La storia di Mario e Jacopo: sposi dopo 33 anni insieme nella provincia leghista

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Torno, in provincia di Como, ha un'amministrazione di destra: dopo l'iniziale titubanza, il piccolo paese ha accolto con gioia una nuova famiglia.

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L’applicazione della legge sulle unioni civili dovrebbe essere ormai, a più di due mesi dall’effettiva entrata in vigore del decreto ponte, ordinaria amministrazione. Ma sappiamo bene che non è così: molti comuni ( tra cui Favria e Cascina LEGGI > >) continuano a fare opposizione, a impedire il riconoscimento delle famiglie same sex che hanno aspettato questo momento per tanti anni.
Tra queste ci sono però anche tante storie che finiscono col lieto fine: Mario e Jacopo, residenti a Torno, paesino di soli 1.200 abitanti immerso nella provincia leghista di Como, ci hanno raccontato la loro storia. Eccola in esclusiva per voi.
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Io e Jacopo abbiamo 59 anni e conviviamo da 33. Io, Mario sono pasticcere, Jacopo invece è un ingegnere elettronico: la nostra è una vita regolare e tranquilla.
Abbiamo iniziato la nostra convivenza a Milano: poi, dopo una decina di anni, ci siamo trasferiti sul lago di Como in cerca di tranquillità. All’inizio la gente del posto ci guardava con sospetto e diffidenza: abbiamo fatto fatica ad inserirci in un contesto storicamente di destra, dove ognuno vive nella sua villetta e tende e guardarti con riserbo se sei diverso. Ma dopo un po’, quando tutti si sono resi conto che siamo persone normali e non marziani, ci hanno accolto con serenità.
Anche se qui la Lega Nord è molto forte e radicata nel territorio, appena passato il decreto ponte ci siamo presentati in comune e abbiamo richiesto di unirci civilmente: il sindaco di Torno (eletto con una lista civica di destra) è rimasto spiazzato, era imbarazzato e a disagio. Ci ha detto che si sarebbero informati e che ci avrebbero fatto sapere, ma ho notato titubanza. Così abbiamo deciso di interpellare la vice sindaca, che invece era sorprendentemente entusiasta: ci ha detto che sarebbe stata lei l’ufficiale di stato civile e che era onorata di celebrare il rito.
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Eravamo i primi in zona (Torno è un paesino piccolo, soli 1.200 abitanti) e all’anagrafe non erano informati sul da farsi: nonostante tutto sono stati molto disponibili. Poco prima del momento della celebrazione il sindaco ci ha stupito: ci ha chiesto se volevamo fosse lui a farla, e una cosa del genere da un sindaco di destra, considerando che molti si rifiutano, non è cosa da poco.
Nell’organizzare la festa abbiamo coinvolto l’unica fiorista e l’unico ristorante di Torno e abbiamo voluto che gli studenti del Conservatorio locale suonassero ai festeggiamenti: il giorno della cerimonia fuori e dentro il Comune c’era mezzo paese, una grande gioia generale che non ci saremmo mai e poi mai aspettati. Abbiamo ricevuto tantissimo calore dai compaesani ed è stato tutto davvero magico.
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Siamo partiti poco dopo per il Madagascar in viaggio di nozze e anche lì il massimo dell’accoglienza. È bello vedere che il tempo sta migliorando le cose: quando eravamo giovani era normale essere presi in giro, picchiati e insultati; la giustizia e la gente comune dava ragione a chi lo faceva. Ora, forse, qualcosa è cambiato.
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