“Niente sesso per un anno, voglio donare sangue”: l’incredibile storia di Jay

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"Il mio migliore amico etero dorme con 8 donne a settimana e dona sangue. Io in un anno non posso nemmeno ricevere un rapporto orale".

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Essere gay e avere il desiderio di donare sangue è un connubio non sempre realizzabile in America.

Jay Franzone si è astenuto dal sesso per un anno al fine di donare sangue: la ragione è che negli Stati Uniti le persone omosessuali possono donare solo se non hanno avuto rapporti sessuali per almeno 12 mesi.

Un divieto retrogrado datato 1992: la crisi dell’AIDS e dell’HIV aveva lasciato un marchio indelebile sulla comunità LGBT e il panico da contagio aveva provocato l’istituzione di una proibizione a vita per le persone omosessuali sulle donazioni di sangue. Solo nel 2015 il provvedimento è stato sostituito: ora possono donare solo quelle persone che hanno praticato l’astinenza per almeno 12 mesi.

È un divieto ancora fortemente discriminatorio: ho deciso di stare al loro gioco per far sì che questo gap legislativo venga alla luce, e che venga rimosso“, commenta Jay, che fa parte della National Gay Blood Drive, un’associazione che combatte per la rimozione di questo provvedimento. Non c’è più ragione affinché questo divieto esista, dice Jay: le nuove tecniche per l’individuazione del virus possono rilevarlo anche 7 giorni dopo il contagio (con un margine di sicurezza di poco inferiore al 100%, sicurezza raggiunta a tre mesi dal rapporto a rischio).

Il mio migliore amico etero dorme con 8 donne a settimana e dona sangue. Io in un anno non posso nemmeno ricevere un rapporto orale se voglio farlo“, commenta Jay. In Italia viene affidato al personale medico il compito di individuare e valutare i casi specifici – capire se il potenziale donatore, non importa se gay o meno, ha assunto comportamenti sessuali a rischio.

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