al Gay greek camp, che si era appena concluso.
“Lambda”, numero 16-17 del 1978, con copertina dedicata al Gay greek camp, che si era appena concluso.
Servizio fotografico di Giovanni Rodella dedicato al Gay greek camp, con Felix Cossolo immortalato in uno scatto. Da "Lambda", numero 16-17, 1978.
Servizio fotografico di Giovanni Rodella dedicato al Gay greek camp, con Felix Cossolo immortalato in uno scatto. Da “Lambda”, numero 16-17, 1978.
Una foto dal greek camp.
Una foto dal greek camp.

L’anno successivo decidiamo di organizzare il gay camp in Italia e troviamo la disponibilità di un campeggio in Calabria, a Capo Rizzuto, in un posto incantevole ma desolato. Oltre un migliaio di persone raccolgono l’appello, molti gli etero “che hanno aperto gli occhi, gli slip o entrambi”, come scriveva Andrea Pini. C’erano anche i “maschi in crisi” che sublimavano in droghe e rock & roll, e una ventina di compagne lesbiche. I ricordi sono tanti: il nudismo in spiaggia, la musica sulla piazzetta, le cantate collettive, le sfilate e i giochi pazzi, i “matrimoni” e la caccia al tesoro. La maggioranza delle iniziative era spontanea e si respirava un’aria diversa. Una sera è nata una passerella sulla terrazza, una sfilata di Wande Osiris, femministe d’avanguardia, maestre e puttane. Si discuteva se travestirsi oppure no, se bisognava fare politica o essere qualunquisti, che atteggiamento avere rispetto ai guardoni che venivano ad ammirarci, se la Tv poteva riprenderci, se manifestare in città, a Crotone, o restare nel nostro piccolo paradiso. Il Tg2 trasmise un servizio e molti media scrissero i loro pezzi coloriti. Partecipò anche un giovane timido e un po’ velato che passeggiava nudo sulla spiaggia con me, il carissimo Nichi Vendola, oggi affermato politico, e non si possono dimenticare le performance dell’attore napoletano Ciro Cascina, i personaggi come la Poppea, Porporino, Stefano Casagrande, Alvaro, la Curcione; le inchieste Doxa, tastando il cazzo dell’intervistato, e lo slogan “Nudi sì ma contro la DC: occhio, malocchio, diventerai finocchio”.

Nichi Vendola e Terzo Molari durante il primo International gay camp a Isola di Capo Rizzuto, da "Lambda", numero 23, settembre-ottobre 1979.
Nichi Vendola e Terzo Molari durante il primo International gay camp a Isola di Capo Rizzuto, da “Lambda”, numero 23, settembre-ottobre 1979.

L’esperienza fu così coinvolgente che fu riproposta l’anno dopo grazie al nostro entusiasmo e alla rivista “Lambda”, sempre a Capo Rizzuto al camping La Comune. Molti partecipanti volevano un campeggio esclusivamente gay, e si discuteva anche di musica e terrorismo. In programma gli spettacoli delle Pumitrozzole e di Ciro Cascina, gli allestimenti di Giorgio Fornari, i bagni d’argilla, i corpi colorati con pennellate di pittura, la vie en rose nei bagni (Gigi Malaroda lo ricorderà…), l’intervento del presidente nazionale dell’Arci Rino Serra, anticipazione della nascita dell’Arcigay.

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"Lambda", numero 23, settembre-ottobre 1979, con la famosa foto di copertina, usata per scopi propagandtistici da "Il giornale" nel 2010, in cui è ritratto Nichi Vendola, al centro, tra Felix Cossolo e il sindacalista Terzo Molari, durante il primo International gay camp, svoltosi a Isola di Capo Rizzuto nell'estate di quell'anno.
“Lambda”, numero 23, settembre-ottobre 1979, con la famosa foto di copertina, usata per scopi propagandtistici da “Il Giornale” nel 2010, in cui è ritratto Nichi Vendola, al centro, tra Felix Cossolo e il sindacalista Terzo Molari, durante il primo International gay camp, svoltosi a Isola di Capo Rizzuto nell’estate di quell’anno.
"Lambda", numero 26, primavera-estate 1980, con copertina in cui si pubblicizza il secondo International gay camp, svoltosi a Isola di Capo Rizzuto, come l'anno precedente. Nella foto, sulla destra, si riconosce Marco Sanna.
“Lambda”, numero 26, primavera-estate 1980, con copertina in cui si pubblicizza il secondo International gay camp, svoltosi a Isola di Capo Rizzuto, come l’anno precedente. Nella foto, sulla destra, si riconosce Marco Sanna.

Nel 1981 l’appuntamento è ad Ortona, in Abruzzo, pubblicizzato su “La Repubblica” con un bel disegno di Marco Silombria. Ivan Cattaneo arriva al successo con “American Graffiati” e noi siamo in Piazza Salotto, a Pescara, a festeggiare. Il primo giorno abbiamo i controlli via mare, via aerea e via terra dei tutori dell’ordine che si oppongono al nudismo. Difendiamo il nostro diritto e alla fine la spuntiamo, senza arresti o denunce. Tornano le feste in piazza e i “matrimoni” nei ristoranti, tutte le discoteche ci invitano per l’animazione degli spettacoli.

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