Scopri quanto sei gay con il test della scala Kinsey!

di

La scala Kinsey è un sistema di classificazione degli orientamenti sessuali. Scopri a che grado appartieni!

La scala Kinsey è un sistema di classificazione degli orientamenti sessuali e fu ideata dal biologo e sessuologo statunitense Alfred Kinsey. Storicamente è molto importante perché rappresenta uno dei primi tentativi, se non l’unico in ambito scientifico moderno, di introdurre il concetto di una sessualità umana le cui sfaccettature non siano rappresentate a compartimenti stagni, ma secondo un criterio di gradualità e fluidità non ben definita.

La scala è formata da sette livelli che vanno da 0, che indica una tendenza esclusivamente eterosessuale, a 6 che indica invece una propensione esclusivamente omosessuale. Nel centro, al livello 3, si collocano coloro in cui le tendenze etero e omosessuali si equivalgono, cioè i bisessuali; infine in mezzo ai tre poli ci sono le relative “sfumature”.

Non esiste un “test Kinsey”, esiste solo la classificazione da lui redatta: pertanto tutti i test reperibili sul web, compreso questo, non sono da considerarsi “ufficiali”.

Premessa: nessun test può stabilire in modo accurato l’orientamento sessuale di una persona. Ma vale la pena tentare! Per scoprire a che livello della scala Kinsey appartenete provate a fare questo divertente test: non ha alcuna pretesa scientifica ed è un semplice gioco. Buon divertimento!

In copertina: foto di Matt Lambert

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo... (18)

Commenta l'articolo... (18)

TEST: Quanto conosci il pene?

di

Qual è la dimensione media ideale? Quanto dura un orgasmo? Mettiti alla prova e scopri quanto a fondo conosci l'organo genitale maschile!

Il pene è spesso al centro di numerosi dibattiti, scientifici o meno seri: qual è la lunghezza che gli uomini e le donne percepiscono come ideale? Quanti tipi di erezione esistono? Qual è il pene più lungo mai misurato? Quanto dura un orgasmo?

Se pensate di essere preparati e di sapere tutto sul pene mettetevi alla prova con questo test: potreste scoprire un’innata conoscenza dell’organo genitale maschile…

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo... (1)

Commenta l'articolo... (1)

TEST: app incontri gay, che tipo sei? Scoprilo ora!

di

Secondo uno studio un terzo dei millennials utilizza le app quasi esclusivamente per incontri sessuali occasionali. E voi?

Le app per incontri sono ormai diffusissime, sia tra gay che tra etero: secondo uno studio di Blend, un terzo dei millennials possiede un account e utilizza le app quasi esclusivamente per incontri sessuali occasionali. Con tutto ciò che ne deriva: sexting (termine utilizzato per definire una chattata spinta), invio di foto hard, disattenzione su lavoro e studio. Sempre secondo lo stesso studio infatti, si va da un minimo di utilizzo di una volta a settimana a un massimo di 5.084 click sul proprio profilo: lo spettro di variabili è molto ampio.

Si incontrano tantissimi “tipi umani” su queste app, dai profili anonimi a quelli che inviano foto finte, dal pervertito all’inconcludente, dal bono irraggiungibile al cesso insistente. E voi a che tipologia appartenete? Come vi comportate sulle app? Provate a scoprirlo attraverso questo test!

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo... (0)

Commenta l'articolo... (0)

Omofobia interiorizzata: una malattia sociale condivisa. E tu a che livello appartieni? TEST

di

L'omofobia interiorizza è data da un'educazione che insegna l'eterosessualità quale unica espressione delle relazioni sessuali e affettive. Quanto può influenzarci?

Anche se meno visibile dell’omofobia esterna, l’omofobia interiorizzata è per certi versi psicologicamente più insidiosa, perché agisce come un nemico interno non facile da fronteggiare da Mariomieli.net

Se tutti e tutte qui probabilmente sappiamo cosa s’intende quando si parla di omofobia interiorizzata, non vale lo stesso per chi non è abituato o abituata a porsi questi “problemi”. Solitamente si parla di omofobia interiorizzata per indicare persone gay, lesbiche, bisessuali o pansessuali che hanno poca consapevolezza di aver interiorizzato e fatto propri pregiudizi, comportamenti e opinioni discriminatorie tipici della cultura omofoba e eteronormata in cui cresciamo e viviamo. Secondo l’Istituto Beck di Terapia Cognitivo-Comportamentale, appunto:

Da quando nasciamo, i nostri genitori prima e la società poi ci bombardano con messaggi educativi, che sono delle vere e proprie frecce che si vanno a conficcare nella nostra mente. La prima è che dobbiamo rispettare e obbedire a un’autorità superiore (famiglia, poi scuola, e infine chiesa e Stato). La seconda è che il sesso è peccato (e quindi il sesso “contro-natura” è doppiamente peccato). Poi impariamo che i gay sono effeminati e le lesbiche mascoline, che i gay non sono veri uomini, che gli omosessuali si possono deridere, insultare ed eventualmente picchiare. Che “frocio” è un insulto mille volte peggiore di “stronzo”.

Anche il sito del Circolo Mario Mieli fornisce una definizione piuttosto inquietante dell’omofobia interiorizzata, riguardante persone della comunità LGBT che sono già a un certo livello di consapevolezza della propria sessualità: “Quando i gay e le lesbiche cominciano a diventare consapevoli della loro omosessualità, essi sperimentano verso loro stessi i medesimi atteggiamenti che hanno interiorizzato”.

Ma cosa succede quando l’omofobia interiorizzata colpisce persone che non si accettano per come sono?

Quando questa malattia sociale affligge chi non riesce nemmeno ad ammettere di essere gay, lesbica, bisex o pansessuale, il rischio è che inevitabilmente venga bloccato ogni rapporto omoaffettivo sul nascere, ogni volta che questo stia diventando coinvolgente: “Non mi sento attratto”, “non mi va di baciarti”, “mi piaci come persona, ma non in altri sensi” sono frasi che spesso abbiamo sentito dire a persone che dimostravano tutt’altro, e con le quali a volte eravamo splendidamente già finit* a letto. Rifiuti che possono sicuramente essere legittimi e sinceri, ma non in tutti i casi. Se è giusto di certo rispettare come le persone si autodefiniscono e non ha senso scalpitare se pensiamo che qualcun* stia definendosi nel modo sbagliato, non per questo dobbiamo credere a tutto quel che ci viene detto: l’ipotesi omofobia interiorizzata, nella sua spaventosità, è purtroppo vera in molti casi.

Noi per prime e primi abbiamo avuto problemi nell’accettare la nostra non eterosessualità e abbiamo avuto bisogno di tempo, molto in certi casi. Quanti si sono svegliati per un anno con la speranza che fosse solo un incubo, quante si sono sposate e hanno fatto figli prima di ammetterlo, quanti si sono fatti preti, quante pur stando con altre donne evitano effusioni d’affetto in pubblico perché non vogliono “ostentare”? La parola “ostentare“, legata alla sessualità, dovrebbe essere bannata dal vocabolario.

Passando al lato più pratico, ci piacerebbe indagare sugli stati d’animo e sulle tempistiche che sono state necessarie per passare dal presentimento di non eterosessualità al coming out. Per questo, vi proponiamo un test di 8 domande, a cui rispondere in 2 minuti. Dai risultati verrà fuori un profilo sul proprio livello di omofobia interiorizzata che può aver rallentato o meno il raggiungimento sereno della nostra identità. A volte il processo di accettazione del proprio essere può essere lungo, difficile e tortuoso, soprattutto per chi ha vissuto per molto tempo nella bolla fasulla dell’eteronormatività e se ne è fatto influenzare, volente o nolente.

“Con il termine eteronormatività s’intende la naturalizzazione dell’eterosessualità quale ‘normale’ espressione delle relazioni sessuali” da Luogoespazio.info

Buon test!

In copertina: foto di Mojo Wang


Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo... (5)

Commenta l'articolo... (5)

TEST: quanto sei maschilista (e non lo sai)?

di

Perché le donne guidano male? Come si salva una principessa? Sei sicuro di essere così immune dal maschilismo? Scoprilo con il test.


E tu quanto ne sai di perversioni? Scoprilo con il Test Kiki!

di

Pensate di essere esperti in fatto di fantasie sessuali? Mettetevi alla prova con questo test: potreste vincere un pass per la prima del film!

Vi farà avere un orgasmo dal ridere. Vi insegnerà delle perversioni davanti alle quali voi, presunti conoscitori delle pratiche più estreme, impallidirete come una qualunque Rosy Bindi.

Ma permetterà anche a 20 di voi di assistere all’anteprima a Roma il 14 giugno, presso il Cinema Fiamma con: Immanuel Casto, Valentina Nappi e Paco Léon, e molti altri vip.

E’ Kiki & I segreti del sesso” la spassosa commedia record di incassi in Spagna che arriva in Italia il 23 Giugno.

Come accedere all’anteprima VIP Gratis del 14 Giugno a Roma ? Semplicissimo:

  1. rispondete al divertente Quiz sulle perversioni più assurde (e che vedrete realizzate nella pellicola
  2. Al termine cliccate sulla F per condividere su Facebook il risultato taggando Gay.it scrivendo @Gaypuntoit . N.b. ricordatevi di pubblicare il post come visibile a “TUTTI” o non potremmo trovarvi!

Schermata 2016-06-10 alle 11.21.37

Per i meno esperti, aspettate il 23 giugno per andare al cinema: potrete imparare un sacco di cose…

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo... (1)

Commenta l'articolo... (1)