Un Capodanno davvero trasgressivo? Tutto quello da evitare

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E' la festa più attesa dell'anno, quella in cui tutto è permesso, ma che rischia di trasformarsi in un triste, inevitabile, rituale. Le otto cose da evitare perché...

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Ci sono cose che ricorrono, fatalmente e quasi inevitabilmente, ogni anno nella notte di Capodanno, che pure è una delle feste più attese da tutti. E per quanto sia simbolo di trasgressione estrema e follia notturna allo stato puro associata a divertimento sfrenato, pare non si riesca proprio a fare a meno di alcuni riti che, regolarmente, rischiano di rovinare tutto e costringerci a riporre tutte le speranze nel prossio Capodanno. Ecco le otto cose da non fare la notte del 31: chissà che non si riveli davvero il Capodanno che avevate sperato.

1) Non augurare mai e poi mai: “Buona fine e buon inizio”.È una iattura che in confronto quella subita dai profanatori di tombe egizie ha avuto la portata dello spezzamento di un’unghia. Io ci ho fatto caso: l’ultima volta che non sono riuscito a ricacciare una canapé in bocca all’augurante di turno in tempo per zittirlo, di li a 5 mesi ho perso il lavoro e sono stato sfrattato. E non è un mero escamotage letterario per dare enfasi alla battuta…

2) Evitare la volgarità di dire: “Chi scopa a capodanno, scopa tutto l’anno”. Si dimostra scarsa fiducia nelle capacità seduttive dell’amico quando non diventa una vera e propria istigazione all’errore costringendo il destinatario a fare sesso persino con un crotalo pur di scongiurare il maleficio.

3) Le mutande rosse o qualsiasi altro contieni-pacco aggettivabile come “buffo, simpatico, divertente, tanto è capodanno!”. Intimissimi, Tezenis e le altre perverse sorelle della moda intima ne stanno appuntando in vetrine di talmente orribili che neppure un tubo Innocenti compresso e pronto a saltare fuori come il clown a molla di un carillon vi metterebbe a riparo da un calo di libido più profondo del collasso dei titoli italiani.

4) No al conto alla rovescia guardando la TV, per favore.Tanto si va sempre fuori sincrono. Mi chiedo, com’è possibile che non si riesca a contare da10 a 1 senza perdersi. Non si tratta mica di intonare un canto a cappella a 8 voci in un coro polifonico di 200 elementi. Eppure, si arriva sempre con uno che festeggia la mezzanotte tre secondi prima e altri quando sta scoccando l’ora fatidica a Los Angeles.

5) Datemi retta, se potete: se avete organizzato il cenone a casa vostra, ripulite la cucina la sera stessa. Lo so che è da affetti da sindrome di Manila ma la tristezza di vedere l’indomani l’immancabile cotechino che agonizza in un letto di lenticchie stantie che per rimuoverlo dalla pentola devi usare una lancia termica al plasma è una delle immagini più deprimenti con cui iniziare un nuovo anno.

6) Se qualche invitato si presenta con le buste piene di botti, teneteli fuori casa. Sono dei pazzi invasati. Un anno da me per poco non facevamo la fine de “L’inferno di cristallo”. Ti si piazzano sul balcone come se volessero esportare la primavera islamica anche sulle coste del Tirreno e si mettono a sparare facendo a gara con i vicini fino a che un fungo di fumo alto 50 metri non pone termine all’esperienza dell’essere umano sulla terra.

7) Se vi propongono di fare il capodanno in piazza mandateli a cagare. Continua a sfuggirmi cosa ci sia di divertente nell’essere pressati come sardine, con la gente ubriaca che ti piscia addosso, assistendo al concerto di artisti richiamati in vita attraverso una tavola ouija che ti farebbero passare l’euforia anche avessi mangiato una fetta di pandoro spolverizzata di cocaina.

E poi, è appurato: 9 volte su 10 piove.

8) Ma la cosa che in assoluto tutti, io in primis, dobbiamo evitare di fare è il non porsi degli obiettivi per il nuovo anno. Una massima che se da un lato mostra propensione verso un’inedia nichilista, dall’altro ci mette al riparo dalle cocenti delusioni dell’insuccesso. Anche se sono degli obiettivi modesti, solo per il fatto di averli formulati, diventeranno impossibili.

Quindi tenetevi i vostri “desiderata” per voi e chissà che così facendo non otterrete alla fine qualche insperata, piccola soddisfazione perché, si sa, è nella modestia che si esalta la gioia e spesso è meglio accontentarsi del grasso che cola da un’oliva ascolana che di un tacchino al forno ripieno di castagne però completamente carbonizzato.

di Insy Loan ad alcuni meglio noto come Alessandro Michetti

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