DI CAPRIO: DOPPIO FASCINO

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Lo preferite cicciotto e zozzetto, o spanciato e pettinato? E la Hayek in Frida, dove li ha messi i baffi? Uno sguardo alla poesia omo per cani, alle...

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Poesie da cani – Queer dog è una raccolta di poesie di autori omosessuali, dedicate ai loro amatissimi cani. Si parte da Gertrude Stein con “Io sono io, perchè il mio cagnolino mi conosce”, a Eileen Myles che descrive con nostalgia il più importante libro della sua vita “Skuppy il cane marinaio”, fino a Kitty Tsui che si immagina di rivolgersi alla madre morta in una “poesia da cani”. Il curatore della raccolta, Gerry Gomez, ha scovato nella lista dei poeti cinofili, anche Jack Anderson, Jeffery Conway, May Sarton e Jan Freeman. Un libro leggero, ma molto divertente per chi ama declamare versi alla luna piena, con sottofondodi ululati canini. Sembra facile palare di americanata, tuttavia nei paesi anglosassoni dove ormai le distinzioni nel movimento si spingono fino alla scissione dell’atomo, i gay con animale domestico godono di una visibilità notevole, tanto che ne esiste una vera e propria comunità in rete. Razze preferite: carlini, labrador, fox terrier e bassotti.

Commedia gay con intermezzo etero – Ormai il film gay è diventato un genere, nel quale di conseguenza, si trovano prove eccellenti, schifezze imbarazzanti e film carini. Ecco, i film carini sono in assoluto i peggiori, perché non stanno né di là, né di qua e non ci si può nemmeno levare la soddisfazione di parlarne male o di dormire in sala. “Una lei fra di noi”, di Hella Joof (Danimarca) è un film carino. Per molti gay italiani sarà anche piacevole vedere un candido ritratto di famiglia omo dove un lui chiede all’altro lui di convolare a giusta unione civile, tuttavia il plot è quello trito e ritrito della commedia romantica. Arriva la Lei bella e scostumata che seduce uno dei lui e (orrore!!), ne rimane incinta, cosicchè l’antica coppia scoppia e se ne forma un’altra versione etero. Ma sul finale si capisce tutti qual è il vero amore, che trionfa sugli eventi nefasti della vita. E’ vero che molti omosessuali sono fatti cornuti dalle donne, ma per affrontare l’argomento non c’era bisogno di infognarsi in una storiellina da Hollywood di serie C.

Sundance e diritti civili – Al Sundance Film Festival, rassegna cinematografica indipendente di proprietà e cura di Robert Redford è l’anno dei documentari scomodi sul passato dell’America. Dopo la lunghissima intervista di Oliver Stone al mal digerito Fidel Castro (in “Comandante”), nella quale il lider maximo deplora il machismo cubano che si traduce in pestaggi ed intolleranza verso i gay, è stato proiettato “Brother Outsider: the life of Bayard Rustin” di Nancy Katese. Il film riporta alla memoria la figura di uno dei più importanti collaboratori di Martin Luther King, uno degli organizzatori della grande marcia su Washington del 1961. Un radicale dal passato comunista e dall’omosessualità dichiarata, in un’epoca in cui il moralismo non lasciava spazio ai diversi.

Pensiero Stupendo – Leonardo di Caprio. Double version: cicciotto e zozzetto in “Gangs of New York”, spanciato e pettinato in “Prova a prendermi”. Cosa scegliere? Nel film di Scorsese la battaglia è dura con il macellaio Day Lewis, più longilineo e più maschio, nella sua efferata cattiveria. Meglio nel film di Spielberg, dove il visino paciocco e candido diventa la maschera del simpatico mariuolo e soprattutto dove l’antagonista è il bolso Tom Hanks, sempre più buon padre di famiglia. Apice dell’erotismo da poltrona: nel primo sul pagliericcio con Cameron Diaz in camicia unta e aperta, all’aeroporto in divisa da pilota nel secondo.

Pensiero Orrendo – Salma Hayek in “Frida”. La “messicana tascabile” è bellissima. Affascinanti il suo sguardo di carbone ardente e le sue curve proporzionate. Ma Frida Khalo era brutta! E con i baffi. Possibile che il cinema americano sia così refrattario alla bruttezza, persino quando è storica? E pur essendo brutta, pelosetta e zoppa, Frida è stata una delle più affascinanti seduttrici bipartisan della sua epoca. Ma nel film biografico sono spariti i baffi, il culotto a sposa e anche le sopracciglia unite sono state sfoltite un bel po’. Un’icona perfetta per le tazze da caffellatte.

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di Paola Faggioli

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