Storia del movimento LGBTQI italiano: 1982

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Viene inaugurato il Cassero, nasce il nuovo progetto di "Babilonia", quarto gay camp a Vieste, "l’è mei un fiol leder che un fio buson".

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L’anno nuovo inizia con il Capodanno gay a Milano organizzato dai collettivi omosessuali. Il Fuori! indice il suo ultimo congresso, a porte chiuse, in Campania, ma segna la crisi di questo gruppo. Anche le transessuali programmano il loro congresso. Gli omosessuali cattolici si incontrano ad Assisi. In maggio pubblichiamo la prima guida tascabile italiana gratuita.

L’edizione della prima guida gay gratuita a cura di “Lambda”, il modello della foto è Eriberto.
L’edizione della prima guida gay gratuita a cura di “Lambda”, il modello della foto è Eriberto.
Inserzione pubblicitaria della discoteca gay Triangolo Rosa, gestita dal Fuori! di Torino. Da "Lambda", n. 10, marzo 1982.
Inserzione pubblicitaria della discoteca gay Triangolo Rosa, gestita dal Fuori! di Torino. Da “Lambda”, n. 10, marzo 1982.

Tutti a Roma a Montecaprino per manifestare contro l’uccisione di un gay romano. A Bologna promuovo un primo incontro tra i nuovi collaboratori per la nascita di un futuro giornale che vogliamo realizzare: “Babilonia”. Fra altri, partecipano Gigi Malaroda, Francesco Gnerre, Beppe Ramina, Mattia Moretta, Roberto Polce, Ivan Teobaldelli. Il 4° campeggio gay è organizzato a Vieste in Puglia.

Processione delle “madonne” a Vieste.
Processione delle “madonne” a Vieste.

In questa circostanza viene presentato il n. 0 di “Babilonia”. Alcune città sono teatro di manifestazioni gay in varie occasioni: Foggia e Bologna (Carnevale), Palermo (congresso Arcigay), Genova (la prima iniziativa ufficiale di un collettivo in città, ora Collettivo Fassbinder). Il Fuori! cessa le pubblicazioni e si impegna a livello locale.

Copertina del n. 0 di “Babilonia”, disegno di Mario Schifano, foto di Robert Mapplethorpe, disegno di Mario Schifano.
Copertina del n. 0 di “Babilonia”, disegno di Mario Schifano, foto di Robert Mapplethorpe, disegno di Mario Schifano.

Bologna e Firenze presentano una rassegna completa delle opere cinematografiche di contenuto omosessuale con l’adesione dell’Assessorato alla Cultura. La rassegna, “L’Immagine negata”, presentata da Goffredo Fofi, è molto seguita. Il 28 giugno s’inaugura il Cassero di Bologna, con accese polemiche da parte dei democristiani e del cardinale Poma, nonostante tutto le chiavi della sede vengono consegnate ufficialmente al Circolo 28 Giugno. È il primo centro gay polivalente in Italia.

“L’è mei un fiol leder che un fiol buson”, in bolognese; “È meglio un figlio ladro che un figlio busone” (gay). Così recitava un ironico striscione nel corso di una manifestazione per la conquista del Cassero di Bologna.
“L’è mei un fiol leder che un fiol buson”, in bolognese; “È meglio un figlio ladro che un figlio busone” (gay). Così recitava un ironico striscione nel corso di una manifestazione per la conquista del Cassero di Bologna.
Inaugurazione del Cassero il 28 giugno 1982. Beppe Ramina, con il cappellino in testa e molti chili di meno, per festeggiare, danza un valzer con l’allora Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Sandra Soster. Felix balla con Marco Sanna.
Inaugurazione del Cassero il 28 giugno 1982. Beppe Ramina, con il cappellino in testa e molti chili di meno, per festeggiare, danza un valzer con l’allora Assessore alla Cultura del Comune di Bologna, Sandra Soster. Felix balla con Marco Sanna.

Gli omosessuali intervengono al congresso nazionale della FGCI (federazione giovanile comunista italiana) e al congresso nazionale dell’Arci. Il n. 0 di Babilonia dopo il gay camp di Vieste viene presentato ufficialmente a Milano con gli interventi di Mario Spinella, Big Laura, Mario Mieli, Pier Vittorio Tondelli e altri.

Riunione storica dell’Arci-gay a Roma. Si riconoscono da sinistra Felix, don Marco Bisceglia, Franco Grillini, Daniela Rossi, Beppe Ramina, Nichi Vendola e Luigi Amodio.
Riunione storica dell’Arci-gay a Roma. Si riconoscono da sinistra Felix, don Marco Bisceglia, Franco Grillini, Daniela Rossi, Beppe Ramina, Nichi Vendola e Luigi Amodio.

Foto: Luca Locati e Giovanni Rodella

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