CHI È QUEL FICO ACCANTO AL PAPA?

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Ritratto e galleria di foto di Georg Gaenswein, segretario particolare di Ratzinger. Biondo, 48enne, atletico, nemico giurato dei pregiudizi. E protagonista di singolari scenate…

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ROMA – «Mai giudicare basandosi sui pregiudizi o sulle apparenze; bisogna riflettere sempre». Denota un’inusuale apertura mentale il motto preferito di Georg Gaenswein, il 48enne affascinante segretario particolare di Benedetto XVI, che da qualche tempo è sotto i riflettori per la sua avvenenza e la posizione strategica che ricopre. Atletico, biondo e dagli occhi chiari, il giovane tedesco dal sorriso accattivante è già da dieci anni al fianco di Ratzinger, e alcuni mesi fa è stato nominato suo segretario al posto di Josef Clemens. E non sorprende che, appena eletto Papa, l’ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede abbia deciso di portare con sé il giovane e affascinante collaboratore. Che prende così il posto di Stanislaw Dziwisz, che ha affiancato per anni Giovanni Paolo II.

Su Geanswein circolano inevitabilmente vari pettegolezzi. A partire da quello, confermato in uno degli ultimi numeri dell’Espresso, secondo il quale tra Gaenswein e Clemens non scorre buon sangue. I due hanno avuto poche settimane fa un battibecco in pubblico che ha creato non pochi imbarazzi; schiamazzi e improperi da far vergognare le peggiori Drag Queen del continente. Motivo del contendere: il rifiuto categorico da parte di ‘don Giorgio’, come è stato subito soprannominato a Roma il giovane braccio destro del Papa, di fornire il proprio numero di cellulare a monsignor Clemens. Che paonazzo per l’affronto subito, ha dato vita alla sconcertante scenata…
Ma chi è questo bel giovane, che molti considerano già il nuovo sex symbol di Città del Vaticano (e se non ci credete, date un’occhiata alla galleria di foto…)? Nato come il Papa in un piccolo paese del sud della Germania, Gaenswein è un amante del tennis e dello sci; ordinato sacerdote nel 1984, si è dedicato da subito agli studi, assecondando il suo carattere più incline alla riflessione che al contatto con i fedeli. Si è formato così come uno dei più brillanti teologi in circolazione, aperto al dialogo e molto dotato in fatto di spiritualità, ed è anche un ottimo professore di Diritto Ecclesiastico della Università della Santa Sede di Roma. I suoi collaboratori lo definiscono molto efficace: «comprende qualsiasi cosa complicata in meno di dieci secondi e dà una risposta immediata e chiara».

Ratzinger ha creato un legame molto stretto con Gaenswein, e lo ha dimostrato la domenica successiva alla sua elezione a Pontefice quando, dopo la messa, ha fatto accomodare il bel prelato accanto a sé sulla ‘papamobile’ per portarlo in giro per Piazza San Pietro a salutare i fedeli. Inoltre don Giorgio già da tempo segue le sorti dei beni personali del Papa, Ed è stato lui, ad esempio, a mettere in vendita una Volkswagen Golf grigia del 1999 registrata a nome di Joseph Ratzinger e recentemente messa all’asta su internet dal suo successivo proprietario che ha ottenuto una facile pubblicità annunciando di possedere un’auto che circola “con la benedizione divina”. Pare tuttavia che Benedetto XVI non l’abbia mai guidata, e che non abbia nemmeno la patente.
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di Alessandro Federici

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